Ai e sfide missionarie: si è svolta ieri la terza tappa del seminario on line sull’uso della intelligenza artificiale nell’animazione e formazione missionaria. “Non bastano dati e creatività, la tecnologia deve aiutare un sano sviluppo dell’essere umano, in particolare dei giovani”, avverte Leone XIV. Pensiero critico e capacità di discernimento, modi di apprendere e sfera delle relazioni. Non c’è praticamente ambito dell’agire umano che non abbia a che fare oggi con l’intelligenza artificiale, riferisce Vatican news. Il nuovo dualismo tra uomo e algoritmo è per Robert Francis Prevost una “sfida” che sollecita due domande. “Come possiamo garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi”. E “cosa significa essere umani in quest’epoca?”. Per “gestire le implicazioni dell’intelligenza artificiale” è “essenziale”, secondo Leone XIV, “riconoscere e rispettare ciò che caratterizza la persona umana”, la sua dignità di poter riflettere, scegliere liberamente, amare gratuitamente, entrare in relazione autentica con l’altro. Tutte possibilità che il Pontefice lega in particolare a una sollecitudine, una “preoccupazione che ci deve toccare il cuore”. Quella di garantire a bambini e giovani un sano rapporto tra Ai, “sviluppo intellettivo e neurologico” e dimensione interiore. Rafforzando in loro fiducia, oggi “sempre più erosa”, nella “capacità umana di determinare l’evoluzione di queste tecnologie”.

Ai e fede
L’essere umano “è chiamato a essere collaboratore nell’opera della creazione, non semplice consumatore passivo di contenuti prodotti da una tecnologia artificiale”, sottolinea il Papa. E aggiunge: “La merce più preziosa sul mercato oggi è proprio nel settore dell’Ia. L’intelligenza artificiale ha certamente dischiuso nuovi orizzonti per la creatività, ma solleva anche domande preoccupanti circa le sue possibili ripercussioni sull’apertura dell’umanità alla verità e alla bellezza, sulla nostra capacità di stupirci e di contemplare”. Ma, avverte il Pontefice, “la possibilità di accedere a vaste quantità di dati e di conoscenze non va confusa con la capacità di trarne significato e valore. Quest’ultima richiede anche la disponibilità a confrontarsi con il mistero e con le domande ultime della nostra esistenza, realtà spesso emarginate e persino irrise dai modelli culturali e di sviluppo prevalenti. Quindi “è chiaro che occorre una profonda inversione di rotta nella nostra idea di crescita”. Non può esserci un futuro con l’intelligenza artificiale che allo stesso tempo non “realizzi il bene comune”. Serve al riguardo “un’azione coordinata e corale” che coinvolga politica, istituzioni, finanza, i settori dell’educazione e della comunicazione, i cittadini, le comunità religiose”. E “questo impegno deve venire prima di qualunque profitto e interesse di parte, sempre più concentrati nelle mani di pochi”. E occorre dare spazio a tutte le voci “attraverso una partecipazione diffusa”.

Opera missionaria
Il segretariato internazionale della Pontificia Unione Missionaria (Pum) ha accolto la proposta della direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (Pom) polacche. Ne è scaturito un percorso a tappe sulla modalità di uso dell’intelligenza artificiale nelle attività connesse all’opera missionaria. Il seminario rientra nel più ampio orizzonte di eventi e iniziative messe in agenda tra il 2024 ed il 2026 in vista dei rilevanti anniversari concentrati nell’anno in corso. E cioè i 100 anni dalla istituzione della Giornata Missionaria Mondiale. I 110 anni dalla fondazione della Pontificia Unione Missionaria (PUM). E i 200 anni dell’inaugurazione della pia pratica del “Rosario Vivente”. L’incontro on line si è rivolto in particolare ai direttori nazionali e diocesani delle Pom, ai segretari nazionali della Pum. E a tutti quelli che sono impegnati nella rete delle POM nazionali e diocesane. AL centro dell’approfondimento le applicazioni e i loro usi concreti. Ad aprire il forum padre Dinh Anh Nhue Nguyen, segretario generale della Pum. Dopo la sua introduzione ha preso la parola Karol Gnat, produttore tv, conduttore e fondatore del canale polacco “Odbudowani” (Rebuilt). Sul tema “Usare l’intelligenza artificiale per creare animazioni semplici per il lavoro missionario”. Poi lo spazio di dibattito e confronto al termine degli interventi. Il workshop si è svolto in inglese con traduzione simultanea in francese, spagnolo, italiano.

