L’Europa delle Pmi: agenda per la crescita

L'analisi di Cristian Camisa per European Entrepreneurs e Confapi (118 piccole e medie imprese, 1,3 milioni di lavoratori). Appello a "tornare allo spirito dei Trattati di Roma"

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Foto di ALEXANDRE LALLEMAND su Unsplash

Appello all’Ue delle Pmi. L’European Entrepreneurs CEA-PME è la principale associazione federativa volontaria tra piccole e medie imprese del contente. Sos per l’eccesso di burocrazia da parte di Bruxelles. Sotto i riflettori provvedimenti come il regolamento sugli imballaggi, il meccanismo sul carbonio alle frontiere, l’Industrial Accelerator Act. A ciò si aggiunge il sistema europeo delle emissioni EU ETS e il nuovo ETS2 che influenzano i costi energetici delle piccole e medie imprese (Pmi), richiedendo una transizione ecologica supportata da specifici fondi europei. A richiamare l’attenzione su questo insieme di questioni è Cristian Camisa. Avverte il vicepresidente di European Entrepreneurs e presidente Confapi: “Dobbiamo tornare allo spirito fondante del Trattato di Roma, cioè più crescita, basata sulle quattro libertà. Libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Tra poco più di sei mesi l’Ue celebrerà il 70° anniversario della sua nascita. Auspichiamo che questo anniversario sia l’occasione per rinnovare e rivitalizzare la missione dell’Ue in quest’epoca così difficile”. Fondamentale è un’agenda per la crescita tra istituzioni europee, governi nazionali e Pmi. Da qui l’allarme sulla crescita economica e sociale lanciato a Bruxelles nel corso dello SME2B Business Forum Europe. All’evento organizzato dall’associazione continentale delle pmi hanno partecipato rappresentanti di Commissione, Parlamento e imprese. Le conclusioni sono state affidate a Cristian Camisa, Vicepresidente europeo di European Entrepreneurs e presidente nazionale di Confapi (118.000 Pmi, 1,3 milioni di lavoratori).

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CONSIGLIO EUROPEO. Credit: GAETAN CLAESSENS

Appello Pmi

L’analisi parte dalla considerazione che oggi l’Europa cresce a malapena dell’1,1%, l’area euro dello 0,9%. Mentre i principali motori manifatturieri come Italia, Francia e Germania sono al di sotto della media, praticamente in stagnazione. Nel frattempo, i concorrenti globali crescono di oltre il 3% pur affrontando la stessa instabilità geopolitica, le stesse guerre e le stesse tensioni commerciali. Avverte Cristian Camisa: “Questa crisi sta colpendo duramente il settore manifatturiero. La produzione industriale di base non è un settore come un altro; è il pilastro dell’occupazione, dell’innovazione e dell’autonomia strategica europea. Quando la produzione manifatturiera europea soffre, la prosperità europea crolla”. La cause appaiono chiare. “Per anni, Bruxelles si è illusa che l’Europa potesse governare il mondo semplicemente dettando le regole. Ma non è così- puntualizza Camisa-. Non è possibile regolamentare l’innovazione senza prima produrla. L’Europa si sta dirigendo dritta contro il muro della burocrazia“. Intanto il Fondo monetario internazionale avverte che “la frammentazione normativa interna nel nostro mercato unico equivale a un dazio del 44% sui prodotti manifatturieri”. Invece di eliminare le barriere interne, secondo Camisa, “abbiamo sostituito i confini fisici con montagne di obblighi di rendicontazione, verifiche tecniche e colli di bottiglia amministrativi. Stiamo soffocando la nostra base industriale mentre i concorrenti stranieri inondano i nostri mercati con una sovraccapacità fortemente sovvenzionata”.

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Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-creativo-settore-industria-3853236/

Agenda

Per questo motivo l’European Entrepreneurs CEA-PME ha lanciato l’Agenda per la Crescita. Così da permettere alle Pmi del continente di affrontare e superare le sfide attuali, il difficile contesto geopolitico, dall’Ucraina al Medio Oriente. Oltreché l’elevato costo dell’energia, il rallentamento dei commerci mondiali, la sfida dell’AI. Afferma Cristian Camisa: “Dobbiamo tornare allo spirito fondante del Trattato di Roma: più crescita, dando ai nostri campioni, le pmi innovative, le piccole poco visibili e le aziende di medie dimensioni in espansione, lo spazio per respirare e investire”. Per questo, precisa, “non si devono dimenticare i pilastri del Trattato di Roma, le cosiddette quattro libertà: libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Tra poco più di sei mesi l’UE celebrerà il 70° anniversario della sua nascita. Auspichiamo che questo anniversario sia l’occasione per rinnovare e rivitalizzare la missione dell’Unione in quest’epoca così difficile. Chi produce ha bisogno di un mercato unico pienamente integrato, di una migliore mobilità transfrontaliera per i talenti tecnici qualificati e di politiche mirate che consentano alle PMI ambiziose di crescere e diventare imprese di medie dimensioni resilienti”. Nel dettaglio, al centro dell’Agenza per la crescita ci sono tre dossier legislativi che attualmente incidono sulle filiere produttive: Il Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR). Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism).

Foto di Marcin da Pixabay

Ets

L’Industrial Accelerator Act (IAA). Oggetto di attenzione anche gli ETS, il sistema europeo di scambio di quote di emissioni finalizzato alla riduzione dei gas serra. Segnalano le Pmi: “L’attuale sistema Ets funziona come una pura tassa sul carbonio. È necessario ripristinare lo scambio diretto di quote di emissione tra le imprese e consentire immediatamente ai crediti internazionali conformi all’Accordo di Parigi di coprire almeno il 20% degli obblighi, per permettiamo all’industria europea di competere”. L’Accordo di Parigi è un trattato internazionale giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato nel 2015 per fermare l’aumento della temperatura della Terra. I governi di 195 paesi hanno deciso di unire le forze per proteggere il pianeta.

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