MARTEDÌ 03 LUGLIO 2018, 10:15, IN TERRIS


TRIESTE

Confermata l'assoluzione per la farmacista obiettrice

La donna rifiutò di vendere la pillola del giorno dopo. L'avv. e sen. Pillon: "Necessario uno strumento normativo"

REDAZIONE
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Farmacista
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eri in tarda serata, dopo lunga camera di consiglio, la Corte di appello di Trieste ha confermato l'assoluzione per la farmacista di Monfalcone che aveva dichiarato la propria obiezione di coscienza rifiutandosi di vendere la pillola del giorno dopo". Lo dichiarano il sen. avv. Simone Pillon e l'avv. Marzio Calacione che hanno difeso la professionista in questo percorso giudiziario durato 5 anni. "Il Tribunale di Gorizia aveva già assolto la farmacista, ma la Procura locale aveva appellato la sentenza, costringendo la difesa a un nuovo grado di giudizio. Ora finalmente la Corte di Appello del capoluogo giuliano ha confermato l'assoluzione, riconoscendo la particolare tenuità del fatto e l'infondatezza delle pretese accusatorie".

La farmacista era imputata del reato di omissione o rifiuto di atti di ufficio perché, in qualità di collaboratrice presso la farmacia comunale, e quindi incaricata di pubblico servizio, nel 2012, durante un turno notturno si era rifiutata di consegnare il Norlevo, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, perché abortiva, nonostante l’esibizione di ricetta medica rilasciata con espressa indicazione di assumere il farmaco nella stessa giornata, appellandosi all'obiezione di coscienza e indicando la farmacia più vicina in cui l'avrebbe potuta acquistare.

"Siamo ben felici che anche la Corte abbia voluto mandare esente da responsabilità penale la nostra assistita, che ha scelto coraggiosamente di seguire la voce della propria coscienza per difendere la vita umana fin dal concepimento", dichiarano gli avvocati Calacione e Pillon. Che aggiungono: "Speriamo tuttavia che nessuno sia più costretto a subire un processo penale per aver semplicemente messo in pratica i principi etici dettati dalla propria coscienza". "Il nostro ordinamento giuridico già prevede la libertà di coscienza, come dimostrato da questa assoluzione, ma forse uno specifico chiarimento normativo potrebbe evitare infondati ma faticosi ricorsi allo strumento penale", conclude l'avvocato Pillon che è anche capogruppo della Lega in commissione giustizia al Senato.

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