Il sistema Italia trainato dall’export. A luglio la bilancia commerciale italiana ha registrato un surplus di 8,24 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 7,829 miliardi di unno fa. L’Istat rileva che il deficit energetico (-5,515 miliardi) è superiore rispetto a un anno prima (-4,117 miliardi). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da +11,947 miliardi di luglio 2025 a +13,756 miliardi di luglio 2026. Le esportazioni sono cresciute a luglio del 4,7% su base annua in valore (-1,7% in volumi) e dello 0,3% mensile. Le importazioni sono cresciute del 4,6% annuo in valore (-2,7% in volume) e sono calate dell’1,2% mensile. Nei primi sette mesi del 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 4,6%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+26,4%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+24%) e autoveicoli (+8,%). L’Italia vanta una forte vocazione all’export, con oltre 120.000 imprese che vendono all’estero e un valore complessivo che supera i 650 miliardi di euro, coprendo circa un terzo del PIL nazionale. L’Italia è nella top 10 mondiale degli esportatori di beni, con una quota di mercato globale di circa il 2,8%. Secondo i dati di Unioncamere, esistono almeno altre 17 mila aziende italiane con i requisiti per esportare ma frenate o attive solo in modo occasionale. L’andamento positivo è confermato dai Dati export primo semestre 2026 della Farnesina, che evidenziano la validità del Piano per l’export a supporto della competitività del Made in Italy sui mercati internazionali.

Focus export
Su base annua, riferisce awp, l’export italiano cresce del 4,7% in valore (+9,8% a giugno) e si riduce dell’1,7% in volume (+5,1% a giugno). Il lieve incremento congiunturale dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+6,9%) e di un calo verso l’area Ue (-5,6%). La crescita tendenziale in valore è più sostenuta dai mercati extra Ue (+6,6%) che di quelli Ue (+2,7%). Le importazioni a luglio segnano un deciso rallentamento, l’import registra una crescita tendenziale del 4,6% in valore (+13,2% a giugno), che riguarda entrambe le aree, Ue (+4,9%) ed extra Ue (+4,2%); mentre in volume, le importazioni vedono il segno meno con un – 2,7%. Nel trimestre maggio-luglio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dell’1,3%, l’import del 2,8%.Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale delle esportazioni si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,8%). Coke e prodotti petroliferi raffinati (+27,3%) e articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (+15,9%). Si riduce su base annua l’export di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-2,5%). Su base annua, la Svizzera (+39,6%) è lo Stato che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale, seguono Paesi Opec (+26,3%) e Cina (+27,6%). L’apporto negativo maggiore deriva, invece, dalle minori esportazioni verso i paesi Asean (-26,9%). Nei primi sette mesi del 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 4,6%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+26,4%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+24,0%) e autoveicoli (+8,0%).

Modello Arezzo
L’export della provincia di Arezzo chiude il primo semestre del 2026 superando i 14,2 miliardi di euro complessivi, in aumento dell’80,0% su base annua. A fare da traino è la seconda frazione dell’anno: nel secondo trimestre i flussi verso l’estero si attestano infatti a oltre 6,6 miliardi di euro, segnando un balzo del +67,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. E’ quanto spiegato, in una nota, dalla Camera di commercio Arezzo-Siena. “Con la diffusione dei dati provvisori relativi al secondo trimestre – commenta Massimo Guasconi, presidente della Camera di commercio di Arezzo-Siena e di Unioncamere Toscana – è possibile tracciare il quadro consuntivo dei primi sei mesi del 2026. La provincia di Arezzo si conferma il principale motore della crescita regionale grazie alla straordinaria spinta del comparto dei metalli preziosi (+190,4% nel trimestre e +214,6% nel semestre). Alla luce di questi risultati, Arezzo genera il 32,6% del valore complessivo dell’export toscano, occupando la seconda posizione regionale alle spalle di Firenze (37,6% con 16,4 miliardi di euro). Integrando l’ambito territoriale di competenza della nostra Camera di commercio con i 2,8 miliardi generati da Siena, il polo Arezzo-Siena raggiunge i 17,04 miliardi di euro totali, arrivando a coprire ben il 39,0% delle vendite estere della regione. Più in generale, la Toscana – con un consuntivo semestrale di 43,6 miliardi di euro (+23,8%) – rafforza il proprio peso nel contesto nazionale, muovendosi a ritmi decisamente superiori rispetto alla media dell’export italiano (+4,5%)”.

Comparto-guida
“Sul fronte dei metalli preziosi – prosegue Guasconi -, l’eccezionale spinta rialzista delle quotazioni dell’oro – aumentato del +43,3% in euro (+52,8% in dollari) nel consuntivo semestrale e del +33,9% in euro (+37,4% in dollari) nel secondo trimestre – ha proiettato i flussi verso l’estero del comparto a 11,1 miliardi di euro nei primi sei mesi (+214,6% su base annua), sostenuti da oltre 5 miliardi realizzati nella sola seconda frazione dell’anno (+190,4%). Nel comparto dei metalli preziosi, la Svizzera si riconferma di gran lunga il primo mercato di sbocco assorbendo 7,83 miliardi di euro (+575,7%), seguita a distanza da Francia (859,3 milioni, +61,3%), Regno Unito (574,1 milioni, +12,3%), Emirati Arabi Uniti (322,8 milioni, +66,1%) e Spagna (307,3 milioni, +61,0%). Sul versante della gioielleria, l’impatto dei costi delle materie prime e il netto ridimensionamento degli acquisti dalla Turchia hanno determinato una flessione sia nel secondo trimestre (-42,1%, scendendo a 844,5 milioni dai 1,46 miliardi del 2025), sia nel totale dei sei mesi (-45,7%, passando da 2,88 miliardi a 1,565 miliardi di euro). Tuttavia, depurando il dato complessivo dell’oreficeria aretina dalla componente turca, il bilancio del comparto evidenzia una sostanziale stabilità nei sei mesi, registrando una flessione contenuta al -0,7% (1,455 miliardi di euro nel primo semestre 2026 rispetto ai 1,465 miliardi dello stesso periodo del 2025), e mostra una crescita positiva nel secondo trimestre pari al +12,3%, passando dai 700 milioni del secondo trimestre 2025 ai 786,7 milioni di euro del periodo aprile-giugno 2026″.

Progetto Sei
Il Progetto SEI (Sostegno all’Export dell’Italia) è un’iniziativa promossa da Unioncamere e dalle Camere di Commercio, con il supporto di Promos Italia. L’obiettivo è aiutare le imprese a crescere sui mercati internazionali attraverso servizi gratuiti e qualificati. Vengono perciò offerti gratuitamente servizi omogenei su tutto il territorio nazionale come l’accesso a contenuti formativi qualificati sui temi dell’internazionalizzazione, del digitale a supporto dell’export e dell’accesso ai finanziamenti. Export check up e assessment. Identificazione dei bisogni e valutazione delle potenzialità verso l’export dell’azienda. Identificazione, attraverso lo specifico strumento di “market selection”, del mercato a più alta potenzialità per il prodotto e per le necessità dell’azienda. Con i “piani export” l’azienda riceve il supporto per identificare la strategia di ingresso ai mercati esteri più adeguata alla propria azienda. In coordinamento con gli altri attori del sistema Italia, le imprese sono aiutate a cogliere le opportunità di internazionalizzazione e promozione all’estero. Supporto nel cogliere tutte le opportunità derivanti da fonti di finanziamento nazionali, europee e internazionali per l’internazionalizzazione e nel promuovere la competitività aziendale.

