La guerra raccontata dal fronte. Testimonianza in prima linea

Martedì a Tortona (Alessandria) si terrà il primo appuntamento della rassegna Derthona Dialoga, che avrà come protagonista il giornalista e reporter Toni Capuozzo

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Foto di Hasan Almasi su Unsplash

Il reporter Toni Capuozzo racconta la guerra ai ragazzi e agli adulti. Dopo avere seguito conflitti in mezzo mondo, avere visto da vicino gli effetti delle guerre ed essersi interrogato a lungo sulle loro dinamiche, Toni Capuozzo ha scritto un vero e proprio manuale per spiegare “la guerra” e dare risposte in questi tempi così complessi. Un libro aggiornato, principalmente rivolto ai ragazzi, arricchito dai contributi del generale Francesco Ippoliti e dalle illustrazioni di Armando Miron Polacco. Un’opera sulle guerre che oggi scuotono il mondo, sui nuovi conflitti (come quello tra Russia e Ucraina). Sui conflitti “storici” che sono più attuali che mai (come quello in Medio Oriente).  Sul terrorismo. Sulle missioni di pace. Sulle nuove tecnologie di guerra. Martedì a Tortona (Alessandria) si terrà il primo appuntamento della rassegna Derthona Dialoga, che avrà come protagonista Toni Capuozzo. Il giornalista friulano sarà a Tortona per presentare il suo ultimo libro, “Cos’è la guerra? I conflitti spiegati ai ragazzi e ai grandi”, edito da Signs Publishing. Inoltre, alle ore 17, incontrerà gli studenti tortonesi nella sala conferenze della Biblioteca Civica Tommaso de Ocheda. “Vogliamo creare una rassegna con ospiti di assoluto rilievo – spiega Fabio Morreale, assessore alla Cultura del comune di Tortona -. Apriremo l’incontro con un interprete della cultura italiana come Capuozzo, che porterà il pubblico tra i conflitti e le guerre che ha vissuto in prima persona. Raccontandoli con la penna e con la telecamera. Dal 1979 è stato testimone diretto sui campi di battaglia. Lavorando a Panorama e Epoca e arrivando alla vicedirezione del Tg5. La libertà è sempre stata la sua cifra stilistica”.

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Foto di Vony Razom su Unsplash

Voci sulla guerra

“Il nostro intento – prosegue Morreale – è quello di dare a Tortona un’importante occasione anche dal punto di vista culturale, creando momenti di confronto e approfondimento su grandi temi del nostro tempo. Discutere di idee, libri e concetti è fondamentale per la crescita di una comunità e soprattutto delle generazioni future. Inoltre, l’incontro in Biblioteca offrirà anche ai più giovani l’opportunità di dialogare direttamente con chi ha attraversato il mondo per illustrare racconti sull’epoca in cui viviamo”. Gli scenari geopolitici sono al centro anche dell’attività delle ong e dei centri di ricerca internazionali. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), nata nove anni fa, è una rete di oltre 300 soggetti impegnati per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Nel contesto della transizione ecologica, l’Italia gioca un ruolo chiave nel Green Deal europeo, ma deve affrontare sfide legate alla riconversione industriale e all’implementazione delle politiche di sostenibilità. Per l’Italia, il ruolo giocato dalle due crisi non lontane dai nostri confini, quella russo-ucraina e quella mediorientale, è fortemente percepita in un recente sondaggio dell’Ispi. L’ordine internazionale sta vivendo una crisi profonda. L’instabilità globale, acuita dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina e dal conflitto in Medio Oriente, si intreccia con la rielezione di Donald Trump negli Stati Uniti e con le tensioni tra Occidente, Russia e Cina.

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Foto di Nico Smit su Unsplash

