MERCOLEDÌ 11 SETTEMBRE 2019, 07:31, IN TERRIS

UNHCR

Cinque rifugiati africani all'università di Bologna

Firmato memorandum d’intesa per l’evacuazione dei centri di detenzione in Libia

MILENA CASTIGLI
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Gli studenti dell'università di Bologna
Gli studenti dell'università di Bologna
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inque rifugiati di origine eritrea, rifugiati in Etiopia, proseguiranno gli studi universitari all'ateneo di Bologna. Biniam, Awet, Hadish, Sami e Yohannes, rifugiati in Etiopia, sono arrivati da qualche giorno in Italia con un corridoio umanitario e hanno già iniziato a frequentare le lezioni in aula grazie al progetto promosso dall'Alma Mater e da Unchr Italia con la collaborazione di un'ampia rete di partner. Quattro di loro resteranno sotto le Due Torri per seguire la laurea magistrale in Ingegneria, mentre Hadish studierà Economia al campus di Rimini. I cinque sono stati accolti da Er.Go., l'azienda regionale per il diritto allo studio, nelle proprie residenze universitarie, fornendo stoviglie, un pc in comodato d'uso e ogni necessità per la vita quotidiana. A seguirli ci sono i ragazzi di "Next Generation Italy", riporta Ansa, che li guidano nelle varie pratiche burocratiche e relative a ogni aspetto della vita quotidiana. Hanno già iniziato un corso intensivo di lingua italiana.


L'accordo

Il governo del Ruanda, l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e l’Unione Africana hanno firmato ieri un memorandum d’intesa per istituire un meccanismo di transito che consenta l’evacuazione dei rifugiati dalla Libia. In base all’accordo, scrive Sir, il governo del Ruanda accoglierà e darà protezione a rifugiati e richiedenti asilo che si trovano attualmente nei centri di detenzione in Libia e che saranno portati al sicuro in Ruanda su base volontaria. Verrà evacuato un primo gruppo di 500 persone, provenienti prevalentemente dal Corno d’Africa, tra cui vi sono anche bambini e adolescenti a rischio. Dopo l’arrivo dei rifugiati e richiedenti asilo evacuati, l’Unhcr continuerà a cercare soluzioni alla loro situazione. Mentre alcuni potrebbero beneficiare del reinsediamento in Paesi terzi, altri riceveranno assistenza per tornare nel Paese dove hanno precedentemente ricevuto asilo, oppure per fare ritorno nel proprio Paese qualora le condizioni di sicurezza lo permettano. Alcuni potrebbero rimanere in Ruanda, previa autorizzazione da parte delle autorità competenti. I voli di evacuazione dovrebbero cominciare nelle prossime settimane e verranno organizzati in collaborazione con le autorità ruandesi e libiche. L’Unione africana fornirà assistenza alle evacuazioni, un supporto politico strategico comprensivo di formazione e coordinamento, un aiuto per mobilizzare le risorse. L’Unhcr fornirà i servizi di protezione e l’assistenza umanitaria necessaria, compresi cibo, acqua, alloggi, istruzione e cure mediche. L’Unhcr fa appello alla comunità internazionale “affinché vengano messe a disposizione le risorse necessarie all’implementazione dell’accordo”. Dal 2017, l’Unhcr ha evacuato oltre 4.400 rifugiati e richiedenti asilo dalla Libia in altri Paesi, tra cui 2.900 persone attraverso il meccanismo per il transito di emergenza in Niger e altre 425 in Paesi europei attraverso il Centro di transito di emergenza in Romania. Tuttavia, si stima che circa 4.700 persone siano attualmente trattenute in condizioni terribili nei centri di detenzione in Libia.
   

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