VENERDÌ 25 MAGGIO 2018, 16:34, IN TERRIS


ITALIA

Cannabis light: ora è ufficialmente legale

Via libera del Ministero dell'Agricoltura. L'esperto: "La sostanza fa male lo stesso"

REDAZIONE
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annabis light, dopo mesi di incertezza è arrivato il via libera. Una circolare del Ministero dell'Agricoltura ha regolato il mercato della canapa con contenuto di thc inferiore allo 0,2%. "La coltivazione della canapa - si legge nella circolare ministeriale - è consentita senza necessità di autorizzazione, che viene richiesta invece se la pianta ha un tasso thc di oltre lo 0,2% come previsto da regolamento europeo. Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6% l’agricoltore non ha alcuna responsabilità; in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6% l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa".

A spiegare la circolare ministeriale è il vice ministro Andrea Olivero: "Si tratta di un provvedimento necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo, così da attuare una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione. E in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione".  "Tra i problemi che restano aperti c’è la superficie minima delle coltivazioni, la necessità di impedire che per le semine agricoltori poco scrupolosi utilizzino sementi non certificate di loro produzione, la necessità di garantire la totale tracciabilità - commenta AssoCanapa, associazione che riunisce alcuni coltivatori -. Tra le questioni ancora aperte, c’è il limite di Thc negli alimenti e nei cosmetici".

I locali che vendono cannabis light sono nati come funghi negli ultimi mesi. Nell'estate scorsa In Terris ha sentito sul tema il dott. Massimo Barra, fondatore della comunità di recupero Villa Maraini, che aveva così commentato la questione della legalizzazione della canapa a basso contenuto di thc. "Anche il legislatore può giocare al 'piccolo chimico' - aveva detto -, ma il punto principale non cambia: la sostanza fa male, a prescindere che sia legale o illegale. Disquisire intorno al limite dello 0,6 per cento di thc è irrilevante. È estremamente pericoloso tutto ciò che attenta al sistema nervoso centrale, che è la parte più raffinata e differenziata del corpo, nonché la più delicata".

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