Diritto allo studio, un piano per gli alunni con disabilità

Misure per superare gli ostacoli e le barriere fisiche e culturali che si frappongono fra la partecipazione sociale e la vita scolastica

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Lo studio per tutti: non si può raggiungere la vera inclusione scolastica senza superare le barriere. Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l’integrazione scolastica. Ciò prevede l’obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno. Ad esse concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli enti locali e il Servizio sanitario nazionale (Ssn). La comunità scolastica e i servizi locali hanno il compito di “prendere in carico” e di occuparsi della cura educativa e della crescita complessiva della persona con disabilità, fin dai primi anni di vita. Un impegno collettivo che ha un obiettivo preciso. E cioè predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale. Eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi fra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone con disabilità. In particolare in luoghi fondamentali come la scuola, durante l’infanzia e l’adolescenza, e il lavoro, nell’età adulta.

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Foto: Serafico di Assisi

Diritto allo studio

Il ministero dell’Istruzione e del Merito mette in atto varie misure di accompagnamento per favorire l’integrazione. Ossia docenti di sostegno, finanziamento di progetti e attività per l’integrazione. Iniziative di formazione del personale docente di sostegno e curriculare, oltreché del personale amministrativo, tecnico e ausiliare. Organo consultivo e propositivo, a livello nazionale, in materia di integrazione scolastica è l’ Osservatorio per l’integrazione delle persone con disabilità. A livello territoriale altri organismi hanno il compito di proporre iniziative per realizzare e migliorare il processo di integrazione. Ovvero i Glip (“Gruppi di lavoro interistituzionali provinciali”), formati da rappresentanti degli enti locali, delle Asl e delle associazioni dei disabili). E i Glh (“Gruppi di lavoro per l’integrazione degli handicappati”), formati dal dirigente della scuola, dai docenti interessati, dai genitori e dal personale sanitario). Il compito del Glh è particolarmente significativo. Ha la finalità, infatti, di mettere a punto il Piano educativo individualizzato che determina il percorso formativo dell’alunno con disabilità. E garantisce un intervento adeguato allo sviluppo delle sue potenzialità.

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Foto: Serafico di Assisi

Supporto

Un esempio al riguardo arriva dall’Emilia Romagna.  Servizi di supporto all’autonomia e alla comunicazione con personale educativo e assistenziale, fornitura di ausili e strumenti per la comunicazione, assistenza anche prima e dopo l’orario di lezione. Sono alcuni degli interventi che potranno essere garantiti dai quasi 10 milioni di euro assegnati all’Emilia-Romagna dal fondo statale e ripartiti dalla Regione tra Province e Città Metropolitana di Bologna, per il potenziamento di servizi essenziali. Cioè l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità iscritti alla scuola secondaria di secondo grado e con disabilità sensoriale di ogni grado di istruzione. Le risorse destinate all’Emilia-Romagna, che saranno successivamente trasferite a comuni e unioni di comuni, ammontano complessivamente a 9.966.211 euro, con un incremento di circa il 4% rispetto al 2024.

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Foto di Kampus Production: https://www.pexels.com/it

Inclusione

“Si tratta – dichiara l’assessora alla Scuola e al Welfare, Isabella Conti – di interventi attesi da enti locali, scuole e famiglie per assicurare la piena attuazione del diritto allo studio di tutte le studentesse e studenti, e il supporto educativo. E’ fondamentale dare sostegno a comuni e unioni di comuni, che ogni giorno si fanno carico di una sfida tanto complessa quanto indispensabile perché, quando si parla di educazione a ragazzi e ragazze con disabilità si parla della qualità della vita e della crescita, coesa, di un’intera comunità”. I servizi assicurati con questo fondo si aggiungono a quelli resi disponibili dalle istituzioni scolastiche con lo scopo di rafforzare l’inclusione e garantire la piena partecipazione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità

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