Focus sul cuore come epicentro dell’inquietudine. Sebbene la scienza collochi la sede dei sentimenti nel cervello (sistema limbico, in particolare l’amigdala), il cuore è storicamente e simbolicamente considerato lo “scrigno” delle emozioni. Studi recenti evidenziano una relazione bidirezionale. Il cuore, cioè, agisce come un “sensore” attivo che, attraverso il battito, invia segnali al cervello, influenzando attivamente l’esperienza emotiva. Il cuore umano creato “inquieto” da Dio e raccontato da Sant’Agostino. E il desiderio di pace che vibra nei popoli nel tempo delle “guerre continue”. Insomma il desiderio come punto di sguardo per avvicinarsi alle promesse del Vangelo, e il destino dei desideri umani davanti alle potenzialità e alle manipolazioni legate all’Intelligenza Artificiale. E’ carico di suggestioni e incrocia tanti sentieri diversi su cui avventurarsi il tema del convegno di interfacoltà “Il futuro del desiderio, tra storia e trascendenza”.

Cuore ed emozioni
Il forum è stato organizzato della Pontificia Università Urbaniana, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides. La prima relazione è stata affidata al professore di teologia Antonio Landi. E rimanda fin dal titolo (“E il desiderio di Dio si fece carne. Il desiderio come categoria cristologica dei Vangeli) all’intreccio tra il desiderio del cuore di Dio e del cuore umano e il mistero gratuito dell’Incarnazione. Il patrologo Armando Genovese, nella seconda relazione “Il cuore inquieto: viaggio nel desiderio secondo Sant’Agostino”) ha ripercorso le vie attraversate dal Santo Vescovo d’Ippona che proprio seguendo e ascoltando le inquietudini desideranti del suo cuore giunse all’incontro con la grazia operante di Cristo. La terza relazione, intitolata “Desiderio di pace. Per uno stile di vita generativo” è stata affidata al professore di teologia delle religioni Carmelo Dotolo. E ha delineto il desiderio condiviso di pace come punto sorgivo di forme di convivenza pacifica tra diversi e punto di resistenza alle derive del conflitto permanente.

Dinamiche
Dopo il dibattito il professore di filosofia Adrian Ndreca ha svolto la sua relazione intitolata “La distanza esplorativa del desiderio come spazio di incontro. Per una fenomenologia dell’incompletezza”. Invece il professore di Storia della filosofia contemporanea, Giambattista Formica, con la sua relazione intitolata “Conosci te stesso. Il desiderio per interagire con l’AI” si è affacciato sulle incognite che assediano le dinamiche del desiderio nel tempo dell’Intelligenza artificiale. Al termine un nuovo momento di dibattito e la conclusione dei lavori che sono stati seguiti anche tramite la piattaforma virtuale di Zoom. L’attività educativa della Pontificia Università Urbaniana è mirata a contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa “ad gentes”, in ogni tempo e in ogni luogo. La Pontificia Università Urbaniana è pure consapevole di svolgere i suoi compiti formativi in un contesto storico caratterizzato da nuovi e contrastanti fermenti alimentati dalle mutate condizioni in cui si svolge la vita interpersonale, sociale, politica ed economica. È questo il tempo delle luci e delle ombre della comunicazione in tempo reale e illimitata, della interculturalità di linguaggi e forme di esistenza, della mobilità umana di massa e della necessità della convivenza interreligiosa. E ancora dello sviluppo nel contesto dei processi di globalizzazione economica, sociale e tecnologica, del relativismo etico e del fondamentalismo etico-religioso.

Sentimenti e decisioni
Sede simbolica e storica, fin dalle antiche civiltà e nelle Sacre Scritture, il cuore è visto come il centro dell’anima, delle decisioni e dei sentimenti intimi. Sotto il profilo del ruolo fisiologico il cuore non subisce solo le emozioni (ad esempio la tachicardia per paura), ma le provoca. Il battito cardiaco, accelerando o rallentando, segnala al cervello lo stato emotivo. Connessione mente-corpo, quindi, Emozioni intense come amore o dolore modificano la frequenza cardiaca, confermando che il cuore è il bersaglio principale delle nostre risposte emotive. E la comunicazione è bidirezionale. Non è solo il cervello a comandare. Il cuore invia segnali continui al cervello, partecipando alla creazione dell’esperienza emotiva.

