Radiografia del lavoro nell’anno 2026. Ha preso il via a Milano e proseguirà in tutta Italia la terza edizione del Net Forum 2026. Al laboratorio nazionale si incontrano politiche attive del lavoro, formazione e sviluppo economico per costruire una nuova architettura della formazione in Italia. L’evento è organizzato da S3.Studium in collaborazione con Regione Lombardia, con il patrocinio di ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, Inps e Confindustria. La terza edizione ha come tema “Multiplicazione-connessioni che generano valore“. E continuerà nei prossimi mesi con le tappe di Reggio Emilia (24 febbraio), Torino (24 marzo), Catania (14 aprile), workshop a Capri (4-10 maggio), Bari (16 giugno), Firenze (22 settembre), Trieste (14 ottobre), Roma (10 novembre). Alla tappa milanese d’avvio hanno partecipato rappresentanti di Regioni, ministeri, fondi interprofessionali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, imprese, agenzie formative, servizi per il lavoro e organismi nazionali. Ciò conferma il ruolo di Milano e della Lombardia come hub nazionale di confronto su politiche attive, competenze e sviluppo dei territori.

Lavoro 4.0
L’assessore Guido Guidesi richiama l’esigenza di ricucire il legame tra politiche di sviluppo economico e sistemi di istruzione, formazione e lavoro. In questo modo, infatti, è possibile leggere meglio i fabbisogni delle imprese e tradurli in strumenti operativi coerenti. Il presidente di Net Forum Antonello Calvaruso e il presidente Inapp Natale Forlani si sono confrontati sul tema della governance istituzionale e funzionale. Richiamando la necessità di passare dalla semplice concertazione a una cooperazione strutturata, basata su regole condivise e responsabilità chiare. Nel dialogo tra Paolo Mora (Regione Lombardia), Massimo Temussi (ministero del Lavoro) e Simone Cappelli (Conferenza Stato-Regioni) sono stati discussi i primi passi verso protocolli di cooperazione multilivello. Un percorso in grado di creare connessioni a livello territoriale, nazionale e settoriale. In una logica di regia comune delle politiche attive del lavoro e della formazione. Un documento di sintesi orienterà la terza edizione. Inoltre saranno attivati ulteriori tavoli di cooperazione tra Regioni, ministeri, fondi, parti sociali, imprese e soggetti della formazione. Simona Tironi è assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Spiega: “Abbiamo firmato insieme ai fondi interprofessionali un Protocollo Quadro. Potremo così lavorare ancora più in sinergia. Unendo le forze e le risorse per una programmazione delle misure che saranno a sostegno delle nostre aziende e, più in generale, del mondo economico e produttivo. L’obiettivo è aumentarne la competitività. Siamo la prima Regione d’Italia ad assumerci questa responsabilità. E quindi ancora una volta la Lombardia fa da apripista, riconfermando il ruolo di ‘bussola‘ di questo Paese”.

Pubblico-privato
Secondo Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo economico “per rendere strutturale la crescita, in un sano rapporto tra pubblico e privato, è indispensabile fare sistema”. E, aggiunge, “i numeri ci stanno dando ragione. Il tasso di occupazione è ai nuovi massimi di sempre. E’ fondamentale mettere in comunicazione più mondi e analizzare scenari più ampi del mondo del lavoro. La Regione Lombardia gioca un ruolo da protagonista. Con le iniziative già messe in campo e quelle programmate per il futuro”. Evidenzia Antonello Calvaruso, presidente di Net Forum: “Offriamo una piattaforma di discussione per tutti gli attori della formazione. Da qui parte una nuova fase. Non si tratta solo di una serie di eventi, ma di un processo condiviso dove lo scambio reciproco deve generare un’azione. L’innovazione di quest’anno è l’apertura al fronte delle imprese che operano nei principali settori dove si produce l’esigenza di nuove competenze: l’industria, il turismo, i servizi in generale e l’agricoltura. Il percorso inaugurato a Milano è basato sulle caratteristiche settoriali che insistono su vari territori. Si farà sintesi a Capri e si presenteranno i risultati al Senato a fine 2026″.

Capacità di inclusione
“La potenza dell’innovazione è oggi molto più elevata, senza precedenti storici, rispetto alla capacità di regolazione- sottolinea Natale Forlani, presidente Inapp -. Invecchiamo, abbiamo problemi di sostenibilità demografica e quindi la produttività, la crescita del reddito e il tasso di occupazione diventano i nuovi punti di riferimento a cui ancorare la dimensione politica. La chiave di tutto questo è l’investimento sulle competenze delle persone e sulla capacità di includere parti della popolazione attiva“. I fondi interprofessionali (Fondimpresa, For.te, For.Agri, Fondoprofessioni) condividono letture convergenti sul bisogno di una programmazione più integrata e orientata ai risultati per supportare l’innovazione delle imprese e la qualità del lavoro. Le rappresentanze datoriali (Confindustria Lombardia, Confcommercio, Coldiretti, Confprofessioni) mettono in luce le priorità delle principali filiere produttive e di servizi. Le rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl, Uil) richiamano l’attenzione sulla necessità di percorsi di aggiornamento continuo che garantiscano occupabilità, tutele e inclusione. Le imprese portano esempi concreti di fabbisogni di competenze, richiamando l’urgenza di risposte formative tempestive e misurabili. Emerge una priorità condivisa. La formazione (iniziale e continua) deve diventare una leva strutturale delle politiche industriali e del lavoro. Integrando strumenti come Fondo Nuove Competenze, Its Academy, formazione on the job e servizi di accompagnamento lungo tutto l’arco della vita lavorativa.

