L’ex Campania felix cancella i veleni di Gomorra

Terra dei Fuochi, partita la bonifica dei terreni dei soci Coldiretti Campania. Operativo l'accordo con il Consorzio Polieco e il Commissariato di governo

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Foto di Julia Koblitz su Unsplash
Dall’antico splendore della Campania felix ai veleni della Terra dei Fuochi: ma il degrado non ha l’ultima parola. In occasione della visita di Leone XIV ad Acerra un reportage di Antonella Palermo ha testimoniato la devastazione ambientale nella martoriata periferia nord di Napoli dove il Pontefice si è recato in visita pastorale. Amianto, elettrodomestici, vernici, addirittura colonnine di prelevamento bancomat frutto di rapine. Ogni genere di rifiuto è abbandonato ai bordi delle strade a pochi passi dal centro di Acerra, in discariche a cielo aperto diventate terra di nessuno. “Ma ciò che è ancora più allarmante è il rifiuto nascosto, che ha fatto breccia negli strati sottostanti del suolo, inquinandolo in profondità”, racconta Vatican news. Accanto a campi di verze giacciono sostanze tossiche sversate per decenni in territori che dal punto di vista agricolo sarebbero il fiore all’occhiello di questa parte d’Italia, la famosa Campania felix. E che invece “vengono trasformati in incubatori di morte“. In questo drammatico contesto spicca come segno di rinascita una iniziativa che alimenta la speranza. Diventa operativo, infatti, l’accordo sottoscritto dalla Coldiretti Campania con il Commissariato di Governo per le bonifiche della cosiddetta “Terra dei Fuochi” e il Consorzio Polieco. Un’azione importante per dare una risposta concreta alle aziende agricole che lavorano sul territorio. Nel corso della prima giornata operativa si è provveduto allo sgombero delle aziende segnalate dalla Coldiretti nell’area di Teverola che avevano bisogno di conferire teli, plastiche e altri scarti di produzione.
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Caivano (NA), 31/08/2023 – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra il Parroco Don Maurizio Patriciello. Foto: Palazzo Chigi

Stop ai veleni

Si tratta di materiali che, se abbandonati, rischiano di danneggiare il suolo e compromettere la qualità delle coltivazioni. Salvatore Loffreda è il direttore di Coldiretti Campania. “Nella Terra dei Fuochi è partita la raccolta di questo materiale classificato come speciale- spiega Loffreda -.Ciò grazie all’accordo collaborazione sottoscritto nei mesi scorsi tra Coldiretti, Polieco, e il Commissariato di Governo per le bonifiche“. L’obiettivo è uno solo: ripristinare in sicurezza i terreni agricoli tra Napoli e Caserta. Un lavoro importante. I materiali plastici rischiano di danneggiare il suolo e compromettere la qualità delle coltivazioni. Occorre perciò bonificare i terreni agricoli tra le province di Napoli e Caserta. Restituire pulizia e valore ai campi attraverso un lavoro di squadra dove gli agricoltori hanno un valore fondamentale. “In un territorio come questo di cui tutti parlano ma non è dissimile da altri territori diventa determinante la collaborazione dei quanti operano sul territorio. L’agricoltore si fa carico di tenere i propri rifiuti, che sono parte della sua attività, fino a quando il consorzio Polieco non li viene a raccogliere” spiega il direttore generale del Consorzio Polieco Claudia Salvestrini.  Alle operazioni in territorio casertano era presente il presidente di Coldiretti Enrico Amico che sottolinea: “Uno degli obiettivi è quello di trasformare i rifiuti agricoli da problema a risorsa. I materiali come la plastica attraverso il Consorzio saranno riciclati per avere una nuova vita, vogliamo dimostrare che l’agricoltore non solo è produttore di cibi e beni primari ma è anche un difensore dell’ambiente e questi luoghi torneranno a risorgere come Terra del sole“. 

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Don Aldo Buonaiuto e don Maurizio Patriciello @Credit: In Terris

Oltre la sofferenza

“Dalla nostra sofferenza devono imparare tutti gli altri”, evidenzia don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e prete simbolo delle lotte per l’ambiente. Da anni vicino alle famiglie delle vittime della Terra dei fuochi, il sacerdote campano avverte che “non si può continuare ad inquinare la Terra, bisogna fermare lo scempio. Gli industriali non possono continuare a produrre e poi per risparmiare sui costi vanno a inquinare le terre e ad ammazzare le persone: questo non lo possono fare. Basta. È vero, c’è stato chi ha negato la Terra dei fuochi, e se lo ha fatto per interessi economici si deve solo vergognare e chiedere perdono. Per chi lo ha fatto per ignoranza apriamo le braccia, ma nessuno di noi è un maestro. Io ho imparato tutto piano piano, giorno per giorno perché c’era veramente il grido di un popolo che piangeva che gridava, ma erano chiuse tutte le porte. E pensate che una legge sui reati ambientali l’abbiamo avuta nel 2015, perché l’Italia non aveva neanche una legge per punire questi eco delinquenti, questi eco camorristi”. Don Maurizio Patriciello ricorda il suo incontro con il pentito Schiavone: “Lui mi disse che erano stati loro, gli industriali del nord a cercare la camorra. E che gli avevano detto che trafficando con la droga rischiavano, mentre con la ‘munnezza’, interrando i rifiuti tossici, si guadagnava tanto senza rischi”.

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