La cucina come eccellenza nazionale: l tesoro dell’Italia è nel piatto. Sostenere la cucina italiana attraverso un’Authority potrebbe tradursi in un incremento dei flussi turistici dal 6 all’8% nei primi anni, fino a 18 milioni di presenze aggiuntive in più di due anni, in base a quanto stimato da Fiepet Confesercenti su dati Banca d’Italia, Unioncamere e Movimprese. Ad alzare l’asticella intorno alla cucina italiana (patrimonio immateriale Unesco) è il mondo imprenditoriale, del settore turistico e del food. La richiesta è quella di istituire un’Autorità nazionale indipendente garante di un motore economico da 250 miliardi di euro all’anno. Tanto vale complessivamente la cucina italiana nel mondo (Fonte Deloitte Foodservice Market Monitor 2025) con una crescita del 4,5% su base annua. Senza dimenticare le oltre 800 certificazioni Dop e Igp e un export agroalimentare da record che ha toccato quota 73 miliardi lo scorso anno (ultimi dati Ismea). L’idea di creare una “massima autorità” di garanzia della cucina made in Italy ha avuto il suo “battesimo” al Senato su iniziativa dell’Its Academy Bact (Istituto tecnico superiore per tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo) e FareAmbiente.

Italia-Unesco
Non un “premio simbolico” quello assegnato dall’Unesco ma “un marchio globale di reputazione che tende ad alzare domanda, investimenti e qualità dell’offerta. Soprattutto nel turismo e nei servizi collegati, ristorazione, ospitalità, eventi, filiere locali”. La proposta di avere un “garante”, avanzata da Aniello Di Vuolo, presidente Its Academy Bact e presidente dell’Istituto Controllo Qualità Nhaccp, prevede che “l’Autorità nazionale definisca standard coerenti con la storia, la tradizione e l’identità culturale italiana, valorizzare gli aspetti salutistici legati alla Dieta Mediterranea e alla qualità delle materie prime, integrare criteri di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità, garantire trasparenza e rigore scientifico nei processi di valutazione e rafforzare il posizionamento internazionale del modello gastronomico Italia”. Il percorso, riferisce l’Ansa, sarà orientato inoltre alla formazione di professionisti in grado di coniugare eccellenza culinaria, sostenibilità, sicurezza alimentare e tutela del patrimonio gastronomico nazionale. Il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è il dicastero del governo italiano che si occupa di definire e coordinare le politiche agricole, agroalimentari, forestali, di pesca e ippiche, promuovendo l’innovazione e la competitività del settore e tutelando l’eccellenza del Made in Italy a livello nazionale e internazionale.

Patrimonio
“I dati sull’export, estremamente positivi, dimostrano un apprezzamento crescente per il nostro modello e per la sua riconoscibilità a livello globale. Fondamentale resta anche la tutela dei nostri prodotti. Avere norme che li difendano è importante, ma il metodo più efficace è far conoscere la differenza tra il nostro sistema produttivo, fatto di disciplinari rigorosi, qualità, sostenibilità ambientale e controlli, e le imitazioni”, afferma il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. E aggiunge: “Il nostro sistema è unico e garantisce non solo qualità, ma anche tutele per chi sceglie i veri prodotti italiani rispetto a chi propone copie o imitazioni”. Riguardo al riconoscimento Unesco alla cucina italiana “occorre dare concretezza a questo risultato, trasformando la tutela del nostro modello alimentare in opportunità economiche e occupazionali. La nostra cucina è un punto di riferimento nel mondo per la qualità dei prodotti e per il modo di consumarli. Questo riconoscimento, pur essendo immateriale, deve tradursi in valore reale. Ossia economia, lavoro, sviluppo”. Masaf è una denominazione recente, che ha sostituito il vecchio Mipaaf (ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) sottolineando l’importanza della sovranità alimentare. Il sottosegretario al Masaf, Luigi D’Eramo, ha ribadito che il riconoscimento Unesco dà maggiore forza a tutto il sistema agroalimentare nazionale. E in questo senso l’Autorità vuole essere uno strumento per potenziare e dare concretezza al risultato ottenuto, trasformando il riconoscimento in opportunità economiche e occupazionali.

