Dare fiducia ai più deboli: una risposta alla crisi

Accordo Consap-Ritmi: ecco come si è arrivati al protocollo per la costituzione di un fondo di garanzia

In risposta alla crisi focus sul microcredito per i più deboli. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per le microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d’onore. Nel 2005, in considerazione dell’efficienza dimostrata in numerosi casi, le Nazioni Unite hanno istituito l’Anno internazionale del microcredito. Si tratta di uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Il microcredito è un credito di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale o per far fronte a spese d’emergenza. E’ destinato a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico che generalmente sono esclusi dal settore finanziario formale. Nei paesi in via di sviluppo milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell’ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall’usura.

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Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/banconota-da-50-euro-accanto-al-calcolatore-nero-221174/

Focus-microcredito

L’Ente nazionale per il microcredito è un ente pubblico non economico che esercita importanti funzioni in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale. In particolare promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione europea e delle attività microfinanziarie realizzate a valere sui fondi comunitari. Monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza. Promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione. Un fondo di garanzia per per il microcredito sociale che agevoli l’accesso al credito di soggetti privati più deboli. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa siglato fra l’amministratore delegato di Consap Vincenzo Sanasi d’Arpe, e il presidente di Ritmi Giampietro Pizzo. Come ha sottolineato il presidente di Consap Sestino Giacomoni “Consap, mettendo a disposizione il proprio know-how, sarà gestore del fondo. Sin dalla sua istituzione, avvenuta trent’anni addietro, Consap agisce basandosi su principi di equità, solidarietà e sostenibilità ambientale, esattamente come la Rete italiana di microfinanza, che opera a sostegno di un modello di sviluppo delle comunità locali basato sugli stessi fondamentali principi”.

Foto di Lukasz Radziejewski su Unsplash

Inclusione  finanziaria

Per Vincenzo Sanasi d’Arpe “in contesti dove l’accesso ai servizi bancari tradizionali è limitato, e nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando, il microcredito sociale diventa uno strumento di fondamentale importanza. Attraverso piccoli prestiti concessi a condizioni sostenibili, le famiglie italiane potranno affrontare spese impreviste in momenti difficili. Il microcredito sociale ha la finalità dell’inclusione sociale e finanziaria, ma anche la prevenzione di comportamenti illeciti quali l’usura”. Giampietro Pizzo, presidente della Rete Italiana di Microfinanza, “l’accordo consentirà di estendere, in collaborazione con una pluralità di operatori di microcredito, i servizi di finanziamento e accompagnamento nei territori e nelle comunità in cui l’azione di inclusione finanziaria risulta più urgente e necessaria”.

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Foto di Dmytro Demidko su Unsplash

Nuovi poveri

Negli ultimi anni sono in corso tentativi di diffusione del microcredito (con gli adattamenti opportuni) anche nelle economie avanzate a sostegno dei cosiddetti “nuovi poveri”. Cioè non solo coloro che nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa e che possono trovarsi in gravi difficoltà di fronte a spese improvvise anche di piccola entità. Ma soprattutto per la piccola impresa e gli artigiani che dai canali tradizionali non possono accedere e si devono rivolgere quindi al social lending o prestiti peer-to-peer. Questa area del microcredito può essere definita come sostegno al fabbisogno finanziario indistinto (oltre il 70% delle attività e dei programmi promossi). Sempre nell’ambito dei paesi sviluppati, esistono altre dimensioni sostenute dal microcredito. Ossia avvio e sostegno di attività economiche (oltre il 20% dei programmi promossi annualmente in Italia con una probabilità di restituzione del credito relativamente alta), definibile come “lotta all’esclusione finanziaria” sostegno durante gli studi universitari (9,5% dei programmi promossi in Italia)

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