Ecologia come progresso civile e culturale. Ne sono una dimostrazione la coltivazione e la salvaguardia della Posidonia oceanica e della biodiversità. Il progetto “Foresta blu” è stato presentato a Palazzo Sant’ Agostino, sede dell’amministrazione provinciale di Salerno. Il programma prevede il sostegno alla formazione di personale tecnico scientifico, il coinvolgimento in attività di “citizen science”. E l’installazione, da Positano a Sapri, di pannelli stradali con Qrcode attraverso i quali fruire informazioni sul fenomeno dell’erosione costiera, sulle caratteristiche dei fondali marini e delle dune costiere ed apprendere i comportamenti consapevoli ed ecosostenibili per la gestione e cura del proprio ambiente di vita. Enti locali, esercenti di stabilimenti balneari ed operatori turistici sono chiamati ad attivarsi per sensibilizzare i comportamenti dei fruitori del mare e per promuovere e rivendicare interventi strutturali in difesa delle coste e prevenzione delle erosioni.
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Orlando Caprino ha illustrato gli obiettivi e gli strumenti del progetto e gli effetti benefici sull’ambiente e sull’economia derivanti dalla sua attuazione. I contenuti pratici e scientifici sono curati in collaborazione con la società Econ srl, il Museo Vivo del Mare di Pioppi e la Summer School SeaLab. A illustrarli il biologo marino Paolo Fasciglione e Valerio Calabrese, direttore del museo. Il delegato all’Ambiente della Provincia di Salerno, Giovanni De Simone ha assicurato la partecipazione e la condivisione della Provincia al progetto. Evidenziando l’importanza della risorsa mare e delle 14 bandiere blu della costa salernitana, sintesi di un mare pulito. Una nuova coscienza ambientale, a partire dalla tutela del mare: focus in Sardegna sulla decima edizione del Big Blue festival. Le tre giornate della rassegna si sono svolte a Portoscuso, nell’Antica Tonnara Su Pranu per promuovere l’ecologia e la difesa della biodiversità in Sardegna. Nel manifesto appare un bimbo che cavalca una Caretta caretta, la tartaruga che nidifica sulle coste tirreniche, una specie messa a dura prova dall’inquinamento marino. Simboleggia la necessità di un turismo più lento e sostenibile. Il programma si è snodato tra momenti di confronto culturale a esperienze dirette sul campo, tavole rotonde e presentazioni di libri nei “Big Blue Lab” per i piccoli lettori, coi laboratori creativi di lettura e scrittura per creare una storia illustrata curati dalla scrittrice Eleonora Carta con Valeria Mulas ed Erika Carta di ArgoCircolo Letterario.

Progresso Renaissance
A ciò si sono aggiunte le escursioni – anche in barca – e le attività in spiaggia. nel 2025 ha compiuto dieci anni il festival, organizzato dall’associazione ArgoNautilus, direttore artistico il biologo marino Maurizio Cristella. Tutte le sere è stato proiettato “Progresso Renaissance” (2019), un corto ispirato al romanzo Fili (Robin) di Fabrizio Frisan, presente per commentarlo con la regista Marta Anatra. Nella Sala Corpus è stata inaugurata la mostra “Terra di Maree” a cura di Casa Falconieri. Il ricercatore del progetto Aliem Vigil Daniele Grech ha illustrato gli “Invasori climatici: viaggio nel Mediterraneo globalizzato”. Alle 22:30, il naturalista e fotografo Marco Colombo ha raccontato Out of the blue: la foca monaca nel Mediterraneo(Quercuslibris), volume realizzato con Bruno D’Amicis e Ugo Mellone. La giornalista scientifica Giorgia Bollati ha presentato I vagabondi del mare (Codice) sulla tutela delle innumerevoli forme di plancton, microorganismo che garantisce la conservazione della vita sulla terra. La veterinaria e scrittrice Monica Pais ha parlato de “La mia vita per gli animali”. Inoltre è stato il Carnevale del Mare a caratterizzare le vie del porto con la sfilata dei più piccoli, seguito dal progetto “Viticoltura come rigenerazione” del suolo, illustrato da Federico Erbi. In conclusione, l’archeologa Sara Porru ha trattato del “Mare, custode del tempo”.

