Ecco come cambia l’accoglienza: una trasformazione profonda dell’offerta turistica italiana. Gli alberghi classici arretrano mentre crescono con forza le strutture extra-alberghiere legate ai soggiorni brevi, soprattutto nelle grandi città e nelle destinazioni più attrattive, dove si intensificano anche le tensioni legate all’overtourism. In questo scenario, la ristorazione conferma un ruolo di tenuta e di presidio economico dei territori, intercettando la domanda di convivialità tipica delle festività. L’aumento è più intenso nelle grandi città d’arte e nelle destinazioni turistiche più attrattive nel periodo natalizio. Roma (+33,8%), Napoli (+98,1%), Milano (+75,9%), Firenze (+21,3%), ma anche in numerose province del Mezzogiorno e delle isole. Quindi meno alberghi tradizionali, molti più alloggi per soggiorni brevi e una ristorazione che, tra luci e ombre, continua a reggere l’urto dei cambiamenti. L’analisi di Unioncamere InfoCamere approfondisce le attività dei servizi di alloggio e ristorazione negli ultimi cinque anni.

Unioncamere e turismo
Unioncamere (l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura) è l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano. Per l’esercizio delle funzioni e dei compiti affidati dalla legge agli enti camerali, Unioncamere stipula con le amministrazioni centrali dello Stato, enti pubblici nazionali o locale, accordi di programma, intese e convenzioni promuovendo e sostenendo il raccordo del sistema camerale con le organizzazioni imprenditoriali, dei consumatori e dei lavoratori. Unioncamere sostiene le iniziative del sistema camerale in favore del turismo e per il rilancio complessivo della filiera, con l’obiettivo di contribuire a rendere maggiormente competitiva l’offerta nazionale. L’azione di Unioncamere si svolge sia attraverso studi, ricerche ed analisi statistiche, sia partecipando direttamente ad iniziative per la valorizzazione dei beni paesaggistico-culturali, sempre favorendo dialogo tra gli attori coinvolti nelle politiche di supporto al settore. Particolare attenzione è dedicata al tema della qualità dei servizi, per la quale Unioncamere in collaborazione con Isnart – l’Istituto nazionale per le ricerche sul turismo – ha istituito il marchio di qualità “Ospitalità Italiana”. Attraverso Assonautica, Unioncamere e la rete camerale supportano inoltre le attività legate al diportismo nautico e all’economia del mare, un settore fortemente collegato con le tematiche turistiche e determinante per lo sviluppo dei territori marittimi.

Accoglienza in evoluzione
La trasformazione rilevata da Unioncamere riguarda soprattutto le imprese di servizi di alloggio di alberghi e simili: diminuiscono del 5,2% a livello nazionale (-1.604 unità), attestandosi a 29.199 imprese. Il ridimensionamento riguarda la gran parte delle regioni. Con cali più marcati nel Lazio (-13,3%), nelle Marche (-12,9%) e in Molise (-10,1%). Le aree a più forte vocazione turistica invernale, come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, mostrano invece una maggiore tenuta, confermando il ruolo del turismo montano e natalizio. A livello provinciale spicca il peso di Bolzano, Rimini, Roma e Napoli che, nonostante le contrazioni, restano tra i principali poli dell’offerta alberghiera tradizionale. È invece in forte espansione il comparto degli alloggi per vacanze e soggiorni di breve durata, che in cinque anni cresce del 42,1%, con oltre 13 mila imprese in più e un totale nazionale di 44.801 unità. L’aumento è più intenso nelle grandi città d’arte e nelle destinazioni turistiche. Il fenomeno segna una profonda riconfigurazione dell’offerta ricettiva, legata anche alla diffusione delle piattaforme digitali. Con un cambiamento strutturale nelle preferenze dei viaggiatori, sempre più orientati verso soluzioni flessibili, soprattutto per soggiorni brevi legati a festività ed eventi.

Quadro complessivo
Secondo l’indagine di Unioncamere le attività di ristoranti con servizio al tavolo, protagoniste delle tavole natalizie, mostrano una dinamica più stabile. A livello nazionale crescono del 2,3% rispetto al 2021, raggiungendo 159.494 imprese. Il quadro regionale è eterogeneo. Aumenti significativi in Sicilia (+10,5%), Sardegna (+8,3%) e Calabria (+6,0%). Mentre alcune regioni del Centro-Nord registrano lievi flessioni. Le grandi province metropolitane restano in testa alla graduatoria: Roma (13.927 imprese), Milano (8.954), Napoli (7.574) e Torino (6.127). Accanto a queste, emergono segnali di vitalità in numerose province del Sud e delle isole, come Palermo, Cagliari, Trapani e Siracusa, che registrano incrementi significativi. Il settore conferma così il proprio ruolo di presidio economico e sociale, capace di intercettare una domanda legata ai momenti di convivialità tipici del Natale.

Investimenti
Intanto il Veneto si conferma anche nel 2025 la prima regione turistica d’Italia per presenze, ma il dato più rilevante non è soltanto quantitativo. I numeri raccontano la crescita di un movimento turistico maturo, che oggi più che mai è chiamato a guardare al futuro in modo unitario, consapevole e strategico. E’ quanto emerge dall’analisi di Federalberghi Veneto sui dati del periodo 1° gennaio-15 dicembre 2025, a confronto con il 2024. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un sistema ricettivo solido e in equilibrio, capace di crescere senza strappi e di adattarsi alle trasformazioni della domanda. Mare, lago, città d’arte e montagna registrano andamenti complessivamente in linea con lo scorso anno, con quest’ultima che segna la crescita più significativa. Le terme attraversano una fase di assestamento che va letta non come arretramento, ma come passaggio verso una nuova stagione di sviluppo, sostenuta dagli importanti investimenti strutturali in corso. “Il Veneto – afferma Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto e di ConfTurismo Veneto – è oggi il primo sistema turistico d’Italia non solo per volumi, ma per capacità di organizzazione e visione. Questo primato non è casuale. E’ il risultato di anni di lavoro, di programmazione e di una crescente consapevolezza che il turismo non è più un fenomeno spontaneo, ma un settore che va studiato, governato e accompagnato”.

