81 anni dopo Hiroshima e Nagasaki: Senzatomica

Nell'anniversario dei bombardamenti sul Giappone la campagna della fondazione "Be the Hope" rinnova il proprio impegno per l'abolizione delle armi nucleari

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Foto di Joe da Pixabay

Allerta atomica a 81 anni da Hiroshima e Nagasaki. Sventare il pericolo è una responsabilità ancora più urgente nell’era dell’intelligenza artificiale. Nell’enciclica Magnifica Humanitas, Leone XIV mette in guardia dalla crescente “cultura della potenza” che normalizza la guerra. Considera la deterrenza nucleare una condizione necessaria di sicurezza. E rischia di affidare alle tecnologie militari decisioni sempre meno sottoposte al controllo umano. Nella stessa direzione si colloca la Dichiarazione di Roma appena adottata durante la Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War. Nel documento si chiede che la decisione finale di impiegare un’arma nucleare non venga mai affidata a un sistema automatizzato, che rimanga sempre un controllo umano effettivo e che vengano avviati negoziati seri per l’eliminazione verificabile e irreversibile degli arsenali nucleari. Oggi, dunque, il mondo attraversa una fase di crescente instabilità internazionale e la minaccia nucleare torna a occupare il dibattito politico e strategico, la dottrina della deterrenza continua a fondarsi sull’accettazione della possibilità di infliggere sofferenze indicibili a milioni di persone. Per questo il dibattito sulle armi nucleari non può essere limitato alla sicurezza di un singolo Stato, ma deve partire dal diritto dell’umanità nel suo insieme a vivere in pace. In occasione dell’81° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, Senzatomica, campagna della Fondazione Be the Hope, rinnova il suo impegno.

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Papa Leone XIV. Foto © Vatican News

Minaccia atomica

Uno scenario apocalittico evocato già da un celebre film del 1950: “Minaccia atomica”. Uno scienziato inglese sparisce dopo aver dichiarato che farà esplodere una bomba atomica a Londra a meno che il governo non sospenda la fabbricazione delle armi. Le ricerche dell’uomo non danno risultati positivi e la città viene abbandonata. Pochi minuti prima dell’ora fatale lo scienziato viene ritrovato. A distanza di quasi otto decenni da quella pellicola ecco l’appello affinché le testimonianze degli hibakusha (le persone sopravvissute alle esplosioni nucleari) continuino a essere ascoltate e trasmesse alle nuove generazioni. Per l’occasione presenta un video con la partecipazione degli attori che hanno scelto di sostenere il messaggio della campagna. Per oltre ottant’anni gli hibakusha hanno trasformato una profonda esperienza di dolore e distruzione in una missione per l’intera umanità, testimoniando che le armi nucleari e il genere umano non possono coesistere. Le loro testimonianze hanno contribuito in maniera determinante all’adozione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), il primo accordo internazionale che vieta il possesso, l’uso e la minaccia d’uso di questi ordigni.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Minaccia atomica

“La pace dell’umanità nel suo insieme e il diritto collettivo alla vita di tutte le persone che abitano la Terra devono essere il punto di partenza”, afferma Alessia Trama, della campagna Senzatomica, Fondazione Be the Hope. E aggiunge: “L’essenza della questione non è il confronto tra Stati che possiedono armi nucleari e quelli che non le possiedono, ma il confronto tra la minaccia costituita dalle armi nucleari e il diritto dell’umanità a vivere. In questo percorso, l’educazione alla pace e al disarmo è indispensabile ed è urgente adottare misure immediate di riduzione del rischio, a partire da un impegno reciproco di ‘non primo uso’ da parte degli Stati dotati di armi nucleari. Un simile impegno ridurrebbe il ruolo di questi arsenali nelle strategie militari e rafforzerebbe il principio secondo cui una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta”. Questa responsabilità è ancora più urgente nell’era dell’intelligenza artificiale.

 

 

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