Italia sempre più global: focus sul policentrismo

Prato guida la classifica dell’imprenditorialità: l'analisi del presidente Cna Dario Costantini

Al Meeting che si è appena svolto a Rimini è stata raccontata la dimensione global dell’economia italiana. In una serie di incontri è stata approfondita il peculiare mix di “globale” e “locale” nel “Made in Italy”. Un tema centrale nell’attività di Unioncamere e rilevato da numerosi report dell Centro Studi Tagliacarne. Per quest’anno le medie imprese italiane stimano un incremento del giro d’affari del 2,5% (nel 2025 la stima era del +0,3%). Ma pesa l’incertezza globale, che per il 73,9% delle Mid-Cap italiane potrebbe frenare le proprie prospettive di business. Volatilità dei costi energetici e delle materie prime e tensioni geopolitiche internazionali sono considerati i principali fattori di rischio.  Non soltanto grandi città e aree metropolitane. L’Italia continua a fare impresa attraverso una rete diffusa di distretti, città intermedie e piccoli territori. Una struttura produttiva fortemente policentrica che rappresenta uno dei caratteri distintivi dell’economia nazionale. A confermarlo è l’analisi dell’Area Studi e Ricerche Cna sulla distribuzione provinciale delle imprese. Nel Paese operano poco meno di 4,8 milioni di aziende, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di quattro occupati. Nell’ultimo decennio il numero delle imprese è aumentato di circa 400mila unità e quello degli addetti di quasi 2,8 milioni.

global
Foto di Dario Morandotti su Unsplash

Italia global

A guidare la graduatoria della propensione imprenditoriale è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano con 110,6 e Rimini con 105,5. Nelle prime posizioni figurano inoltre Firenze con 98,2 imprese, Fermo con 95,5, la Valle d’Aosta con 94,3, Padova e Lucca con 93,9, Macerata con 93,1 e Roma con 92,1. All’estremo opposto della classifica si colloca il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti, meno della metà del valore registrato a Prato. Seguono Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5, Agrigento con 58,4, Taranto con 58,8, Siracusa e Crotone con 58,9. La media nazionale è pari a 80,6 imprese ogni mille abitanti. Il primato di Prato riflette la combinazione tra un distretto tessile fortemente articolato, una presenza capillare di microimprese, un’elevata componente di imprenditoria straniera e una consistente natalità aziendale. Rimini beneficia invece della diffusione delle attività turistiche, commerciali e dei servizi, mentre Milano coniuga la tradizionale vitalità produttiva con la presenza di servizi avanzati, finanza, innovazione e startup. La geografia dell’imprenditorialità premia soprattutto le province del Centro-Nord caratterizzate da una forte tradizione manifatturiera e artigiana. Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche concentrano gran parte delle province ai vertici della graduatoria. In questi territori la presenza di distretti industriali, filiere produttive consolidate, mercati locali dinamici e una cultura del lavoro autonomo favorisce la nascita e la crescita delle imprese.

global
Foto di Mikita Yo su Unsplash

Diffusione dell’impresa

Più debole appare invece la propensione imprenditoriale in numerose province meridionali e nelle aree interessate da spopolamento e invecchiamento della popolazione. Pesano la minore presenza di filiere strutturate, la riduzione della domanda interna, le difficoltà di accesso al credito e una dotazione infrastrutturale spesso insufficiente. “Questa fotografia – sottolinea il presidente Cna Dario Costantini – conferma che la diffusione dell’impresa non dipende soltanto dalla forza economica di un territorio. A incidere sono anche la struttura demografica, la qualità delle istituzioni locali, la disponibilità di credito, le infrastrutture materiali e digitali e i tempi della burocrazia. La rete delle piccole imprese continua a rappresentare un presidio economico, sociale e occupazionale essenziale, soprattutto nei comuni e nelle aree più lontane dai grandi centri”. Tra il 1996 e il 2024 il sistema delle medie aziende italiane è cresciuto costantemente, come dimostrano i dati: fatturato +178,3%; vendite estere +290,7%; occupati +47,2%. Ad oggi questa realtà è composta da quasi 3.500 unità che generano il 16% del giro d’affari dell’industria manifatturiera italiana e il 13% delle esportazioni e dell’occupazione complessiva.

global
Foto di Jac Engels da Pixabay

Capitale umano

La conferma del policentrismo italiano arriva dal peso relativamente contenuto delle 14 città metropolitane, che concentrano il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Una distribuzione molto più equilibrata rispetto a quella di altri grandi Paesi europei, caratterizzati da una maggiore concentrazione delle attività economiche nei principali poli urbani. Le Mid-Cap rappresentano un punto di forza del capitalismo familiare del Belpaese. Il 65% di queste imprese fa capo a un’unica famiglia o persona fisica e il 22% è controllato da più soggetti legati comunque da un rapporto di parentela.  Per Giuseppe Molinari, presidente del Centro Studi Tagliacarne, “la competitività futura passa dalla continuità di questo modello imprenditoriale con una trasformazione più profonda, fatta di investimenti nelle tecnologie più avanzate e nel capitale umano”. Loredana Capuozzo lo documenta sul magazine di Unioncamere “Economia & Imprese” nell’articolo intitolato “Medie imprese crescono, ma temono l’incertezza globale”. Il servizio prende spunto Rapporto sulle medie imprese industriali italiane” realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere insieme al Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: