Il Papa teologo e pastore: un secolo nella vigna del Signore. Nei suoi otto anni di pontificato Joseph Ratzinger ha promulgato tre lettere encicliche sul tema di Dio come amore (“Deus caritas est”). Sul valore della speranza (“Spe salvi“). E sulla giustizia sociale (“Caritas in veritate”). Affacciandosi per la prima volta da Papa (con le maniche di un maglione nero che spuntavano sotto l’abito bianco appena indossato), prima di pronunciare la solenne benedizione Urbi et orbi, alla città di Roma e al mondo si definì “un umile lavoratore nella vigna del Signore”. E del resto, durante il suo pontificato non scelse di abbandonare il lavoro di teologo. E nella prefazione al primo volume del suo Gesù di Nazaret scrisse: “Questo libro non è assolutamente un atto magisteriale, ma è unicamente espressione della mia ricerca personale del volto del Signore. Perciò ognuno è libero di contraddirmi“. Un’umiltà e un’ordinarietà che al primo impatto non fecero scattare l’entusiasmo popolare. Negli istanti del primo saluto a piazza San Pietro i commentatori televisivi non trovarono nulla di particolarmente rilevante o memorabile da far
osservare. E si concentrano solo sul movimento delle mani con cui il Papa neoeletto salutava impacciato la folla.

Papa dell’interiorità
I funerali del Papa emerito Benedetto XVI si sono svolti il 5 gennaio 2023 in Piazza San Pietro, presieduti da Papa Francesco. La cerimonia, solenne ma sobria per volontà di Ratzinger, ha visto la partecipazione di circa 50 mila fedeli e numerose autorità, tra cui le delegazioni ufficiali di Italia e Germania. La salma è stata poi tumulata nelle Grotte Vaticane. Una personalità riflessiva, poco fisica, per nulla propensa al protagonismo istrionico richiesto ai leader mondiali dalla civiltà dell’immagine. A piazza San Pietro il giorno dei funerali, quell’apparente distanza si è tramutata in intima comprensione di una coerente testimonianza. Il popolo di Dio ha apprezzato, interiorizzata e fatto propria la lezione di fede del professor Ratzinger. In tanti ricordano i modi semplici e lo spirito di vicinanza alle esigenze del prossimo appresi in famiglia ed ereditati dall’infanzia e dall’adolescenza trascorse a Traunstein, piccola località vicina alla frontiera con l’Austria, a 30 chilometri da Salisburgo. Il padre, commissario di polizia, proviene da una famiglia di agricoltori della Bassa Baviera, di condizioni economiche piuttosto modeste. La madre è figlia di artigiani di Rimsting, sul lago Chiem, e prima di sposarsi lavora come cuoca in vari hotel. Da qui derivava la sua formazione cristiana, umana e culturale. Oggetti personali, paramenti liturgici, fotografie e opere d’arte. Offre uno scorcio inedito sul Ratzinger più privato la mostra “Ricordando Benedetto XVI. Verso il centenario della nascita”.

A Pordenone
La rassegna è sta allestita al Museo Diocesano di Arte Sacra di Pordenone, promossa da Centro Studi Odoriciani e Associazione Eventi. Dice al Tgr Michele Filippi, co-curatore della mostra: “E’ la prima mostra in Italia sulla figura di Benedetto XVI. In questa mostra possiamo vedere gli oggetti personali che lo hanno accompagnato per tutta la vita, già molti erano presenti prima negli appartamenti cardinalizi a Ratisbona e a Monaco di Baviera e poi anche in Vaticano. Questi sono oggetti che appartengono al sentire di Papa Benedetto XVI quindi è un po’ come nelle sue stanze“. La talare papale con la mozzetta e le inconfondibili scarpe rosse, le sue acquasantiere, l’orso simbolo della Baviera o le amate opere della scultrice tedesca Christine Stadler. E poi una sezione fotografica sul viaggio pastorale ad Aquileia e Venezia. Ma anche curiosità. Per esempio un gatto in ceramica che ricorda la passione di Benedetto XVI per i gatti lui. E poi due doni particolari che Benedetto ha fatto alla basilica di Assisi, un calice e una patena. E un altro calice e patena donati nella visita pastorale proprio ad Aquileia. Gran parte dei pezzi esposti proviene dalla Fondazione Ratzinger e dal Centro Studi Ratzinger di Bydgoszcz (Polonia).

Cammino di fede
La mostra è visitabile fino al 12 aprile e comprende anche un programma di eventi collaterali omaggio al papa teologo. Aggiunge al Tgr Sandro Sandrin, presidente dell’Associazione Eventi: “Tra questi una visita ufficiale di una delegazione dei giornalisti internazionali a Pordenone, e conclusione con un concerto su musiche di Mozart a Palazzo Montereale-Mantica“. Ciascun fede reca frasi celebri di Joseph Ratzinger, quelle che sente più vicine e utili al suo cammino di fede. Una in particolare suona particolarmente attuale: “Non considerare il potere, la ricchezza e il prestigio come i valori superiori della nostra vita, perché in fondo essi non rispondono alle attese del cuore“.

