Lo Stato sociale poggia sulla famiglia

1,8 milioni di famiglie reggono il welfare italiano, metà assumono in nero: indagine Domina

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Foto di Sandy Millar su Unsplash

La famiglia come fondamento dello stato sociale. 1,8 milioni di famiglie reggono il welfare italiano, metà assumono in nero. Ad attestarlo è l’indagine di Domina, l’associazione nazionale delle famiglie datori di lavoro domestico. Lorenzo Gasparrini è il segretario generale di Domina. Dai dati Inps forniti in esclusiva all’Osservatorio Domina, spiega Gasparrini, “emerge chiaramente il ruolo delle famiglie nel welfare italiano”. Oltre 900 mila famiglie gestiscono lavoratrici e lavoratori domestici regolarmente assunti e contrattualizzati. Inoltre, aggiunge Gasparrini, “non va dimenticato l’alto tasso di informalità che ancora caratterizza il settore”. Considerando il ruolo sociale fondamentale per la tenuta del sistema di welfare, “è importante riconoscere, valorizzare e supportare questo sforzo”. Quindi 900 mila famiglie datori di lavoro domestico come motore del welfare italiano.

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Foto di WOKANDAPIX da Pixabay

Famiglia-Welfare

Come documentato dall’Osservatorio Domina, la famiglia svolge un ruolo cruciale nel funzionamento del modello di welfare “mediterraneo”. In questo contesto, infatti, le famiglie rappresentano l’attore principale nella gestione della cura e dell’assistenza alle persone non autosufficienti. L’Osservatorio Domina si avvale di una fornitura di dati personalizzata fornita dall’Inps. E analizza le caratteristiche delle famiglie datori di lavoro domestico. Secondo i dati Inps, i datori di lavoro nel 2024 continuano a diminuire, registrando 16 mila unità in meno rispetto all’anno precedente (-1,7%). Come per i lavoratori domestici, il calo è dovuto probabilmente ad un assestamento del dato dopo gli aumenti del 2020 e del 2021, riconducibili principalmente alle misure di contenimento della pandemia. Infatti, nel periodo 2019-2021 il numero di datori di lavoro domestico era aumentato del 14,4%. Mentre nel periodo 2021-2024 ha registrato una diminuzione del 13,8%. La componente femminile è mediamente del 58%, mentre quella straniera del 5% (3% Ue e 2% non Ue).

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Foto di Patricia Prudente su Unsplash

Fascia d’età

Dopo gli aumenti del biennio 2019-2021, nel 2022 in tutte le regioni si registra un calo nel numero di datori di lavoro domestico. Osservando i dati dei datori di lavoro per fascia d’età, circa il 37,9% ha almeno 80 anni, mentre il 28,5% ha meno di 60 anni. In linea generale si può ipotizzare che la fascia meno anziana sia caratterizzata prevalentemente da rapporti di colf o baby sitter, mentre la più anziana da rapporti di badante, anche se non sempre il datore di lavoro coincide con il beneficiario della prestazione. E’ possibile, ad esempio, che il datore di lavoro di una badante sia il figlio di una persona anziana. Tra i datori di lavoro, inoltre, figurano oltre 105 mila grandi invalidi (11,7% del totale) e quasi 3 mila membri del clero (0,3%). I grandi invalidi registrano un aumento del 4,3% rispetto al 2021, al contrario, la quota dei membri del clero subisce una marcata diminuzione (-14,7%). Leggendo i dati INPS, si possono osservare i casi in cui esiste un legame di parentela tra lavoratore e datore di lavoro domestico. Sono 661 i casi in cui datore e lavoratore sono coniugati (nell’80,0% dei casi il lavoratore è donna) e oltre 17 mila i rapporti di lavoro in cui esiste un legame di parentela (fino al terzo grado), anche in questo caso con una prevalenza di donne tra i lavoratori (78,1%).

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Immagine generata con Canvas

Incidenza

Ancora più frequente la situazione di convivenza tra lavoratori e datori di lavoro domestico. Si tratta infatti di oltre 2013 mila rapporti di lavoro, pari a quasi un quarto del totale (23,6%). In termini assoluti, le regioni con più rapporti di lavoro in convivenza sono Lombardia, Emilia Romagna e Toscana mentre, per quanto riguarda l’incidenza sul totale datori, i valori massimi si registrano in Friuli Venezia Giulia (49,8%) e Trentino Alto Adige (52,0%), mentre i minimi in Sicilia (5,7%) e Sardegna (7,8%). Infine, vi sono 1.587 persone giuridiche che figurano come datori di lavoro domestico, in lieve calo rispetto al 2023 (-2,8%). Di questi, il 40,3% si trova nel Centro; il Nord rappresenta il 33,4% e il Sud e Isole il 26,3 %.

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