Ambiente, società e responsabilità: l’impatto sul creato

"Ritrovare l'umano", il nuovo paradigma della sostenibilità. L'Esg del futuro nel libro di Stefano Lucchini e Massimo Lapucci

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Impatto sull’ambiente e sostenibilità. All’udienza con la delegazione britannica di “Interfaith Leaders from Greater Manchester”, papa Francesco ha riaffermato “l’urgente necessità di proteggere l’ambiente” e di lavorare specie con i giovani nell’affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Un esempio attiva da una realtà espositiva e formativa concepita come un crocevia di mondi diversi. Il patrimonio industriale, la bellezza naturale del fiume Isonzo e i contenuti contemporanei. E’ il museo Doblar che, su iniziativa delle centrali elettriche dell’Isonzo di Nova Gorica (Seng) e di Go!2025, viene inaugurato in Slovenia all’interno della più antica centrale idroelettrica ancora operativa sull’Isonzo. L’esposizione ripercorre la storia dello sviluppo dell’energia idroelettrica nel Posočje. E mira anche a sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza delle fonti di energia rinnovabili e della gestione responsabile dell’ambiente. Il museo è stato progettato in modo poliedrico. Come spiega l’autrice, Kaja Širok, “l’esposizione ripercorre cronologicamente le prime menzioni di centrali elettriche e altri impianti industriali sull’Isonzo, e descrive in particolare la creazione della centrale idroelettrica di Doblar, inaugurata simbolicamente nel 1938 e avviata di fatto un anno dopo. L’esposizione illustra l’importanza e il flusso del fiume Isonzo. Sottolineando al contempo l’uso sostenibile delle risorse energetiche attraverso un approccio pedagogico“.
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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Impatto sull’ambiente

Il progetto, oltre a utilizzare gli archivi e i modelli originali della Seng, si è avvalso anche di materiale d’archivio proveniente dal Pang, dal Museo del Goriziano, dall’archivio dello Iuav di Venezia, dalla collezione Bonfanti, nonché di fotografie della collezione privata della famiglia Mignozzi. “L’immenso potenziale culturale e turistico della nostra area senza confini, con la sua splendida natura e la sua ricca storia, non potrebbe essere catturato meglio in un unico progetto. Il Museo Doblar – Isonzo, Fonte di Energia unisce il patrimonio tecnico alla straordinaria bellezza naturale della Valle dell’Isonzo, offrendo ai visitatori di ogni età e interesse uno spazio di scoperta“, afferma Mija Lorbek, direttrice di GO!2025. “Salute, umanità, felicità”: senza questi tre elementi non può esserci vera sostenibilità. E’ il tema attorno al quale ruota il volume “Ritrovare l’umano. Perché non c’è sostenibilità senza Health, Human and Happiness“, scritto da Stefano Lucchini, chief institutional affairs and external communication officer di Intesa Sanpaolo, e Massimo Lapucci della Yale University, presentato al Centro Studi Americani di Roma. L’analisi di Lucchini e Lapucci aggiorna l’acronimo Esg alla celerità dei cambiamenti attuali. Ripercorrendo le evoluzioni storiche nel corso delle rivoluzioni industriali, passando per i temi più attuali del lavoro, dell’Intelligenza artificiale e della finanza etica, i due autori propongo un nuovo manifesto sugli Esg del futuro.
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Foto di AndreasAux da Pixabay

Obiettivo-sostenibilità

L’obiettivo è “riportare al centro la dignità della persona come perseguimento di un benessere collettivo”. “Ogni trasformazione economica ha portato con sé nuove sfide per l’ambiente e la società e oggi, più che mai, è fondamentale rinnovare il nostro approccio alla sostenibilità partendo da una considerazione semplice: non possiamo parlare di sostenibilità senza pensare all’essere umano nella sua interezza. La nuova dimensione Esg+H che proponiamo nel nostro saggio pone al centro la salute, il benessere e la dignità della persona, come base per un auspicato nuovo umanesimo”, dice Stefano Lucchini. I celebri criteri che verificano e misurano gli impatti Environmental, Social e Governance, secondo gli autori, sono certamente necessari per definire e migliorare le aziende e gli investimenti in termini di sostenibilità. Negli ultimi anni, però, il loro significato “si è talvolta inflazionato”, alterato da esigenze di comunicazione, ovvero “eroso fino a renderli un adempimento burocratico o una mera quantificazione di bilancio”. Per adeguare dunque l’acronimo Esg alle sfide del futuro serve rimettere al centro l’uomo, il suo benessere, i suoi bisogni.

Crisi ambientale

Quando nel ‘700 esplode la rivoluzione industriale in Inghilterra, le ciminiere di Manchester che eruttano fumi neri contro il cielo diventano uno dei simboli del progresso galoppante che dalla Gran Bretagna sta aprendo una nuova era, evidenzia Vatican news. Ma è anche, non subito percepito, l’avvio di processo che impatterà via via ovunque dal punto di vista dell’inquinamento. Jorge Mario Bergoglio ha colto questo spunto nel ricevere una delegazione dell’“Interfaith Leaders from Greater Manchester”, un gruppo interconfessionale proveniente dalla metropoli britannica che vide appunto il diffondere di un “enorme progresso tecnico ed economico” assieme a “un indubbio impatto negativo sull’ambiente umano e naturale”. Si tratta di “riconoscere che la crisi ambientale e quella sociale del nostro tempo non sono due crisi separate, ma un’unica crisi, che “richiede la creazione di modelli economici nuovi e lungimiranti”. Ma serve anche determinazione per superare la cultura “usa e getta”, la cultura dello scarto, generata dal consumismo e da un’indifferenza globalizzata, che inibisce gli sforzi per affrontare questi problemi umani e sociali nella prospettiva del bene comune.

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