L’inclusione come strumento per “vivere meglio”

Da nord a sud iniziative solidali in continuità con gli obiettivi di Sviluppo sostenibile 2030 dell'Onu e con la prima Agenda italiana della disabilità

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

L’inclusione come mezzo per cambiare lo sguardo della società e costruire comunità più accoglienti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama costantemente come l’inclusione delle persone con disabilità sia un indicatore di civiltà, fondamentale per una società giusta, che vada oltre la solidarietà. Così da diventare un preciso principio costituzionale per il pieno esercizio dei diritti di tutti. Contrastando pregiudizi, stereotipi e isolamento che ostacolano la partecipazione. E promuovendo una vera vita indipendente e lavorativa basata sul principio “nulla su di noi senza di noi”.  Laboratori di cucina e percorsi professionalizzanti per giovani e giovani adulti con disabilità o disturbi dello spettro autistico. Ma anche laboratori teatrali inclusivi e orti accessibili per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. Sono le attività previste da tre dei 117 progetti per l’inclusione sostenuti dalla Fondazione Crt in Piemonte e Valle d’Aosta grazie al bando “Vivomeglio”, per un valore complessivo di un milione e 376 mila euro.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Obiettivo-inclusione

Le iniziative, innovative e sostenibili, coinvolgeranno oltre novemila persone con disabilità e 654 partner in attività inclusive e aggreganti. Dal teatro all’introduzione all’economia circolare, passando per lo sport, la poesia e la formazione. I progetti nascono da un lavoro di rete tra enti del Terzo settore, istituzioni e comunità locali. Con l’obiettivo di valorizzare le capacità individuali e favorire la piena partecipazione alla vita della comunità. “Da vent’anni con il bando Vivomeglio la Fondazione Crt promuove un impegno che va oltre il semplice apporto economico. Vogliamo contribuire a diffondere una cultura dell’inclusione capace di cambiare lo sguardo della società e di costruire comunità più accoglienti, dove la diversità diventa valore condiviso”, spiega Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt. I progetti si articolano in sei ambiti di intervento. Ossia abitare sociale, sostegno alle famiglie, lavoro, formazione dentro e fuori la scuola, salute e benessere, vita di comunità. Queste aree si collocano in continuità con gli obiettivi di Sviluppo sostenibile 2030 dell’Onu e con la prima Agenda italiana della disabilità, promossa dalla Fondazione Crt insieme alla Consulta per le persone in difficoltà.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Interventi migliorativi

Per lo Ierfop arriva un riconoscimento istituzionale. L’Istituto Europeo Ricerca Formazione è stato ammesso nel Comitato consultivo aziendale dell’Ao Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, uno dei principali poli sanitari siciliani. Il nuovo Comitato riunisce 28 realtà del non profit sanitario e socio-sanitario. Un incarico che rafforza il ruolo strategico dell’ente guidato da Roberto Pili in Sicilia, in particolare per i programmi di promozione della salute, formazione del personale sanitario e iniziative volte all’inclusione e all’autonomia delle persone con disabilità. Su questo aspetto si è soffermato Pili aprendo la sessione dedicata agli interventi dei rappresentanti delle associazioni. Ha ribadito la disponibilità a realizzare programmi strutturati di prevenzione primaria e diagnosi precoce, alfabetizzazione sanitaria e approccio educativo continuo, fondamentali per una maggiore responsabilizzazione dei cittadini sulla propria salute.

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Foto di Markus Winkler da Pixabay

Collaborazione

Durante la seduta di insediamento il direttore generale Antonio Mazzara in un intervento ha tracciato le priorità del Polo Sanitario su pronto soccorso, liste d’attesa, prevenzione e inclusione delle persone con disabilità. Rassicurando su importanti interventi migliorativi intesi a affrontare criticità che sono state denunciate dai rappresentanti delle associazioni. “L’ingresso di Ierfop nel Comitato Consultivo segna l’avvio di una collaborazione interna, continuativa e strutturata, fondamentale per trasformare visioni, strategie e politiche di inclusione in interventi concreti, misurabili e capaci di produrre un impatto reale sul sistema sanitario e sulla cittadinanza“, ha detto Pili. All’incontro, oltre al direttore generale Mazzara, presenti i vertici del polo sanitario: Maria Letizia Furnari, direttrice Sanitaria, Luigi Guadagnino, direttore amministrativo. La riunione si è conclusa con la conferma per acclamazione di Rocco Di Lorenzo, presidente di Aris, alla guida del Comitato, vicepresidente Ida Cantafia. “Ho accettato la candidatura con l’impegno di riportare l’intera costola No Profit della sanità ai livelli pre-Covid, quando il nostro ruolo era importante e basilare – ha detto Di Lorenzo – con questa nuova struttura disponiamo ora di 28 realtà unite per creare una rete forte e credibile nella sanità”.

 

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