“La tecnologia è nulla senza il capitale umano”: Forum Pa

L'internazionalizzazione delle imprese attraverso il digitale: la testimonianza di Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere

imprese
Giuseppe Tripoli Foto © Unioncamere

Il Forum Pa come occasione di confronto tra dirigenti pubblici e privati. “Il sistema camerale promuove l’internazionalizzazione delle imprese anche utilizzando il digitale e le nuove tecnologie – sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere -. A disposizione delle imprese ci sono diversi strumenti. E cioè piattaforme digitali (come SEI e InBuyer) per entrare nei mercati internazionali e incontrare controparti estere. Formazione, per far crescere l’expertise delle piccole e medie imprese. Analisi dei mercati e delle opportunità presenti a livello internazionale“. Per un quinquennio Tripoli ha guidato il dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo Economico. Concentrandosi sulle strategie di crescita e apertura internazionale del sistema produttivo italiano. Ha ricoperto anche il ruolo di direttore generale per la politica di internazionalizzazione e la promozione degli scambi del dicastero. E’ stato garante delle Pmi consolidando il proprio impegno a favore dello sviluppo e della tutela delle piccole e medie imprese italiane. In precedenza aveva collaborato all’impostazione della Scuola di Pubblica Amministrazione delle Camere di Commercio, con particolare riferimento all’ambito della formazione e della ricerca.

Foto di Jose Conejo Saenz da Pixabay

Trasformazione digitale

Quella del Pnrr è stata una stagione di investimenti senza precedenti. Adesso l’interrogativo che si pone è come trasformare i risultati raggiunti in riforme strutturali e permanenti. Portando a sistema le innovazioni introdotte in particolare nelle dimensioni della trasformazione digitale e della transizione energetica. Al centro le prospettive del prossimo ciclo di programmazione della politica di coesione. La tecnologia è nulla senza il capitale umano. Lo scenario “Valorizzazione delle persone e nuove sfide demografiche” ha messo a al centro diversi focus. Legati al progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Al rapporto tra generazioni e alle diseguaglianze di genere. Dall’age management ai nuovi stili di leadership. Dalle politiche di reclutamento ai modelli di comunicazione. Le reti possono fungere da “amplificatori cognitivi”. Per esempio formando gli architetti del futuro. Ne deriva la necessità di analizzare come usare l’Ai per simulare scenari e formulare scelte. L’adozione dell’Ai, quindi, non come mera automazione, ma come strumento per ridisegnare i servizi e il lavoro pubblico.

Pa
Foto di Numan Ali su Unsplash

Pubblica amministrazione

La governance dell’innovazione nell’era dell’Ai non può prescindere dal passaggio verso una “Pa agentica”. Con la misurazione nei progetti di innovazione e nell’impatto dell’Ai sul lavoro pubblico. Si tratta dell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale che, passando da semplice assistente testuale a sistema autonomo, è in grado di pianificare ed eseguire sequenze complesse di azioni. Una tecnologia che promette di rivoluzionare la Pa riducendo i tempi di lavorazione delle pratiche e snellendo la burocrazia. Lo scenario “Ecosistemi e partnership per una nuova politica dell’innovazione” si è articolato come una riflessione sulla Pa sotto il profilo delle collaborazione interistituzionale. Incluse le partnership pubblico-privato che il Pnrr ha messo in primo piano come fulcro di una nuova stagione dell’innovazione. L’approfondimento ha riguardato in particolare l’evoluzione e il ruolo delle comunità di pratica. Dalle alleanze tra Pa e grandi aziende per la crescita e l’innovazione del sistema Paese. Al passaggio dal paradigma della smart city a quello della “wise city” (città sapiente e senziente). Le pubbliche amministrazioni sono state inquadrate, inoltre, nei nuovi scenari internazionali. Partendo dal presupposto che la costruzione di futuri auspicabili non può prescindere da un’analisi profonda delle dinamiche che caratterizzano l’attuale contesto globale. In modo particolare è stata contestualizzata l’azione della Pa in un mondo instabile. Partendo da temi cruciali come la sovranità digitale, la cybersecurity e lo Strategic Foresight basato su modelli ed esperienze europee.

Pa

Contesto globale

Il Forum Pa si è svolto al Convention Center La Nuvola di Roma. Un’edizione che ha segnato un cambio di passo. Con l’obiettivo non più solo di raccontare una Pa capace di innovare quando le circostanze lo richiedono. Bensì di promuovere una Pa che genera futuro. Il claim dell’edizione 2026 (“Per una Pa che genera futuro”) riflette un momento topico. La chiusura del ciclo Pnrr e l’impatto dell’Ai generativa spingono le pubbliche amministrazioni a riflettere su quello che accadrà da qui ai prossimi anni. Come sfida e possibile criticità da affrontare. Ma soprattutto in un’ottica di opportunità da cogliere. E per farlo serve necessariamente un cambio di approccio e di visione. Ovvero passare da una Pa che insegue gli eventi a una Pa che lavora in una logica di governance anticipatoria. Capace di leggere i “segnali deboli” e immaginare scenari alternativi per prepararsi oggi alle conseguenze di domani.

 

 

 

 

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: