Sos caporalato. Fari puntati sul fenomeno criminale di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il “caporale” recluta manodopera (spesso migranti, stagionali o vulnerabili) per conto di datori di lavoro. Offrendo salari bassissimi, orari massacranti, condizioni di lavoro insalubri e nessuna sicurezza. Aggirando le leggi sul lavoro e il sistema di collocamento pubblico. In Italia il caporalato è reato da dieci anni. Imprese apparentemente regolari utilizzate per drenare risorse fiscali e alterare la concorrenza, settori economici a bassa barriera d’ingresso ma ad alta redditività illecita e una presenza criminale multiforme con legami a gruppi pugliesi, campani e stranieri. E’ il quadro che emerge dalla Relazione dell’Osservatorio Antimafia del Molise sulle infiltrazioni mafiose nella regione. Il documento è basato su dati giudiziari e statistici di Camere di Commercio, Tribunali, Corte d’Appello e Istat. Emerge un sistema economico “anomalo” in cui aziende operanti in apparente legalità finiscono per alimentare circuiti criminali. Secondo la relazione, le imprese sospette sono attive soprattutto in sanità, edilizia, ristorazione, agricoltura, turismo stagionale e servizi di facchinaggio. Utilizzando prestanome, fatturazioni fittizie, false dichiarazioni fiscali e subappalti irregolari.

Sos caporalato
Un meccanismo che, oltre a penalizzare le imprese oneste, genera liquidità illecita destinata al riciclaggio o al trasferimento verso organizzazioni mafiose. Il presidente dell’Osservatorio, Vincenzo Musacchio, e il presidente vicario Daniele Colucci evidenziano come il Molise stia assumendo un ruolo rilevante in un’economia sommersa che affianca quella legale. Con infiltrazioni riconducibili a gruppi mafiosi italiani e a reti criminali albanesi, nordafricane, est-europee e cinesi. Particolarmente critici i fenomeni del caporalato in agricoltura, dell’evasione Iva nel turismo e nella ristorazione e del gioco d’azzardo illecito, oltre alla diffusione capillare dello spaccio di droga anche nei piccoli centri. La relazione segnala inoltre il rischio di penetrazione istituzionale. Con tentativi di condizionamento di appalti pubblici, gare e procedure autorizzative. E richiama la necessità di un approccio integrato al contrasto. E cioè rafforzamento degli strumenti antiriciclaggio, maggiore cooperazione tra forze dell’ordine e magistratura, controlli amministrativi più stringenti e politiche di prevenzione sociale ed economica. “Solo l’azione congiunta delle istituzioni e della società civile – osservano Musacchio e Colucci – può spezzare il circuito delle imprese ‘apri e chiudi‘ e restituire fiducia al tessuto economico molisano”.

Legalità in agricoltura
La legalità in agricoltura è una scelta che protegge le persone, rafforza le imprese e dà valore alle filiere, non uno slogan. E’ questo il messaggio della campagna istituzionale in onda sulle reti Rai. Realizzata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con Inps. Per promuovere la Rete del lavoro agricolo di qualità e sostenere un’agricoltura fondata su regole, diritti e trasparenza. L’attività si inserisce, infatti, nell’azione di comunicazione per la promozione del valore del lavoro regolare nell’ambito del Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso (Missione 5, “Inclusione e Coesione”, Riforma 1.2, del Pnrr a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), caratterizzata dal principio per cui “fuori dal sommerso, è tutto un altro lavoro”. Lo spot richiama l’idea che ogni prodotto agricolo porti con sé una storia. Una storia che deve poter raccontare esperienze di lavoro regolare, di sicurezza e di dignità. La campagna invita imprese e cittadini a riconoscere e valorizzare le filiere che rispettano le norme e contrastano così il caporalato e il lavoro sommerso.

Sistema produttivo
Si tratta di due fenomeni che danneggiano i lavoratori, alterano la concorrenza e indeboliscono l’intero sistema produttivo. La Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita presso l’Inps, è uno strumento di qualificazione che promuove comportamenti corretti e affidabili. L’adesione da parte delle imprese agricole significa scegliere la trasparenza, tutelare la reputazione aziendale e contribuire a un mondo del lavoro che rafforza la tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori. Per i consumatori, significa orientare le proprie scelte verso filiere che garantiscono valore vero, misurabile e verificabile. Per conoscere la Rete e le modalità di adesione, è possibile consultare i canali istituzionali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Inps. L’iscrizione alla Rete è possibile attraverso il servizio dedicato dell’Inps.

