VENERDÌ 13 DICEMBRE 2019, 14:07, IN TERRIS

AFRICA

In Vaticano le donne magistrato contro la tratta

La due giorni organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Il plauso dell'Onu

MARCO GRIECO
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Alcune donne-magistrato riunite per una due giorni alla Pontificia Accademia delle Scienze, Città del Vaticano - Foto © Vatican Media
Alcune donne-magistrato riunite per una due giorni alla Pontificia Accademia delle Scienze, Città del Vaticano - Foto © Vatican Media
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a tratta di esseri umani è al centro dell'incontro tenutosi ieri e quest'oggi presso la Casina Pio IV, in Vaticano. Al summit, organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze, partecipano anche donne magistrato africane, sensibili al traffico degli esseri umani, il commercio illegale d'organi. Il tema è a cuore per Papa Francesco. Ad aprile scorso, davanti ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla tratta di persone, così il Pontefice aveva detto: "La tratta nelle sue molteplici forme, costituisce una ferita nel corpo dell'umanità contemporanea, una piaga profonda nell’umanità di chi la subisce e di chi la attua. La tratta, infatti, deturpa l'umanità della vittima, offendendo la sua libertà e dignità"


L'agenda Onu

Sul contrasto al traffico degli esseri umani, anche le Nazioni Unite sono in prima linea. L'Organizzazione ne prospetta la completa eliminazione fra gli obiettivi dell'Agenda 2030. Nel Continente africano, l'Onu ha creato due fondi, l'UNODC per il Niger e l'UNCDF per l'Etiopia. Il Niger è crocevia della maggior parte delle rotte migratorie verso il Mediterraneo Centrale, mentre in Etiopia proliferano le comunità di rifugiati. Il nuovo progetto, a cui l'Italia partecipa in prima linea, ha lo scopo di garantire l'autosufficienza economica ai Paesi e la capacità di risparmio dei rifugiati, in particolare donne, garantendo un supporto ai cittadini etiopi volontariamente ritornati nel proprio Paese. Intervistata da Vatican NewsGabriella Marino, della Pontificia Accademia delle Scienze, sottolinea che l'incontro alla Casina Pio IV è un "prezioso osservatorio sul dramma della tratta": "Ci siamo resi conto che il problema in Africa era veramente enorme e che anche avendo le risorse, probabilmente non erano impiegate nel modo giusto - sottolinea Marino sul portale vaticano -. Ci siamo accorti che la tempistica per quanto riguarda la giustizia era molto protratta. I tempi si allungavano e quindi non permettevano di giudicare su questi casi in maniera efficace. Per cui abbiamo voluto chiamare questi giudici-magistrati-procuratori per un secondo anno, sperando di farlo diventare un appuntamento continuativo"

L'intervista di Vatican News a Gabriella Marino, della Pontificia Accademia della Scienze Sociali - Audio © Vatican Media


Cresce la domanda di organi

Fra i temi affrontati nel summit, il traffico di organi. I numeri del fenomeno sono eclatanti: come sottolineano Franca Porciani e Patrizia Borsellino, autrici del libro Vite a perdere (edito da FrancoAngeli), questo traffico illegale ha un giro d'affari di 1,5 miliardi di dollari, con guadagni fino a 100mila dollari per i chirurghi per scendere dai 3mila ai 15 mila per i donatori: "Il numero dei trapianti nel mondo è bassissimo: meno di 200 mila l’anno - dichiara Gabriella Marino a Vatican News -. Ma la domanda è in costante crescita. Questo fa sì che una persona disperata, in bilico tra la vita e la morte, avendo i soldi sufficienti per potersi organizzare con un trapianto al di fuori del sistema legale, metta in modo questo meccanismo. Questo traffico avviene con la complicità di medici corrotti. E si procura un organo da una persona che, in genere, spinta dall’estrema povertà, pensando di non avere altre possibilità, lo propone in vendita" denuncia. 


Le donne al centro

Papa Francesco è anche sensibile alla tratta delle donne costrette a prostituirsi e spesso deprivate della loro libertà. Sul tema, il Pontefice ha espresso parole dure nella prefazione del libro Donne Crocifisse (edito da Rubbettino) di don Aldo Buonaiuto, il sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII che segue il carisma di don Oreste Benzi nel recupero e riabilitazione delle donne rese schiave della prostituzione: "Qualsiasi forma di prostituzione – afferma Papa Francesco – è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’ amore con lo sfogare i propri istinti, torturando una donna inerme. È una ferita alla coscienza collettiva, una deviazione all’immaginario corrente. È patologica la mentalità per cui una donna vada sfruttata come se fosse una merce da usare e poi gettare. È una malattia dell'umanità, un modo sbagliato di pensare della società". Forte della sua esperienza, don Buonaiuto combatte tenacemente al fianco delle "ultime" per scongiurare questa piaga, proponendo il modello nordico, che mira a punire non solo i trafficanti, ma anche i "clienti" che alimentano l'indegno mercato. Sul modello si era detto favorevole anche monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze.

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