VENERDÌ 10 MAGGIO 2019, 14:44, IN TERRIS


STORIE ITALIANE

Don Buonaiuto: "La società cambia a partire dai giovani"

Il sacerdote, oggi alla trasmissione di Rai Uno, è intervenuto sul caso di Noemi: la bambina ferita a Napoli

GIUSEPPE CHINA
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Don Aldo Buonaiuto a Storie italiane
Don Aldo Buonaiuto a Storie italiane
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obbiamo abbracciare Noemi con la preghiera. È questa bambina di quattro anni che deve essere al centro dell’attenzione mediatica. Poi senza dubbio dobbiamo fare un plauso alla Forze dell’ordine per gli arresti di oggi”. Sono le prime parole con cui don Aldo Buonaiuto, al programma Storie italiane, condotto da Eleonora Daniele, commenta le misure cautelari nei confronti dei due aggressori della piccola napoletana, ferita gravemente venerdì scorso. Una coppia composta da fratelli: si tratta di Antonio e Armando Del Re. “Non dobbiamo demordere o farci intimidire dalle realtà mafiose”, ha aggiunto il sacerdote “anzi occorre combatterle. Il nostro impegno deve portare ad un cambiamento di mentalità, soprattuto sui giovani. Il futuro è ora”. Perché secondo don Buonaiuto: “Il caso di Noemi rappresenta il fallimento culturale del Paese e delle istituzioni. Non dobbiamo aspettare i morti per scendere in piazza. A prescindere dalla povera Noemi, vogliamo una società senza "regolamenti di conti", con persone libere di camminare serenamente”(guarda video).


I collegamenti con l’Ospedale Santobono

Dall’esterno della struttura ospedaliera, dove si trova la bambina in tristi condizioni, è intervenuto Vito Francesco Paglia, inviato di Storie italiane. “Gli arresti sono avvenuti alle prime ore del mattino. Secondo gli inquirenti a fare fuoco sarebbe stato Armando Del Re, con la complicità del fratello Antonio. Sono stati trovati in due città differenti: uno a Siena e l’altro a Nola.” E ancora: “Chi indaga ha riferito che l’agguato potrebbe non essere di stampo camorristico, nonostante i due fermati non siano estranei a quell’ambiente”. Il dibattito televisivo si accende sul presunto codice etico della camorra. Secondo Roberto Alessi: “Le mafie non l'hanno mai avuto. Dato che chi va in una piazza e spara all’impazzata, non lo fa casualmente”.


La forza e il coraggio di Maria Antonietta

Nella seconda parte della trasmissione le telecamere di Storie italiane hanno varcato le stanze del Policlinico di Bari. Qui si trova Maria Antonietta che dopo mesi di sofferenza, a causa di un tentato femminicidio, ha iniziato di nuovo a muovere i primi passi. “Sono stanca però mi faccio forza. Devo convivere con questi dolori, che se da una parte sono più forti, dall’altra significa che si avvicina la guarigione”, ha spiegato la vittima. “Oggi non ho fatto due passi ma forse 4-5, tanti piccoli passetti”, racconta con una voce rotta dall’emozione. Inoltre: “Sono contentissima di poter dire queste cose proprio a voi. Questo traguardo è stato raggiunto grazie ai miei angeli: i fisioterapisti. Ce la farò grazie a loro due”. Don Aldo Buonaiuto a Maria Antonietta ha detto: “Sei un esempio per tante persone che hanno problemi gravi, a maggior ragione per noi che spesso ci lamentiamo per piccole cose. Le tue parole ci danno speranza e un boccata d’ossigeno. Con i tuoi gesti hai dato tanto coraggio agli italiani”. Inoltre: “Il tuo caso testimonia che in Italia abbiamo anche una sanità d’eccellenza”. La protagonista ha replicato: “Mi sento tanto vicina a Dio. Ogni giorno lo prego: esiste, è grande e non abbandona mai”. Dallo studio le chiedono se ha perdonato l’ex marito che, scappando dagli arresti domiciliari e percorrendo 400 km, ha tentato di ucciderla. “L’ho già perdonato, chiedo solo giustizia”. Infine il commento dei medici che la definiscono "come una delle pazienti più combattive che abbiano incontrato nella loro professione”. Una storia di volontà ma soprattutto di incrollabile speranza (guarda video).


La presentazione del film “Solo cose belle”

Una vicenda simile in molti aspetti per la speranza che viene trasmessa nel film di Kristian Gianfreda “Solo cose belle”, pellicola ispirata dall’attività dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Commedia che racconta la storia di una sedicenne di un paesino dell'entroterra romagnolo che fa la conoscenza di alcune persone appartenenti ad una casa famiglia. Il mondo dell'adolescente, figlia del sindaco, è molto diverso dal loro che hanno invece da poco raggiunto questa località. Ma da questo incontro nasceranno frutti inaspettati. Il film è stato presentato lo scorso 7 maggio presso il Senato alla presenza del Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e di Giovanni Paolo Ramonda, responsabile della Giovanni XXIII. L'evento, che si è tenuto presso la Sala Koch di Palazzo Madama, è stato moderato dalla straordinaria Eleonora Daniele. “Devo fare un particolare ringraziamento al Presidente Casellati" ha commentato a Storie italiane, il sacerdote della Giovanni XXIII don Buonaiuto, "per aver dato voce ad un film che esalta il grande valore della solidarietà”. Don Buonaiuto ha concluso ribandendo le parole pronunciate al Senato: “Questo film l'ho definito un’opera d’arte perché, oltre ai bravi attori professionisti, ci sono i protagonisti della vita quotidiana che lottano ogni giorno, come Maria Antonietta, che combatte per ritrovare fiducia e speranza". Dunque: "Tutto ciò è reso più facile dai menbri dell'Associzaione Giovanni XXIII che vivono la vocazione della "condivisione diretta" con gli ultimi. Esorto tutti a vederlo, in particolare i giovani” (guarda video)

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