LA CASA BIANCA THE WHITE HOUSE SEDE GOVERNO AMERICANO USA STATI UNITI D'AMERICA. Credit: CARLO CARINO
Sos per i rapporti tra governo e religione negli Stati Uniti. Il primo emendamento della Costituzione vieta al Congresso di stabilire una religione di Stato e garantisce la libertà di culto. Ciò rende gli Usa uno degli Stati più pluralisti a livello costituzionale. Il dibattito sul secolarismo americano è costantemente al centro della vita politica. Da un lato chi sostiene la totale neutralità della sfera pubblica. Dall’altro chi difende la forte presenza di valori religiosi ed etici all’interno delle istituzioni governative e sociali. Adesso, però, la Commissione per la libertà religiosa istituita da Donald Trump sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa sia un errore giuridico. La tesi è contenuta in un rapporto di 224 pagine in cui si chiede al Dipartimento di Giustizia di emanare linee guida per promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo. “Gli Usa negano la loro origine– spiega il professor Agostino Giovagnoli, storico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-. Il secolarismo è alla base della nascita degli Stati Uniti i cui fondatori erano “eretici” in fuga dal dominio delle religioni in Europa. Trump è il culmine di un processo iniziato nel 1970 dai movimenti fondamentalisti dei telepredicatori evangelici in cerca alla Casa Bianca di un asse trono-altare. L’opposto del Concilio Vaticano II che ha distinto gli ambiti di Dio e di Cesare, svincolando la libertà religiosa dall’obbedienza al poterepolitico“.
Donald Trump (@Imagoeconomica via The White House)
Religione oggi
In chiusura del Concistoro il Papa ha indicato la missione della fede: “Ascoltare ciò che le ferite del mondo rivelano del cuore dell’uomo. È lì che si decide la pace. Prima di manifestarsi nella storia, la guerra nasce dentro di noi, quando il sospetto prende il posto della fiducia, la paura della speranza e l’altro viene percepito come una minaccia. Da un cuore riconciliato possono nascere parole disarmate, relazioni nuove e una pace capace di raggiungere i popoli”. Il contrario, osserva il professor Giovagnoli, del “fondamentalismo che ha mostrato al mondo Trump benedetto da alcuni pastori evangelici per il successo nella sua guerra all’Iran nella preghiera organizzata allo Studio Ovale proprio da Paula White Cain, capo dell’Ufficio per la fede“. Nella sua omelia, il Papa ha collocato il Concistoro nel cuore del mistero apostolico della Chiesa. “Mentre dunque chiediamo a Dio di concederci forza e sapienza, è significativo che il nostro Concistoro avvenga alla vigilia della solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo – evidenzia il Pontefice-. Sostiamo insieme in questa memoria, che ricorda le colonne della Chiesa cattolica e romana, i due missionari martiri la cui predicazione fece tutt’uno con la loro vita, al punto da diventare parte delle Sacre Scritture”.
Il Papa ha ribadito che “la Chiesa viva è la Chiesa che crede“. Spiegando che la fede ecclesiale precede e sostiene quella dei singoli come una grazia che alimenta i tralci dell’unica vite. “Come dunque la grazia divina precede la libertà umana, così la fede della Chiesa precede la nostra e chiede di essere testimoniata con ardore”, ha spiegato. Richiamando l’invito del salmista: “Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo alle genti narrate la sua gloria”. Per il Collegio cardinalizio, radunato attorno al Successore di Pietro, questo sguardo a Pietro e Paolo significa “verificare se la missione affidi davvero tutto alla primazia della grazia e della fede”.
Papa Leone XIV Immagine di Vatican News
Discernimento
Leone XIV ha indicato tre grandi piste di discernimento per la Chiesa e la sua missione. La prima riguarda, appunto, la libertà nella fede, generata dal rapporto con il Signore Gesù e testimoniata da Pietro e Paolo. La seconda il dono della pace nell’unità; la terza la concordia nell’obbedienza alla Parola vivente che è Cristo. Riferendosi in particolare alla pace, il Papa ha denunciato con forza le guerre e le tensioni che feriscono la famiglia umana. Ribadendo che “la guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio”. E che la pace “è un dovere di giustizia perché siamo un’unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore”. Ricollegandosi all’enciclica Magnifica humanitas. il Papa ha ricordato la “civiltà dell’amore” indicata da san Paolo VI come via alternativa alle logiche di potenza del suo tempo. Oggi la testimonianza cristiana è chiamata a diventare “profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano“. Mentre la Chiesa, “tra gioie e persecuzioni”, rimane “per tutti”. E a ciascuno rivolge “l’identica parola di conversione e di salvezza”. Anche questo affondo sociale e culturale è stato ricondotto dal Papa alla sorgente apostolica. Pietro e Paolo non hanno annunciato un’idea, ma una vita nuova in Cristo, capace di trasformare i cuori e la storia.