L’ecumenismo e l’arte come opportunità di dialogo con la Russia. L’arcivescovo Paolo Pezzi, metropolita dell’arcidiocesi cattolica della Madre di Dio a Mosca ha guidato il pellegrinaggio giubilare delle quattro diocesi cattoliche della Russia, le più estese del mondo. Cento fedeli sono stati ricevuti da Leone XIV. Al collo i foulard con i colori della loro nazione – bianco, blu e rosso – e con il logo dell’Anno Santo. Poi nella serata del 3 novembre, per la “Notte delle arti”, la Cattedrale cattolica di Mosca ha aperto le sue porte a migliaia di visitatori, con tre concerti offerti gratuitamente. Come ogni anno, in occasione del Giornata dell’unità nazionale, il 3 e il 4 novembre nella Federazione Russa sono stati ricchi di eventi artistici e culturali gratuiti che si sono svolti per lo più in serata e durante la notte. E cioè lezioni, concerti, spettacoli teatrali, mostre, laboratori. Per il terzo anno, la Cattedrale dell’Immacolata Concezione si è inserita nel circuito federale dei luoghi di interesse storico-culturale e, tra le 20 e la mezzanotte del 3 novembre, ha accolto folle di cittadini.

Ecumenismo dell’arte
“Tanta gente è stata attirata dall’organo, uno dei più grandi in Russia, e dal senso di mistero che suscitano le arcate neogotiche della cattedrale”, dice all’agenzia missionaria vaticana Fides Marija Pečerskaja, direttrice dell’edizione 2025 assieme a Dmitrij Voronkov. E aggiunge: “L’interesse per la cattedrale si conferma molto forte” E ogni anno “accogliamo tantissimi visitatori”. Per questo “cerchiamo di organizzare tutto al meglio e di comunicare agli ospiti la bella atmosfera che noi stessi respiriamo in questa chiesa”. Fondamentale l’aiuto prestato dai numerosi volontari, parrocchiani della cattedrale, sia nelle settimane che hanno preceduto l’evento sia durante gli appuntamenti in programma. Nei tre concerti che si sono svolti della durata di un’ora ciascuno, musicisti professionisti, alcuni dei quali parrocchiani, hanno eseguito brani di musica liturgica. Espressioni artistiche della tradizione occidentale, di epoca medievale, moderna e contemporanea. Con l’accompagnamento del coro della cattedrale, diretto dal maestro Timur Dosaev.

Musica sacra
“Sono sicuro che attraverso la musica e il canto si possa trasmettere il mistero di questo mondo. Far sentire la presenza del divino qui e ora. Suonando, possiamo far percepire a chi entra la fede e l’amore che proviamo eseguendo questi brani- afferma Timur Dosaev-. Ecco perché credo che questo evento costituisca ogni anno una possibilità interessante”. Tra i musicisti anche Antonio Gramsci, nipote dell’omonimo filosofo e politico italiano. Il professor Gramsci, cittadino russo (è nato a Mosca), insegna matematica, scienze naturali e musica alla scuola “Italo Calvino”, presso il Consolato Generale d’Italia a Mosca. Tra un’esecuzione e l’altra, il professor Gramsci si è definito, in un colloqui con Fides, “un agnostico amante della musica sacra”. E ha precisato: “Amo molto suonare nelle chiese e lo faccio da tanti anni. Mi è capitato di esibirmi anche in Italia”. I visitatori hanno potuto apprezzare il suo talento poliedrico. Antonio Gramsci ha eseguito brani musicali medievali e rinascimentali con strumenti antichi di varie parti del mondo, tuttora in uso. Come lo Hümmelchen, una cornamusa tedesca, il bouzouki, strumento a corde greco, e la darabouka, strumento a percussione utilizzato soprattutto in Medio Oriente, Nord Africa e Asia Centrale.

Tradizione
Oggi la cattedrale, sede vescovile dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca, è parte integrante della vita culturale della capitale russa, sia a livello cittadino che federale, specialmente per il ricco programma concertistico che ospita durante tutto l’anno. “Ogni anno – evidenzia la direttrice Marija Pečerskaja− vedo in questo evento un’opportunità per i visitatori. Attraverso la bellezza della cattedrale e della tradizione che cerchiamo di mostrare loro, possono imparare qualcosa di nuovo e interessante per se stessi e vedere che la cultura che condividiamo con loro è patrimonio comune dell’umanità, che pur nella diversità ci fa sentire uniti. Un patrimonio che siamo chiamati a preservare e trasmettere”. Nel dicembre 2024 la comunità cattolica a Mosca ha commemorato il 25esimo anniversario dalla riapertura della chiesa, oggi sede cattedrale. Terminata l’epoca sovietica, con la bolla “Providi quae Decessores” di Giovanni Paolo II, il 13 aprile 1991 furono create le amministrazioni apostoliche della Russia europea e della Russia asiatica. L’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz fu nominato amministratore apostolico di Mosca e decretò la ricostituzione della parrocchia dell’Immacolata Concezione. Per cinque anni celebrazioni liturgiche, confessioni e incontri si svolsero sul sagrato della chiesa. Nel 1996, a seguito della richiesta indirizzata al presidente Boris Eltsin da parte dell’arcivescovo, l’edificio tornò nuovamente a disposizione dei fedeli.

