Cattolici-ortodossi, l’ecumenismo secondo papa Leone

Il Patriarca Ecumenico è primus inter pares, primo tra pari, rispetto agli altri Patriarchi dell’Ortodossia, e il primato di Costantinopoli incarna canonicamente l’unità dell’Ortodossia e ne coordina le attività

Leone XIV in missione per rilanciare l’ecumenismo. Fin dall’inizio del suo pontificato Rober Francis Prevost richiama l’importanza dell’unità dei cristiani e del dialogo ecumenico attraverso. “Oggi è tempo di dialogare e di costruire ponti”, insegna il Papa figlio spirituale di Sant’Agostino. E richiama all’unità nella fede come segno di pace. Ricordando che “nell’unità della fede, proclamata fin dalle origini della Chiesa, i cristiani sono chiamati a camminare concordi, custodendo e trasmettendo con amore e con gioia”. Leone XIV collega anche l’ecumenismo alla sinodalità: “L’unità si realizza nella misura in cui i cristiani sono fedeli a Cristo e hanno un obiettivo comune”. Dialogo tra le diverse confessioni cristiane e con le altri fedi. “La Chiesa di Turchia è erede della prima evangelizzazione apostolica e testimone di duemila anni di fede cristiana custodita a volte con grandi sofferenze e a prezzo di grandi sacrifici – spiega il vescovo di Istanbul, monsignor Massimiliano Palinuro-. La comunità cristiana è ormai assai ridotta. Poco più di un secolo fa ancora il 35% della popolazione era cristiana. Dopo un secolo i cristiani sono appena lo 0,6%”. Prosegue il presule: “La Turchia è uno dei paesi sunniti più influenti e qui i segni di attenzione del Pontefice hanno una notevole risonanza per abbattere i muri del pregiudizio e dell’inimicizia che la storia ha frapposto tra Oriente e Occidente, tra cristiani e musulmani”.

ecumenismo
Il Patriarca Bartolomeo / foto Andrea Ninni/Image

Obiettivo-ecumenismo

“Lo scopo ecumenico del viaggio ha inevitabili ripercussioni politiche dal momento che sia sul fronte russo-ucraino, sia su quello israelo-palestinese la religione svolge un fattore deterrente – evidenzia il vescovo di Istanbul-. Bisogna urgentemente disinnescare la strumentalizzazione della religione asservita alle ideologie nazionalistiche. La parola del Papa è assolutamente indispensabile in questo quadro.  In proposito è opportuno evidenziare come il viaggio vuole anche consolidare le relazioni fraterne con il mondo islamico”. La Moschea Sultan Ahmed, nota anche come “Moschea Blu”, è una delle più
importanti moschee di Istanbul. Venne costruita (1609-1617) dal sultano Ahmed I, su
parte del sito del Gran Palazzo di Costantinopoli, per diventare il luogo di culto più
importante dell’Impero Ottomano. L’organizzazione della costruzione fu meticolosamente descritta in otto volumi, ora conservati nella biblioteca del Topkapi, riferisce il dicastero vaticano della Comunicazione. Il soprannome deriva dalle 21.043 piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola. Pareti, colonne e archi sono ricoperti dalle maioliche di Iznik, decorate in toni che vanno dal blu al verde. Rischiarate dalla luce che filtra da 260 piccole finestre, le piastrelle conferiscono alla grande sala della preghiera un’atmosfera suggestiva. Invece la Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem è una chiesa siriaco-ortodossa situata a Yeşilköy, nella parte europea di Istanbul. Inaugurata nel 2023, è la prima e sinora unica chiesa costruita in Turchia dalla fondazione della Repubblica. È dedicata a Efrem il Siro. La sua costruzione è durata un decennio, di cui sette anni a causa delle questioni amministrative. L’apertura è stata ritardata dalla pandemia di Covid-19 e dal terremoto in Turchia e Siria del 2023.

