Cooperazione Stato-Chiesa nella sanità. Il caso Vietnam

Visite mediche gratuite per tutti: comunità ecclesiale e autorità sanitarie condividono l’impegno per la cura della salute del popolo vietnamita

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Hanoi, Vietnam (@ Leon da Pixabay)

La cura verso la salute come ponte in Vietnam per la cooperazione tra Stato e Chiesa. “Recentemente la sanità pubblica sta ricevendo maggiore attenzione da parte del governo e delle organizzazioni legate alle comunità di credenti in Vietnam, compresa la Chiesa cattolica- racconta Andrew Doan Thanh Phong-. Lo slogan ‘ognuno ha diritto ad accedere a un’assistenza sanitaria di qualità per una vita lunga e sana’ sta diventando sempre più sentito dalla società vietnamita”. Ho Chi Minh, la città più grande e popolosa del Vietnam meridionale, punta a fornire visite mediche annuali gratuite a 15 milioni di persone tra il 2026 e il 2030. Questo obiettivo, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, va di pari passo con lo sviluppo di un sistema di screening sanitario della popolazione. Attraverso l’applicazione della digitalizzazione nella sanità pubblica. In linea con questo progetto il dipartimento della sanità di Ho Chi Minh ha lanciato contemporaneamente un programma di visite mediche gratuite su larga scala in 168 centri sanitari in tutta la città.

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Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

Cooperazione sanitaria

Il personale medico di oltre 100 ospedali è stato mobilitato per condurre gli screening gratuiti e creare cartelle cliniche elettroniche per tutti i 15 milioni di residenti della città. Tutti i risultati dei test e i fattori di rischio emersi dalle visite mediche gratuite dei residenti di Ho Chi Minh saranno aggiornati nelle cartelle cliniche elettroniche. Consentendo così un monitoraggio completo e continuo della salute di ogni individuo. I medici ritengono che, se questo modello venisse mantenuto a lungo termine, potrebbe aumentare significativamente il tasso di diagnosi precoce delle malattie per gli abitanti di Ho Chi Minh. Migliorando così l’efficacia dei trattamenti, riducendo i tassi di mortalità e alleggerendo l’onere finanziario sulle famiglie e sulla società. Nguyen Manh Cuong è il vicepresidente del Comitato popolare di Ho Chi Minh. E afferma: “La salute non è solo il bene più prezioso di ogni individuo, ma anche il fondamento della qualità della vita e dello sviluppo sostenibile. Ho Chi Minh vuole essere una città civile, moderna e solidale. Ciò non si misura solo in base alla sua crescita economica, ma anche all’accesso della popolazione a servizi sanitari di qualità”. L’obiettivo è di garantire che ogni cittadino riceva almeno una visita medica gratuita all’anno.

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Foto di valelopardo da Pixabay

Visite gratuite

Il programma di visite mediche gratuite a Ho Chi Minh è stato accolto con grande favore da molte persone, in particolare dai lavoratori poveri e a basso reddito. In Vietnam, molte persone sono riluttanti a sottoporsi a visite mediche non solo a causa dei costi, ma anche perché temono che, se venisse loro diagnosticata una malattia, dovrebbero spendere soldi per le cure. E non sarebbero in grado di continuare a lavorare per mantenere se stessi e le loro famiglie. Pertanto, dopo aver saputo delle visite mediche gratuite, molte persone si sono precipitate alle strutture sanitarie di prima mattina, mettendosi in fila come indicato dal personale medico per sottoporsi alla visita. Nguyen Thi Duyen, 67 anni, si guadagna da vivere vendendo biglietti della lotteria per strada. E ha colto l’occasione per sottoporsi a una visita medica dopo molti anni. “Mi sono sottoposta alla visita per capire meglio se avessi qualche malattia. In modo da poter adeguare la mia dieta e il mio stile di vita di conseguenza. Dopo la visita, mi sento molto più tranquilla”, ha raccontato la signora Duyen.

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Foto di Bundo Kim su Unsplash

Lavoro di squadra

Giang Kim Quy, 70 anni, ha in mano un sacco di riso, dono della città, appena ricevuto dopo la visita. Condivide con Fides la sua emozione: “Oggi il medico mi ha visitato di nuovo, mi ha dato istruzioni più dettagliate, mi ha prescritto dei farmaci e mi ha spiegato come monitorare le mie condizioni. Le persone in difficoltà e con malattie come me sono molto felici e grate per questo lavoro così umano della città e in particolare del settore sanitario. Inoltre, grazie a questo programma, gli anziani come noi non devono viaggiare lontano e risparmiano sui costi delle visite”. L’Ufficio Caritas dell’arcidiocesi di Saigon è guidato da suor Nguyen Phuong Dung insieme a medici, farmacisti, dentisti e volontari. La religiosa ha visitato la parrocchia di An Binh nella diocesi di Buon Me Thuot, nel Vietnam meridionale. La piccola parrocchia si trova nel comune di Da Kia, una zona povera circondata da montagne scoscese e strade tortuose, e ospita una numerosa popolazione della minoranza etnica S’tieng. Tra i 2.500 residenti di questo comune montuoso, solo il 20% circa è cattolico. Il resto è costituito da persone S’tieng che non hanno ancora sentito parlare di Dio e da altri migranti provenienti dal confine cambogiano. Il team medico ha visitato con diligenza gli abitanti del villaggio per individuare disturbi comuni quali patologie interne, disturbi muscolo-scheletrici e ipertensione.

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