Scenario di guerra

In questo scenario, l’Europa si trova di fronte a una decisione cruciale: rafforzare la propria coesione politica ed economica o affrontare il rischio di frammentazione. È questa la tesi centrale del Rapporto Ispi 2025 “L’ora della verità”, curato da Alessandro Colombo e Paolo Magri e pubblicato con il sostegno della Fondazione Cariplo. Il Rapporto analizza la crisi dell’ordine internazionale e il progressivo declino del multilateralismo della seconda metà del Novecento. Al posto del quale “si è andato formando un multilateralismo più frammentato, organizzato su scala regionale o subregionale. Oppure su criteri di inclusione ed esclusione di natura strettamente politica”. L’Occidente, segnato da divisioni interne e da un calo di leadership globale, affronta la crescente influenza di nuovi attori come Cina, India e Russia. La frammentazione dei rapporti internazionali e la competizione tra grandi potenze stanno minando la capacità di risolvere crisi e conflitti, lasciando aperte incertezze per il futuro. L’elezione di Trump rafforza il protezionismo americano, colpisce il commercio internazionale e riduce l’influenza degli accordi multilaterali. L’Europa, nel frattempo, cerca di consolidare la propria autonomia strategica per affrontare le incertezze economiche e politiche. La crescita delle tendenze protezionistiche negli Stati Uniti e in altre economie avanzate rischia di isolare ulteriormente il Vecchio Continente. Rendendo necessaria una risposta coordinata tra gli Stati membri dell’Ue. Altro aspetto cruciale analizzato nel documento dell’Ispi è l’aumento della spesa militare e il ritorno della corsa agli armamenti a livello globale. Le tensioni tra i grandi blocchi economici hanno spinto molti governi ad aumentare i bilanci della difesa. Con un incremento significativo anche in Europa.

Ue
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Capacità di deterrenza

La Nato chiede ai suoi membri di rafforzare la capacità di deterrenza, rileva l’Ispi. Le potenze asiatiche come la Cina, invece, stanno investendo massicciamente in tecnologie militari avanzate. Il rischio di nuovi conflitti su scala globale è concreto, e la necessità di un coordinamento diplomatico per evitare escalation diventa più urgente. Secondo l’Ispi, non c’è dubbio che per molti attori internazionali sia sempre più vicina “l’ora della verità”. Trump è già all’opera, “ma quanto potrà davvero continuare a fare il disrupter-in-chief?”. A partire dal probabile disimpegno dalla Nato, elemento di discontinuità tra il tycoon e Biden, e un ulteriore irrigidimento nei confronti di Cina e Iran. La Russia continua a essere protagonista di una guerra logorante in Ucraina. Mentre la Cina affronta sfide interne legate alla crescita economica e al controllo della tecnologia globale. Il Medio Oriente rimane un’area di instabilità con conflitti che coinvolgono direttamente attori regionali e internazionali. L’America Latina, con le politiche dell’ultraliberista Milei in Argentina e del socialista Lula in Brasile, è caratterizzata tra modelli economici opposti. Le immagini sotto riportano gli esiti di un sondaggio che ha coinvolto 185 esperti appartenenti al mondo della ricerca (università e think tank), del giornalismo, delle istituzioni e delle imprese. Sono ancora i cambiamenti climatici (14%) e le tensioni tra Usa e Cina (14%) a dominare la scena delle grandi minacce per il mondo. Seguono i due conflitti internazionali più vicini all’Italia, quello russo-ucraino (11%) e quello in Medio Oriente (5%). L’Europa a un bivio, quindi. Il Vecchio Continente sta affrontando una serie di sfide complesse che mettono a rischio la sua stabilità politica ed economica.

Italia
Foto di Roberto Bellasio da Pixabay

Italia strategica

La Germania e la Francia, storici motori dell’integrazione europea, vivono una fase di incertezza interna. Governi sotto pressione e crescita economica stagnante. La Commissione europea entrata in carica quest’anno dovrà andare alla ricerca di risposte condivise su difesa, sicurezza economica e transizione verde. Tuttavia, il crescente euroscetticismo e l’ascesa dei partiti populisti rischiano di rendere ancora più difficile il processo di coesione. Sul fronte difesa, l’Europa sente sempre più la necessità di una maggiore autonomia strategica, spinta dalle incertezze sul futuro del supporto americano alla sua sicurezza. Il Green Deal è a un punto critico, avverte l’Ispi. Gli obiettivi fissati per il 2030 e il 2040 rischiano di essere compromessi dalla mancanza di investimenti adeguati e dalla dipendenza dell’Europa da materie prime controllate da potenze esterne. Serve secondo  una scelta decisiva: unirsi per rafforzare la posizione geopolitica ed economica o cedere alla frammentazione che renderebbe l’Europa più vulnerabile. Anche l’Italia, evidenzia l’Istituto per gli studi di politica internazionale, è chiamata a prendere decisioni cruciali nel 2025. L’economia italiana, pur mostrando segnali di resilienza, affronta le sfide del rallentamento della crescita, inflazione e gestione del debito pubblico. Il nostro Paese si trova in una posizione strategica tra le forze che spingono per una maggiore integrazione e quelle che sostengono un approccio più autonomo. Rispondendo alle richieste della Nato, l’Italia ha aumentato la spesa per la difesa e sta rafforzando la cooperazione nel Mediterraneo.

 

 

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