Il volto solidale dell’Italia nel mondo. Accordo Misericordie-Covi

A guidare la confederazione che riunisce le 800 Misericordie d’Italia è Domenico Giani

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Domenico Giani, Presidente Nazionale Confederazione Misericordie d'Italia (foto: Francesco Vitale)

Il Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) e le Misericordie d’Italia collaborano per portare gli aiuti nelle aree di crisi. A guidare la confederazione che riunisce le 800 Misericordie d’Italia è Domenico Giani, laureato in pedagogia all’università di Siena. E in Scienze della sicurezza economico-finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata. È stato professore a contratto alla facoltà di Scienze dell’investigazione dell’università dell’Aquila. E ha collaborato nel tempo con la cattedra di psicologia sociale degli atenei di Siena ed Urbino. Nel corso della carriera è stato insignito di oltre trenta onorificenze, italiane vaticane e straniere. Coniugato, con due figli, ha sempre coniugato il ruolo professionale con l’impegno negli ambiti di volontariato, di interesse sociale, civile e umanitario. Ha iniziato, adolescente, a fare volontariato alla Misericordia di Arezzo. E ne è stato anche  presidente dei probiviri. Oltreché responsabile dei volontari della Croce rossa italiana al comitato di Genova. E incaricato dei rapporti internazionali della Comunità Giovanile del Sacro Cuore di Arezzo. Cofondatore di “Rondine, Cittadella della Pace”, associazione impegnata per la riduzione dei conflitti armati nel mondo. Ha costituito la “Fondazione San Michele Arcangelo” per costruire ospedali in Kenya e Siria.

Domenico Giani
@Confederazione delle Misericordie d’Italia

Misericordie-Covi

Domenico Giani ha collaborato ai progetti della Comunità Giovanni XXIII contro la tratta di esseri umani. E della Fondazione Santina Onlus per la creazione di pozzi di acqua nel Kurdistan iracheno. Ha maturato una lunga esperienza nella Guardia di Finanza e nell’intelligence. Operando in delicati settori tecnico-operativi. Nel 1999 è entrato nella Gendarmeria vaticana come vice-comandante e ha guidato il corpo dal 2006 al 2019. Ha curato il coordinamento e gli aspetti di sicurezza con tre papi (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco). In Vaticano. In oltre ottanta viaggi apostolici. Nelle visite pastorali in Italia. E nella gestione dei grandi eventi. Come i funerali di Karol Wojtyla e il Giubileo straordinario. Dunque è stato firmato l’accordo tra Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) e Misericordie d’Italia – l’organizzazione fondata nel 1244 a Firenze – per portare aiuti nelle zone di conflitto. A Centocelle (Roma) nasce un’alleanza tra logistica militare e volontariato per sostenere le popolazioni più fragili nei contesti di crisi in un momento storico, spiega un comunicato, “segnato da crisi umanitarie diffuse e da scenari internazionali sempre più complessi”.

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Misericordie (@ Alessandro Paris via Imagoeconomica)

Solidarietà

“Un nuovo tassello di solidarietà – viene spiegato – è messo al servizio delle popolazioni colpite dalle conseguenze della guerra e dell’instabilità”. L’accordo firmato al Covi è finalizzato all’invio di aiuti umanitari nelle zone di conflitto in cui sono presenti missioni militari italiane. Lo hanno sottoscritto il generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, comandante del Covi, e il presidente Nazionale delle Misericordie, Domenico Giani, già Comandante della Gendarmeria e direttore dei Servizi di Sicurezza dello Stato della Città del Vaticano. L’intesa mette in rete competenze, mezzi e valori: da un lato, la capacità logistica e di coordinamento delle Forze Armate; dall’altro, la forza silenziosa di oltre 100.000 volontari presenti in tutta Italia, pronti a far arrivare aiuti concreti laddove la povertà e la vulnerabilità mordono più forte.

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Foto: sito delle Misericordie

Teatri internazionali

L’accordo, triennale e rinnovabile, prevede che le Misericordie forniscano – compatibilmente con la disponibilità di materiali – attrezzature e beni di prima necessità destinati alle popolazioni civili. Saranno poi i canali militari, attraverso i voli pianificati del ministero della Difesa, a trasportare il materiale nelle zone di crisi. “E’ un gesto – commenta Domenico Giani – che dice chi vogliamo essere. Mettiamo a disposizione la nostra rete di solidarietà per aiutare chi soffre, anche oltre i confini nazionali, convinti che la Misericordia non abbia barriere geografiche ma solo orizzonti di umanità. L’occasione ha permesso di gettare le basi anche per quei teatri internazionali in cui la Difesa italiana opera in una sinergia che vede il mondo del volontariato e gli apparati delle forze armate, uniti nel servizio al prossimo”.

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Foto di Hasan Almasi su Unsplash

Risposte efficaci

“Colgo l’occasione – ha concluso il presidente delle Misericordie, Domenico Giani – per un sentito ringraziamento al Ministro della Difesa e al Comando Operativo di Vertice Interforze per la piena, pronta e generosa disponibilità dimostrata in occasione dell’invio di oltre 80 tonnellate di viveri e beni di prima necessità alla popolazione civile di Gaza, tramite il ponte umanitario verso Cipro. Un’azione concreta che conferma come la sinergia tra logistica militare e volontariato possa tradursi in risposte rapide ed efficaci a sostegno dei più fragili, come anche di recente evidenziato dal Vice Ministro per l’Immigrazione e la Protezione Internazionale di Cipro, Nicholas Ioannides”.

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