Disturbi gravi che possono mettere in pericolo la salute. I disturbi del comportamento alimentare (Dca) sono patologie che si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionali e preoccupazioni eccessive per il peso e la forma corporea. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) possono essere definiti come persistenti disturbi associati ad un’alterazione della percezione corporea e del controllo del proprio peso e delle forme, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico di chi ne soffre. L’età di esordio della malattia è, in genere, compresa tra i 15 e i 19 anni; anche se recentemente è in aumento un esordio in epoca più precoce. I disturbi dell’alimentazione dovrebbero essere concettualizzati su un continuum tra fattori psicosociali e organici. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) rappresentano oggi un problema di salute sempre più diffuso. Sebbene colpiscano con maggiore frequenza adolescenti e giovani adulti, queste patologie stanno interessando in misura crescente anche bambini, persone adulte e anziane, senza distinzione di genere, orientamento sessuale, provenienza culturale o condizione socio-economica. Negli anni passati, l’emergenza Covid ha contribuito ad amplificare il fenomeno, determinando un aumento significativo dei nuovi casi, spesso caratterizzati da esordi precoci, andamento rapido e quadri clinici più gravi, oltre a favorire ricadute o peggioramenti in persone già precedentemente affette da disturbi alimentari. I Dna comprendono anoressia nervosa, bulimia nervosa, e, oggi con maggiore incidenza, il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder).

Disturbi in crescita
La Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Sisdca), quest’anno ha scelto Cagliari come sede del congresso nazionale. Il meeting si è svolt nell’aula magna “Mario Carta” della facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cagliari. Il tema scelto (“Interconnessioni, Contrapposizioni, Contraddizioni”) rispecchia la complessità e la multidimensionalità dei Dna. Al centro del dibattito: corpo, mente e relazioni. L’evento è stato promosso dalla presidente Sisdca Patrizia Todisco e organizzato da Annadele Pes, membro del direttivo nazionale Sisdca. Si tratta di un appuntamento di grande rilievo per la comunità scientifica e clinica che si occupa dei disturbi alimentari. In rappresentanza dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari sono intervenute la professoressa Federica Pinna, direttrice di Psichiatria, che ha contribuito a supportare la riuscita dell’evento, e la professoressa Fernanda Velluzzi, referente di Gestione dell’Obesità e delle Complicanze Associate. L’evento è stato patrocinato dalla Asl di Cagliari e da vari ordini professionali. E cioè quelli dei medici, psicologi, biologi, infermieri, assistenti sociali, tecnici sanitari di radiologia medica. Oltreché dalle più importanti società scientifiche che si occupano di disturbi alimentari e obesità.

Contenuti
Il congresso ha rappresentato un evento di grande rilievo scientifico, clinico e culturale. Per la prima volta, la Sardegna ha ospitato il principale appuntamento nazionale dedicato ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Riunendo professionisti, ricercatori e operatori provenienti da tutta Italia e ospiti internazionali. L’obiettivo è stato quelli di condividere esperienze, evidenze scientifiche e buone pratiche nel trattamento integrato dei disturbi alimentari. Intanto gli adolescenti che dichiarano che Instagram li fa sentire a disagio riguardo al proprio corpo hanno visto più “contenuti correlati ai disturbi alimentari” rispetto ad altri. Lo riporta un documento interno di Meta esaminato da Reuters e pubblicato online. Sebbene tale materiale non sia vietato su Instagram, afferma la testata, i ricercatori hanno osservato che genitori, adolescenti ed esperti esterni hanno riferito a Meta di ritenerlo potenzialmente dannoso per i giovani utenti. Meta per la ricerca ha intervistato 1.149 adolescenti nel corso dell’anno accademico 2023-2024 per verificare se e con quale frequenza si sentissero a disagio con il proprio corpo dopo aver utilizzato Instagram. Ha quindi campionato manualmente i contenuti che quegli utenti hanno visto sulla piattaforma nell’arco di tre mesi.

Ricerca
Lo studio ha mostrato che per i 223 adolescenti che spesso si sentivano a disagio con il proprio corpo dopo aver visualizzato Instagram, i “contenuti correlati ai disturbi alimentari” rappresentavano il 10,5% di ciò che hanno visto sulla piattaforma. Tre volte di più degli altri adolescenti coinvolti nello studio, per i quali tali contenuti rappresentavano il 3,3% di ciò che hanno visto. Reuters ha fatto visionare la ricerca a Jenny Radesky, professore associato di pediatria presso l’Università del Michigan, che ha definito “la metodologia dello studio solida e i suoi risultati inquietanti”. In una dichiarazione a Reuters, il portavoce di Meta, Andy Stone, ha affermato che la ricerca “è un’ulteriore prova dell’impegno nel comprendere le esperienze dei giovani e per costruire piattaforme più sicure e di supporto per gli adolescenti”. Nel 2021, una ex dipendente di Meta, Frances Haugen, rivelò al Wall Street Journal documenti interni che dimostravano come la società avesse messo i “profitti al di sopra della sicurezza”. Successivamente all’inchiesta, gli effetti di Instagram sulla salute mentale delle adolescenti sono stati il tema di un’audiozione di Meta al Senato Usa.

