Caro carburanti: le ricadute sulle imprese e le famiglie

Crescono il capitale immobilizzato, il fabbisogno di liquidità e, per i prodotti deperibili, il rischio di invenduto o spreco

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Foto © Saverio De Giglio da Imagoeconomica
Famiglie e imprese: sos caro carburanti. A fotografare la situazione è il ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’autotrasporto in particolare, si trova a fare i conti con un gravoso aumento dei costi operativi. Tra rapporti sempre più complessi con la committenza, margini spesso ridotti al minimo e una volatilità dei prezzi che impedisce qualsiasi seria pianificazione nel medio periodo. L’aumentato prezzo medio nazionale del gasolio sta producendo effetti sui trasporti, sul commercio, sull’artigianato e sulle famiglie. Assoesercenti ha effettuato simulazioni basate sulla differenza di 63,4 centesimi rispetto al riferimento di 1,70 euro al litro di febbraio. Ne emerge un maggiore costo annuo di circa 1.440 euro per un artigiano con un furgone (percorrenza media 25 mila chilometri). Per un’attività commerciale con due mezzi di consegna e 50 mila chilometri complessivi l’aggravio può raggiungere 3.020 euro. Per un autoarticolato da 100 mila chilometri si arriva a 19.813 euro.
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@Uniontrasporti

Rincari

Per gli autotrasportatori il rincaro riduce subito liquidità e margini. Se non è riconosciuto nelle tariffe, alcune tratte diventano antieconomiche e le imprese possono ridurre viaggi e servizi o rinviare manutenzione e rinnovo dei mezzi. Con rischi per sicurezza e continuità degli approvvigionamenti. Per negozi al dettaglio, bar e ristoranti, sottolinea Assoesercenti, il rincaro arriva soprattutto attraverso le scorte. Fornitori e distributori, infatti, trasferiscono parte dei maggiori costi di trasporto sui listini. Crescono così il capitale immobilizzato, il fabbisogno di liquidità e, per i prodotti deperibili, il rischio di invenduto o spreco. Le attività possono ridurre ordini, assortimenti e promozioni oppure adeguare prezzi e menu. Nell’artigianato l’extra costo ricade su trasferte, interventi e materiali. Per gli agenti di commercio, spesso con elevate percorrenze, il carburante è un costo professionale diretto che colpisce anche i consumatori. “Il caro carburanti – afferma Salvo Politino, presidente di Assoesercenti – entra nei conti delle attività e arriva alle famiglie. Per una piccola impresa anche due o tremila euro in più possono cancellare una parte rilevante del margine. Per gli autotrasportatori significa lavorare su alcune tratte senza una remunerazione adeguata, mettendo a rischio la continuità dei servizi. In Sicilia il peso è maggiore, perché l’aumento si somma ai costi dell’insularità. Servono risposte immediate e un meccanismo stabile che protegga imprese e consumatori dagli shock energetici, evitando che l’intero costo venga trasferito sui prezzi finali“.

 

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Foto di Jac Engels da Pixabay

Focus artigianato

Intanto nei territori si corre ai ripari per sostenere le imprese. In Piemonte, per esempio, la giunta regionale ha approvato un incremento di oltre 710mila euro della dotazione destinata ai contributi alle imprese artigiane per gli anni 2026 e 2027 per sostenere la loro presenza nelle fiere nazionali e internazionali. La decisione nasce dal forte interesse registrato dalla misura. Nel 2025, infatti, sono stati concessi 162 contributi, per un totale di 673.630 euro, che hanno consentito alle imprese artigiane piemontesi di partecipare a 39 manifestazioni fieristiche. La domanda è cresciuta ulteriormente nel 2026. Lo sportello relativo alle fiere del primo semestre è stato sospeso già il 15 gennaio per esaurimento dei fondi e quello relativo al secondo semestre ha esaurito le risorse il 14 maggio, con la conseguente formazione di una lista d’attesa. “La risposta delle imprese a questa misura è stata molto forte – afferma l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano – e ci indica con chiarezza quanto le fiere rappresentino uno strumento concreto di crescita, promozione e apertura verso nuovi mercati. Per questo abbiamo deciso di aumentare significativamente le risorse. Investire sulla partecipazione fieristica significa aiutare le nostre imprese artigiane a farsi conoscere, incontrare nuovi clienti, consolidare relazioni commerciali e portare la qualità del Piemonte sui mercati nazionali e internazionali”. Con le nuove risorse, fino a 350.000 euro saranno destinati alle fiere 2026, consentendo di finanziare le domande già presenti in lista d’attesa e di riaprire lo sportello. Le ulteriori disponibilità saranno utilizzate per aprire già nel corso del 2026 lo sportello relativo alla partecipazione alle fiere del 2027. La misura è realizzata in collaborazione con Unioncamere Piemonte. 

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