Foto © Vatican News

Luoghi di preghiera

La Chiesa ortodossa siriaca è una Chiesa ortodossa orientale autocefala originaria della Siria, ma con fedeli sparsi in tutto il mondo. A capo della Chiesa vi è il Patriarca siro-ortodosso di Antiochia, con sede a Damasco, capitale della Siria. Nel mondo i fedeli della Chiesa ortodossa siriaca sono circa due milioni. Il Patriarca della Chiesa ortodossa siriaca di Antiochia e di tutto l’Oriente è Ignazio Efrem II. Membro del Consiglio ecumenico delle Chiese, ha contribuito in modo significativo alla nascita dell’organizzazione ecumenica Christian Churches Together nel 2007. La Moschea Blu è l’unica ad avere sei minareti (di solito sono quattro), superata in questo solo dalla moschea della Ka’ba, a La Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è dovuta, secondo una storia popolare, a un fraintendimento. Ol sultano Ahmed I, non potendo eguagliare la magnificenza della moschea del sultano Solimano a Istanbul, non trovò soluzione migliore per cercare di distinguerla che i minareti in oro. L’architetto fraintese però le parole del sultano, capendo “altr” (in turco “sei”) anziché “altin” (“oro”).  La Chiesa Patriarcale di San Giorgio, sottolinea il dicastero vaticano della Comunicazione,  sorge accanto al Patriarcato. L’edificio sacro, del 1720, è sprovvisto di cupola, secondo la regola stabilita dagli Ottomani dopo la conquista della città, essendo la cupola ritenuta appannaggio esclusivo delle moschee e degli edifici legati alla tradizione islamica. Di notevole valore artistico il Trono del
Patriarca Ecumenico, intarsiato di avorio e riconducibile alla tarda epoca bizantina. La
Chiesa Patriarcale custodisce le reliquie di alcune delle più venerate sante dell’Antica
Costantinopoli, come Eufemia di Calcedonia. Nella Chiesa Patriarcale trovano posto
anche, dalla festa di Sant’Andrea (30 novembre) del 2004, parte delle reliquie dei Santi
Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, consegnate il 27 novembre 2004 al Patriarca Bartolomeo I.

Foto di Muharrem Aydın: https://www.pexels.com/it-it/foto/bandiera-della-turchia-appesa-sul-ponte-1836580/

Controversia

La Chiesa Ortodossa conta circa 225 milioni di fedeli, presenti essenzialmente nell’Europa sud-orientale e orientale. Consta di varie Chiese Patriarcali, che mantengono la propria autonomia pur rimanendo legate tra di loro in spirito di fede. Il termine “ortodosso” è adottato per la prima volta dai cristiani greci nel IV secolo per distinguere la fede canonica dalle dottrine eterodosse. Ortodosse si dicono anche alcune Chiese Orientali separatesi nel V secolo a seguito della controversia monofisita. Le Chiese Ortodosse sono guidate da un Patriarca, titolo risalente alle cinque prime Chiese di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, la Pentarchia istituita sotto Giustiniano (527-565). Il titolo fu esteso successivamente al Metropolita di Mosca (XVI sec.), agli Arcivescovi di Serbia e di Bulgaria (inizi del XX sec.) e al capo della Chiesa di Romania (metà del X sec.), mentre il capo dell’antica Chiesa di Georgia ha il titolo di “Catholicos Patriarca”. Infine, la Chiesa Apostolica Armena (Etchmiadzin), è guidata da un Catholicos. La gerarchia ortodossa prevede i tre antichi ordini di diacono, presbitero e vescovo. L’archidiacono è un diacono; l’archimandrita è un sacerdote; il metropolita, l’arcivescovo e il patriarca sono vescovi Il Patriarcato Ecumenico costituisce la sede più alta e il centro dell’Ortodossia in tutto il mondo.

(Foto: Pixabay)

Quartiere di Phanar

Il Patriarca Ecumenico è primus inter pares, primo tra pari, rispetto agli altri
Patriarchi dell’Ortodossia, e il primato di Costantinopoli incarna canonicamente
l’unità dell’Ortodossia e ne coordina le attività. La sua giurisdizione ecclesiastica
comprende, oltre a Istanbul, quattro diocesi turche, il Monte Athos, Creta Patmos e
le isole del Dodecanneso e, in seguito a emigrazioni, diocesi nell’Europa Centrale,
Occidentale, Americhe, Pakistan e Giappone. Infine, fanno capo al Patriarcato
Ecumenico gli ortodossi di tutto il mondo, in quei territori non soggetti alla diretta
giurisdizione degli altri Patriarcati ortodossi. La sede del Patriarcato è stata per secoli
accanto alla Cattedrale di Santa Sofia. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, è
stata trasferita, e si trova, dal 1601, nel quartiere di Phanar.

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