Le università cattoliche come risorsa socio-culturale europea. A testimoniarlo a Leone XIV è la professoressa Elena Beccalli. Da quasi un anno la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presidente la Federazione Europea delle Università Cattoliche Europee (Fuce), sezione del Vecchio Continente della “International Federation of Catholic Universities” (Ifcu). Per altri due anni Elena Beccalli guiderà la rete accademica che riunisce 62 atenei cattolici, di cui 56 presenti in 17 Paesi europei e 6 in Libano. Nata nel 1991 e con sede in Francia presso l’Università Cattolica di Lione, la Fuce costituisce un punto di riferimento per l’istruzione superiore e la ricerca scientifica nel contesto educativo europeo e internazionale. La rettrice dell’ateneo fondato da padre Agostino Gemelli è stata ricevuta in udienza da Robert Francis Prevost e lo ha informato sulle questioni al centro dell’assemblea generale della Fuce, che avrà luogo a Zagabria dal 20 al 22 maggio. Al timone dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1 luglio 2024, Beccalli è professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari nella Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, dove per un decennio ha ricoperto il ruolo di preside.

Responsabilità sociale
La professoressa Beccalli èpoi research associate del Centre for Analysis of risk and regulation della London School of Economics (Regno Unito), in cui precedentemente è stata anche tutorial fellow, lecturer e visiting professor. È anche academic fellow del Centre for Responsible Banking & Finance della University of St Andrews. È anche direttore del Centro di ricerca sul credito cooperativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Beccalli è membro del Comitato scientifico della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, fa parte del gruppo di esperti su investimenti socialmente responsabili della Conferenza Episcopale Italiana. È autrice di numerosi articoli e monografie su riviste e editori di rilievo internazionale. Le sue principali aree di interesse scientifico riguardano il settore bancario analizzato nella prospettiva dell’organizzazione industriale, con particolare attenzione ai temi della tecnologia, dell’efficienza, della cooperazione, della biodiversità finanziaria. Negli anni più recenti i suoi studi si sono concentrati su questioni di etica e inclusività, sostenibilità e cooperazione, intelligenza artificiale e leadership femminile. Il Piano Africa elaborato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore include una struttura d’azione avviata lo scorso anno che ponendo nell’educazione il suo baricentro si propone di lavorare con – e non per – i paesi africani.

Identità europea
“L’incontro con Leone XIV è stato un momento di forte emozione e ha assunto un grande significato per la vita dell’ateneo -racconta la rettrice -. Ho consegnato in anteprima al Papa il piano strategico frutto di un processo partecipato che ha coinvolto tutte le componenti della comunità universitaria a partire dalle studentesse e dagli studenti. È stata anche un’occasione per affrontare alcune questioni cruciali, specie in questa fase storica, per le università cattoliche europee e per rimarcare il valore della loro federazione (Fuce)”. Al Pontefice è stata infatti donata in anteprima una copia del Piano Strategico di Ateneo 2026-2028, che sarà presentato a Milano il 14 aprile e a seguire negli altri campus dell’università. Un documento programmatico articolato in cinque pilastri. E cioè scuola di integrazione dei saperi, valorizzazione della ricerca e di giovani ricercatrici e ricercatori. E ancora offerta formativa di qualità, internazionalizzazione e Piano Africa, fundraising ispirato a principi identitari e istituzionali. L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha inoltre dedicato un piano all’Africa. La professoressa Beccalli ha espresso la gratitudine personale e dell’intera famiglia universitaria, sottolineando l’impegno dell’Università Cattolica al servizio della società e della Chiesa, in Italia e nel mondo. Tre gli indirizzi che guidano la missione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ossia valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit. Favorire una piena integrazione tra la dimensione di comunità educante e quella di research university. Costruire un luogo di esperienza del sapere e non solo di trasmissione del sapere.


