Focus integrazione commerciale. Il Nord America resta un’area di riferimento per l’export italiano, pur in un contesto di crescente frammentazione commerciale. Nella lettura della mappa dell’Export Sace, gli Stati Uniti continuano a offrire opportunità grazie alla solidità della domanda interna, alla leadership tecnologica e alla propensione al consumo di beni premium. Sace è il gruppo assicurativo-finanziario partecipato al 100% dal ministero dell’Economia e delle finanze. Supporta le imprese italiane nella loro crescita in Italia e in circa 200 Paesi nel mondo. Un compito che Sace svolge attraverso un’ampia gamma di soluzioni a sostegno dell’export e dell’innovazione che includono garanzie finanziarie, factoring, gestione e protezione dei rischi. E con iniziative di accompagnamento, come i business matching, con cui vengono create connessioni e opportunità per le imprese italiane, rafforzando la loro competitività. Attraverso una rete di 11 uffici in Italia e 13 nel mondo in mercati ad alto potenziale per il Made in Italy, Sace affianca oggi 60mila imprese, tra Pmi e grandi corporate italiane. Si tratta di un portafoglio di operazioni assicurate e investimenti garantiti al 31.12.2024 è pari a circa 270 miliardi di euro.

Integrazione commerciale
Il primo ministro canadese Mark Carney partirà per l’Asia per un tour di tre paesi, a cominciare dall’India, dove intende raddoppiare gli scambi commerciali e compensare il deterioramento delle relazioni con gli Usa. Il viaggio include tappe in Australia e Giappone. Nel 2024, prima che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tornasse al potere, oltre il 75% delle esportazioni canadesi era destinato agli Stati Uniti, con il commercio bilaterale di beni e servizi oltre i 900 miliardi. Nell’ultimo anno, i dazi Usa hanno danneggiato l’economia canadese, ma finora Trump ha rispettato l’Accordo di Libero Scambio Nordamericano con l’85% degli scambi tra Usa e Canada esente da dazi. Tuttavia, ha minacciato di annullare questo accordo “insignificante” e “poco vantaggioso”. Carney ha fatto del rafforzamento degli scambi commerciali con Europa e Asia il fulcro della sua strategia. Il Canada presenta attualmente occasioni di business legate a investimenti in infrastrutture, tecnologie verdi, digitale e intelligenza artificiale, sostenute anche dall’ integrazione commerciale con l’Unione Europea.

Ue-Mercosur
Per l’America Latina, Sace segnala un rinnovato posizionamento negli equilibri globali, legato alla disponibilità di materie prime critiche, alle dinamiche di nearshoring e al rafforzamento dei legami con l’Unione Europea, incluso l’accordo UE-Mercosur. Nel 2026 il quadro dei rischi resta eterogeneo, con opportunità concentrate nelle economie più grandi e strutturate. Il Brasile, prima economia dell’area, pur con fragilità fiscali e incertezze politiche, può contare su ampie riserve valutarie, capacità di attrarre investimenti esteri e un mercato interno dinamico, con prospettive positive per infrastrutture, transizione energetica, automazione industriale e beni di consumo. Il Messico, snodo delle catene del valore nordamericane grazie al nearshoring per il mercato Usa, mantiene un rischio di credito moderato e offre sbocchi per manifattura, beni strumentali e filiere integrate con il mercato statunitense. Il Mercosur è un blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia) che ha siglato un ampio accordo di libero scambio con l’Unione Europea, di cui l’Italia è membro, finalizzato a rimuovere dazi e barriere commerciali. Creando una vasta area di scambio per merci, servizi e investimenti, ma generando dibattiti in Italia per i potenziali impatti su agricoltura e settori sensibili a causa della concorrenza estera.

