La conciliazione dei tempi vita-lavoro per un’occupazione a misura di famiglia. La Commissione Pari Opportunità dell’Abruzzo accoglie “con convinzione l’opportunità strategica”, del bando promosso da Unioncamere. L’obiettivo condiviso dalla Regione e dal sistema camerale è sostenere le realtà produttive che investono nel benessere organizzativo, nella genitorialità e nella gestione dei carichi di cura. Una misura concreta che sposa pienamente i criteri di responsabilità sociale e di eccellenza promossi nei nostri territori attraverso la programmazione educativa e valoriale di “On the Road”. L’avviso mette a disposizione delle imprese un pacchetto economico fino a 14.459,01 euro, ripartito tra voucher di assistenza tecnica e copertura dei costi di audit per la certificazione UNI/PdR 192:2026. Offrendo un supporto determinante per abbattere gli ostacoli iniziali nella costruzione di ambienti di lavoro equi e inclusivi. “Credere nella conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro non risponde soltanto a un principio di equitàsociale, ma costituisce una leva formidabile di sviluppo economico e modernità – dichiara il presidente della Commissione, Rosa Pestilli -. Le aziende che scelgono di adottare questi standard virtuosi dimostrano una visione lungimirante, capace di mettere al centro il capitale umano. È questo il modello d’imprenditoria che vogliamo valorizzare nella nostra terra. Un tessuto produttivo forte ed etico, capace di coniugare la competitività con la dignità della persona, in perfetta sintonia con i percorsi di cittadinanza attiva che portiamo avanti quotidianamente”.

Lavoro a misura di famiglia
Numerosi i vantaggi concreti per le imprese virtuose. Oltre al ristoro economico diretto delle spese di consulenza e certificazione – con una riserva del 60% dedicata alle micro, piccole e medie imprese e un’attenzione specifica per chi possiede il rating di legalità – l’adozione di questi criteri garantisce alle aziende benefici di rilievo strategico. La certificazione della conciliazione vita familiare-lavoro aiuta le imprese a rendere le politiche di conciliazione parte integrante dei propri processi organizzativi, attraverso un sistema strutturato, verificabile e orientato al miglioramento continuo. A partire dal 21 settembre sarà possibile presentare la domanda per richiedere contributi e servizi di accompagnamento alla certificazione. Molte imprese adottano già misure di flessibilità, welfare e supporto alle famiglie. La certificazione aiuta a organizzare le misure di conciliazione in un sistema strutturato, verificabile e conforme alla prassi UNI/PdR 192:2026. Così l’impresa può valorizzare ciò che fa e dimostrare con evidenze concrete il proprio impegno verso persone, famiglie e benessere organizzativo. L’iniziativa sostiene le imprese con assistenza tecnica (per prepararsi alla certificazione). Contributi (per i costi della prima certificazione). Formazione (attraverso webinar informativi e percorsi di supporto alla conciliazione vita-lavoro).

Responsabilità
La legislazione e le politiche nazionali e comunitarie convergono nell’aiutare i lavoratori a conciliare l’attività professionale e la vita familiare. I vantaggi sono molteplici e investono ogni aspetto della vita individuale e collettiva. Consentono, infatti, di aiutare le imprese a trattenere i talenti. Permettono, inoltre, di promuovere la flessibilità sia per i datori di lavoro che per i lavoratori, oltreché le pari opportunità. Il risultato è generare crescita economica e portare vantaggi alla società nel suo complesso. Inclusi i bambini e le persone bisognose di assistenza familiare. L’obiettivo è favorire un buon equilibrio tra impegni familiari e professionali rafforzando appunto le pari opportunità tra donne e uomini sul posto di lavoro e a casa. La parità tra uomini e donne, infatti, è un principio fondamentale dell’Ue. Tuttavia, nell’Unione europea, le donne continuano a essere considerevolmente sottorappresentate nel mercato del lavoro e nelle posizioni dirigenziali. Da qui l’esigenza di incoraggiare una migliore condivisione delle responsabilità di assistenza tra donne e uomini. La perdita economica dovuta al divario di genere nei livelli di occupazione nell’Ue ammonta a circa 400 miliardi di euro all’anno. Solo riequilibrare attività professionale e vita familiare può aiutare i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano. Senza obbligarli a scegliere tra vita familiare e carriera lavorativa.

