Non c’è futuro senza educazione

L’abbandono scolastico in Italia, in Europa e nelle città: rapporto della fondazione Openpolis

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Scuola (© Kenny Eliason su Unsplash)

Focus educazione. Openpolis è una fondazione indipendente e senza scopo di lucro: “Liberiamo, raccogliamo e curiamo i dati per raccontare il mondo“. L’Italia, riferisce il rapporto Openpolis, presenta alcune criticità sotto il profilo degli abbandoni scolastici. Oltre un quarto dei giovani tra 18 e 24 anni di Catania ha lasciato la scuola prima del diploma. Seguono Palermo e Napoli. I quartieri con più famiglie con figli in disagio spesso sono anche quelli con più abbandoni scolastici precoci. “Serve intervenire sulla relazione tra svantaggio socio-economico e dispersione scolastica- evidenzia Openpolis-. Il 7 settembre gli studenti e le studentesse della provincia autonoma di Bolzano saranno i primi a tornare sui banchi di scuola dopo la pausa estiva, seguiti 3 giorni dopo dai ragazzi e dalle ragazze di Valle d’Aosta, Veneto e Provincia autonoma di Trento e poi via via tutti gli altri nel corso del mese”. Per milioni di giovani si apre quindi un nuovo anno scolastico, fatto di lezioni, verifiche, relazioni e percorsi di crescita. Ma il ritorno in classe rappresenta anche un’occasione per interrogarsi sul sistema educativo italiano e, in particolare, sul fenomeno dell’abbandono scolastico. Nell’ambito dell’agenda 2020, l’Unione europea aveva fissato come obiettivo che entro quell’anno i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale. Nel febbraio 2021 l’obiettivo è stato abbassato al 9%.  “In un quadro di miglioramento, resta comunque forte la prevalenza degli abbandoni in alcuni contesti territoriali e sociali- sottolinea il report-. Il fenomeno supera ancora il 9% nelle città. E la situazione, in base ai dati dell’ultimo censimento, appare più grave nei quartieri con più famiglie in potenziale disagio.

foto Daniele Buffa/Image

Educazione Ue

Nel 2025 in media in Europa i giovani che avevano abbandonato la scuola prima del tempo erano il 9,1% del totale. Una quota sempre più vicina al raggiungimento della soglia del 9%, fissata dalle istituzioni Ue come obiettivo per il 2030. Nel continente la situazione appare molto differenziata. Gli stati in cui il fenomeno incide maggiormente sono Romania e Germania, dove raggiunge rispettivamente il 15,5% e il 13,1%.  Nel caso italiano, evidenzia Openpolis, lo spaccato dell’abbandono scolastico rispetto al grado di urbanizzazione restituisce una fotografia diversa. Nelle città la quota di abbandoni precoci sfiora la doppia cifra (9,5%). E’ sensibilmente più contenuto, invece, nelle aree intermedie (7,3%) e in quelle rurali (8%). Segnale di una possibile difficoltà dei territori ad alta densità abitativa e, in particolare, delle loro periferie. Una difficoltà che spesso è collegata alla situazione socio-economica delle famiglie in queste zone. La condizione di partenza e gli esiti educativi sono dunque strettamente connessi. In media, gli abbandoni scolastici precoci incidono maggiormente a Catania, dove oltre un giovane su 4 ha lasciato la scuola prima di raggiungere il diploma (26,5% del totale nel 2021). Seguono Palermo al secondo posto con il 19,8% e Napoli al terzo con il 17,6%. I livelli di abbandono precoce sono leggermente più contenuti a Cagliari (16,3%) e Messina (14,6%). A metà classifica Genova e Bari, entrambe con il 13,8%. Al di sotto del 10% Roma e Reggio Calabria.

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Immagine creata con ChatGtp

Abbandoni precoci

Tra i giovani con cittadinanza non italiana l’uscita precoce dal sistema di istruzione è ancora più frequente. A Catania sono il 68,6%, a Bari il 60%, a Cagliari il 59,2%. Superano il 50% anche Napoli (55,9%) e Palermo (54,2%) e Messina (53,2%). Si avvicina molto a questa quota Reggio Calabria (49% dei giovani stranieri nel 2021 aveva lasciato la scuola prima del diploma). I tassi di abbandono più contenuti tra i ragazzi stranieri si riscontrano a Roma, Bologna, Milano e Torino, dove comunque superano un terzo del totale. Catania è la città dove il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce colpisce in modo più ampio. Tra le ragazze di 18-24 anni gli abbandoni precoci sono meno frequenti. Al primo posto si registra Catania con il 23,7%. Seguono alcune delle maggiori città del mezzogiorno come Palermo (18,1%), Napoli (15,7%), Messina (12,5%) e Cagliari (11,7%). Avere i genitori a loro volta senza diploma, rileva Openpolis, è uno dei fattori che influisce più frequentemente sulla scelta dei giovani di lasciare il percorso di studi. A testimonianza di come questo fenomeno contribuisca a irrigidire l’ascensore sociale. Oltre un terzo di chi ha lasciato la scuola precocemente ha i genitori senza diploma a Catania (36,5%). Quote significative anche a Cagliari (31,9%) e Palermo (29,1%).

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Foto di Sam Balye su Unsplash

Confronto

Il report mette a confronto due indicatori diversi, raccolti per le aree subcomunali delle città metropolitane italiane. Il primo è quello appena visto delle uscite precoci dal sistema di istruzione, che misura la quota di giovani di 18-24 anni con al massimo la licenza media, non iscritti a nessun corso regolare di studio. Il secondo è l’incidenza delle famiglie con potenziale disagio economico, calcolato come percentuale di famiglie che hanno figli a carico. In cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e nessun componente è occupato o percettore di pensione da lavoro. “Una situazione che verosimilmente può condurre in una condizione di disagio economico per il nucleo familiare”, analizza Openpolis.

 

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