Il Sud traina il cattolicesimo: Giornata per le vocazioni

Pontificia Opera di San Pietro Apostolo: "Crescono le vocazioni in Africa e Asia nutrite dalla fede del Popolo di Dio"

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Foto: Vatican News

Sud del mondo e vocazioni. I luoghi in cui le vocazioni sacerdotali e religiose sono in netto aumento sono quei territori e quelle diocesi in cui esistono ancora i seminari minori. Il loro obiettivo è aiutare la maturazione umana e cristiana degli adolescenti in cui si manifestano i primi segni della vocazione al sacerdozio ministeriale. Con l’obiettivo di “far crescere in loro una libertà interiore propria della loro età, che li renda capaci di corrispondere al progetto di Dio sulla loro vita”. La Chiesa universale a trazione-Sud del mondo. Oggi ricorre la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni istituita da Paolo VI e celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1964. Si celebra quest’anno il 26 aprile, quarta domenica di Pasqua, denominata “Domenica del Buon Pastore”. L’agenzia missionaria vaticana Fides ha raccolto la testimonianza di padre Guy Bognon. Sacerdote della Compagnia di San Sulpizio e segretario generale della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo (Pospa). Spiega padre Bognon: “Questa giornata speciale di preghiera per le vocazioni ha un legame particolare e molto stretto con la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo”. Una realtà ecclesiale che si occupa esclusivamente delle vocazioni sacerdotali e religiose nei territori di competenza del Dicastero per l’Evangelizzazione. E in particolare della Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari. Fin dalla sua creazione la Giornata ha come obiettivo quello di “pregare affinché molte persone, in particolare i giovani, decidessero di impegnarsi a diventare sacerdoti, religiose e religiosi per annunciare Cristo al mondo con tutta la loro vita”.

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La Basilica di Nostra Signora d’Africa. Foto Vatican Media

Chiesa e Sud

Oltre ai seminari in cui vengono formati i sacerdoti diocesani, l’Opera di San Pietro Apostolo si occupa anche dei novizi e novizie delle congregazioni presenti nei territori di missione. Inviando ogni anno un contributo a titolo di sussidio ordinario ai noviziati delle congregazioni religiose sia di diritto diocesano che di diritto pontificio. Secondo i dati più recenti conta 1200 noviziati con un totale di 7.845 novizi, di cui 2.801 ragazzi e 5.044 ragazze. Anche le vocazioni religiose sono numerose e si moltiplicano soprattutto in Africa e in Asia. Nonostante vi sia un aumento delle vocazioni nei territori di missione, “il campo da mietere continua ad ampliarsi”, osserva padre Guy Bognon. E aggiunge: “Il bisogno di operai si fa sempre più sentire, soprattutto se si pensa alle Chiese che ne hanno maggiormente bisogno in questo momento in cui la missione chiama ovunque”. Per vocazione ogni Chiesa locale è chiamata a pensare e a partecipare ai bisogni della Chiesa universale. E quindi di tutte le altre Chiese attraverso la preghiera e la condivisione. Qualunque sia la necessità o l’urgenza della missione sul proprio territorio, ogni Chiesa “dovrebbe essere in grado di interessarsi a ciò che vivono le altre Chiese”. E di “condividere reciprocamente con loro le proprie risorse per l’estensione del Corpo di Cristo fino ai confini della terra e fino alla fine dei tempi”.

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@ Africa Mission

Preghiera

La preghiera alla quale tutto il popolo di Dio è invitato in modo particolare nella domenica del Buon Pastore è chiamata a “protrarsi nelle devozioni quotidiane o ordinarie”. Poiché ovunque e in ogni momento “si avverte in modo sempre nuovo il bisogno di pastori. Queste preghiere e devozioni non mancano di portare frutto”, evidenzia padre Guy Bognon. L’aumento del numero delle vocazioni sacerdotali e religiose è “il segno tangibile che il Signore esaudisce le preghiere del suo popolo, che grida a Lui le proprie necessità, pur adempiendo alla propria parte di responsabilità. Il dono di Dio non distrugge la libertà dell’uomo, ma la suscita, la sviluppa e la richiede. Pertanto, nella Chiesa, la fiducia totale nella fedeltà incondizionata di Dio alla sua promessa va di pari passo con la grande responsabilità di cooperare all’azione del Dio”. Secondo quanto riferito dai formatori nelle case di formazione, gli ambienti di provenienza dei giovani che arrivano nei seminari sono spesso ambienti modesti, di famiglie semplici. E di umili condizioni economiche. Alcuni di questi giovani fanno esperienza dell’indigenza. Diventando sensibili alla sofferenza dei bisognosi, dei malati, di chi non ha voce, degli abbandonati, degli umiliati, e sentendo nel profondo di sé la chiamata a consacrare la propria vita al servizio di coloro per i quali nessuno ha tempo.

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didascalia: GIOVANNI PAOLO II PAPA KAROL WOJTYLA

Chiamata discreta

Avendo sperimentato il dolore delle situazioni difficili, evidenzia padre Guy Bognon, “hanno acquisito la capacità del silenzio, della riflessione, della cultura personale, della vita spirituale, della preghiera. Sono più disposti ad ascoltare la chiamata discreta e delicata di Dio che sollecita la loro disponibilità. Gli ambienti in cui abbondano le vocazioni sono luoghi in cui la fede viene vissuta con fervore. Per avere sacerdoti o consacrati, occorrono innanzitutto dei cristiani. Le numerose vocazioni sono il frutto della vitalità di una fede vissuta con gioia, senza complessi, senza falsa vergogna. Con la pratica regolare ed entusiasta dei sacramenti del battesimo, della comunione, della cresima, della riconciliazione e del matrimonio secondo le regole della Chiesa“. Le vocazioni provengono da ambienti in cui si seguono gli insegnamenti della Chiesa cattolica senza selezionarli per trattenere solo ciò che piace, ciò che rassicura, respingendo con estrema facilità e senza scrupoli ciò che si giudica difficile, duro o superato. Si tratta di luoghi in cui gli operatori pastorali, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e persino i fedeli laici comunicano facilmente con i giovani attraverso progetti pastorali di vario genere e un insegnamento catechistico rigoroso. Luoghi in cui i giovani hanno la certezza che l’esperienza nella Chiesa non limita la loro libertà, ma piuttosto la arricchisce e contribuisce a realizzarla più pienamente”.

 

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