Il drammatico periodo storico vissuto da Roma dopo la morte di Cesare spingeva alla ricerca di un “otium” idealizzato, dove il tumulto e il timore non potessero raggiungere la quiete dell’esistenza campestre, semplice, sobria, dedita alla bellezza e al canto. E’ il mondo cui Virgilio aspira nelle Bucoliche (42-39 a.C.). Il segno più nuovo e coinvolgente di questi versi è la costante presenza dell’io, che trasforma l’oggettività delle cose e le riplasma a esprimere una tensione tutta individuale. La nostalgia per il mondo perduto dell’infanzia, il riconoscimento della propria solitudine, il disincanto e la paura dell’amore sono tutti motivi che danno il senso di una ricerca di sé e di un’ansia di pacificazione senza traguardo, in un estenuante alternarsi di entusiasmo e disillusione.

Alle radici della cultura

Virgilio
Virgilio è il più grande poeta romano. Ha messo in versi i canti dei pastori, il lavoro dei contadini e le imprese degli eroi e ci ha trasmesso risposte che non sono certezze, ma interrogativi e dubbi profondi sull’uomo, sul senso della storia e sulla possibilità della giustizia. Con le sue opere ha segnato un’impronta indelebile nella cultura occidentale. Studiato e preso a modello fin dall’antichità, celebrato come precursore del cristianesimo, fu per Dante maestro di stile e di pensiero e vertice dell’umana perfezione. Il successo arriso alle “Bucoliche” spinge Virgilio, incoraggiato da Mecenate e dallo stesso Augusto, ad affrontare il grande poema di ispirazione omerica, che sarà l’ “Eneide”. Il libro di Lingua, dunque, costituisce un agile e spigliato viaggio nel mondo virgiliano colto da una angolazione particolare che mette in relazione l’economia agricola analizzata con dovizia di particolari dal poeta con una visione politica di Ottaviano tesa a una rivalutazione dei valori religiosi e di una società più legata alla terra. La figura del grande poeta latino ha ispirato nei secoli scrittori e filosofi, diventando oggetto di una curiosità, di uno studio e di un’emulazione che lo hanno reso immortale.

