Perché il Conclave non è solo un evento per i cattolici

La storia delle elezioni pontificie secondo Ambrogio Piazzoni 

Conclave
@ Fabio Fistarol su Unsplash

Sul Conclave sono puntati gli occhi del mondo intero. L’elezione del papa, evidenzia il professor Ambrogio Piazzoni, si è svolta nei modi più vari. Ci sono state acclamazioni di popolo ed elezioni affidate a pochi cardinali. Elezioni imposte da qualche sovrano potente e altre tenutesi nella libertà degli elettori. Si sono visti papi eletti all’unanimità da conclavi brevi e pacifici e periodi in cui giravano per l’Europa due, tre e perfino quattro papi contemporaneamente. Attraverso episodi, aneddoti e documenti il saggio “La storia delle elezioni pontificie” mostra come e perché, per successive modifiche e tra infinite difficoltà, si è giunti alle regole attuali e si delinea la stretta relazione fra le modalità di elezione del pontefice e la concezione stessa del primato del vicario di Cristo. Intanto la Capitale si prepara al Conclave e alla “fumata bianca”, che potrebbe uscire dal comignolo della Cappella Sistina prima di domenica. La prefettura di Roma, con la questura, i carabinieri, la guardia di finanza, la municipale e la protezione civile già da oggi metteranno in campo migliaia di agenti e volontari, tra i quattromila appartenenti alle forze dell’ordine e almeno altri mille delle associazioni di volontariato.

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Cappella Sistina pronta ad accogliere i Cardinali (foto: Vatican Media)

Elezione del Papa

Le comunicazioni cellulari e via Internet verranno sospese durante il Conclave, con lo spegnimento dei ponti radio che servono l’area di San Pietro, per garantire serenità ai cardinali riuniti che dovranno eleggere il nuovo papa. La richiesta è stata formulata ai gestori telefonici dalle stesse autorità vaticane. Gli uomini della protezione civile nazionale garantiranno comunque la sicurezza dei turisti e dei residenti dell’area che subirà il blackout cellulare momentaneo. Come per i funerali di Papa Francesco, nelle diverse fasi che seguiranno l’elezione del nuovo pontefice, 267esimo successore di Pietro, che saranno articolate in affaccio dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, intronazione e celebrazione dell’Angelus, in piazza sono attese almeno 250mila persone, tra pellegrini, turisti e romani. “La cerimonia di intronizzazione del nuovo Papa prevederà l’afflusso di diverse centinaia di migliaia di persone. Il numero massimo che può essere atteso e accolto tra San Pietro e via della Conciliazione è di 250mila persone“, ha spiegato Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, al termine del comitato operativo.

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Foto di Waldo Miguez da Pixabay

La Roma del Conclave

“È stato comunicato dalle autorità vaticane il blocco della trasmissione delle informazioni e delle coperture telefoniche all’interno di San Pietro – ha aggiunto – per rendere possibile ai cardinali di poter svolgere al meglio la loro funzione di individuazione ed elezione del nuovo pontefice. Ovviamente con le società che gestiscono le reti telefoniche è stato fatto un punto di valutazione specifico, perché è giusto far svolgere l’attività ai cardinali in totale sicurezza, ma la stessa cosa deve essere garantita a chi si trova dall’altro lato del colonnato”. Al vertice era presente anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato che “non possiamo sapere quando ci sarà il nuovo pontefice, perciò il lavoro è quello di predisporsi sulla base di un sistema modulare, sia nelle fasi delle fumate, sia per l’affaccio del nuovo Pontefice e alla messa inaugurale, che sarà un momento di grandissimo richiamo. Tutto questo in un contesto di grandissima intensità per la partecipazione a eventi della città, come il Giubileo e appuntamenti sportivi. Si sono tutti attivati, si lavora in squadra, come è stato già fatto in modo molto positivo”.

Wojtyla
Foto di Simone Savoldi su Unsplash

Bolla

Lungo i secoli, sottolinea Vatican news, si sono susseguite modifiche che hanno disegnato poi il tessuto del Conclave fino a quello attuale. Il primo ad intervenire, in questo senso, fu Papa Niccolò II nel 1059 con la bolla In nomine Domini. In questo documento si stabilì, in particolare, che solo i cardinali potevano eleggere il Romano Pontefice. A ratificarlo definitivamente fu la Costituzione Licet de vitanda promulgata da Alessandro III nel 1179. Si introdusse la necessità della maggioranza dei due terzi dei voti, un tassello rilevante dell’elezione del Papa giunto fino ai giorni nostri. Quello che si apre nel pomeriggio è il settantaseiesimo Conclave strutturato nella forma che conosciamo oggi, a partire da quanto stabilito da Gregorio X nel 1274. Nel periodo precedente a questa data si parlava semplicemente di elezione del Pontefice. Per i primi 1.200 anni circa della storia della Chiesa il successore di Pietro, in quanto Vescovo di Roma, veniva infatti eletto con il coinvolgimento della comunità locale. Il clero vagliava i candidati proposti dai fedeli e il Papa veniva scelto dai vescovi. Dal IV all’XI secolo, l’elezione era contraddistinta anche dalla questione delle influenze esterne. Imperatori romani, carolingi e altri tentarono in vario modo di controllare il processo di designazione del Pontefice.

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