Un incontro per dire no al razzismo. Dall’11 al 13 settembre torna a Cecina Mare (Livorno) il Meeting internazionale antirazzista organizzato da Arci Toscana, col patrocinio di Regione, Comune di Cecina e Cesvot: in programma talk, eventi di formazione, e concerti con Punkcake (11/9), Tara e Doppelganger (12/9/), Giancane (13/9). “Rinnoviamo uno spazio che non vuole essere rituale, ma vuole essere ogni volta la costruzione di un cammino per la costruzione di solidarietà”, ha affermato Simone Ferretti, presidente di Arci Toscana. La manifestazione sarà preceduta il 10 settembre da un evento al circolo Arci di Vada per la raccolta fondi dedicata al progetto umanitario di salvataggio in mare Tom (Tutti gli occhi sul Mediterraneo). “Abbiamo il dovere in ogni possibile contesto di dare voce alle tante voci antirazziste – ha commentato Serena Spinelli, assessora regionale al Welfare – che a volte gridano un po’ meno rispetto a chi semina invece odio, separazione, incapacità di cogliere il valore delle differenze fra le persone. Il meeting antirazzista è una di queste grandi occasioni, a partire dal dibattito iniziale sulla Palestina“.

Incontro-Tom
Un mare che nella storia ha unito mondi e persone, ma che oggi è diventato” simbolo di frontiere, violenze e politiche di esclusione”. Tutti gli occhi sul Mediterraneo (Tom) è un progetto promosso da SailingFor Blue LAB, Arci e Sheep Italia per difendere e promuovere i diritti umani delle persone che attraversano il Mediterraneo centrale e per denunciare le politiche dei governi europei che hanno distolto gli occhi da quel mare rifiutando di adempiere al proprio dovere di soccorso previsto dalle convenzioni internazionali. Dopo l’esperienza di Mediterranea, Arci torna in mare per documentare le violazioni dei diritti umani, promuovendo azioni di solidarietà e informazione come risposta all’indifferenza e alle politiche di chiusura. E siccome quello del salvataggio è un dovere (imposto anche dalle leggi) le barche di Arci e SailingFor saranno attrezzate per portare aiuto a chi venisse trovato in pericolo. Ci affianchiamo alla flotta civile che da anni è nel Mediterraneo, nonostante la criminalizzazione e i tentativi di ostacolarla, per rafforzare un presidio di monitoraggio e denuncia.

Emergenza
Ogni giorno, centinaia di persone rischiano la vita attraversando il Mediterraneo in cerca di un futuro migliore. Tuttavia, il loro viaggio è ostacolato da muri invisibili: respingimenti illegali, condizioni disumane nei centri di detenzione e un’Europa sempre più chiusa. Questo progetto vuole essere una finestra su una realtà spesso ignorata, per restituire dignità e voce a chi ne è stato privato. Leone XIV al Consiglio dei giovani del Mediterraneo ha detto: “Siete il segno di una generazione che non si volta dall’altra parte. L’orizzonte del credente è quello dell’accoglienza reciproca”. Ha poi aggiunto il Pontefice: “Le religioni sono state e talvolta sono ancora strumentalizzate per giustificare la violenza e la lotta armata”, mette in guardia. Un riferimento al Medio Oriente o all’invasione russa dell’Ucraina benedetta dal patriarcato di Mosca. “Noi – avverte Leone XIV – dobbiamo smentire con la vita queste forme di blasfemia, che oscurano il nome santo di Dio”. Poi il richiamo a chi si dice cristiano: “L’orizzonte del credente non è quello dei muri e dei fili spinati, ma dell’accoglienza reciproca”. Vale in Italia, in Europa, negli Stati Uniti. E ancora il Mediterraneo che è tenuto a essere “culla di vita e non tomba per i morti”, avverte riferendosi alle tragedie delle migrazioni.

