23 anni senza Carlo Urbani: l’anniversario del medico eroe

La scomparsa il 29 marzo 2003 all'età 46 anni a Bangkok in Thailandia. La testimonianza della sua amica e guida spirituale, suor Anna Maria Vissani

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Foto: Centro di Spiritualità sul Monte

Il ricordo del medico Carlo Urbani è più che mai vivo nella comunità dei professionisti della sanità pubblica che dedicano la loro vita alle malattie tropicali neglette. Lo scienziato che ha scoperto la Sars perse la vita durante gli sforzi riusciti per contenere la grave malattia acuta focolaio di sindrome respiratoria nel paese asiatico. Mentre l’agente causale dell’infezione era ancora in fase di identificazione e le misure di contenimento venivano intensificate, Urbani contrasse la Sars e le sue condizioni peggiorarono rapidamente. Morì poche settimane dopo, in seguito al ricovero in ospedale a Bangkok. Da membro dello staff dell’Oms perse la vita durante gli sforzi riusciti per contenere la grave malattia acuta focolaio di sindrome respiratoria (Sars) in Vietnam. “Carlo Urbani era cresciuto in una zona rurale delle Marche, nel centro Italia- ricostruisce Quotidianosanità.it– Nel 2000, dopo una lunga esperienza come medico clinico nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Macerata in Italia, alcune consulenze con l’Oms, in particolare in Mauritania, nonché un periodo in Cambogia con Medici Senza Frontiere, è entrato a far parte dell’ufficio dell’Oms in Vietnam come ufficiale responsabile del controllo delle malattie tropicali e parassitarie nella grande regione del Mekong“.

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Foto di Myriams-Fotos da Pixabay

Medico in prima linea

Mentre era lì Carlo Urbani ha condotto un lavoro pionieristico sulla mappatura e il controllo della schistosomiasi mekongi, una malattia tropicale trascurata, allora altamente endemica nei villaggi lungo il fiume Mekong in Laos e Cambogia. Alla fine di febbraio 2003, a Carlo Urbani è stato chiesto di visitare il primo malato di Sars identificato in Vietnam, che era stato ricoverato all’ospedale francese di Hanoi. Lì, riconobbe immediatamente la potenziale minaccia rappresentata dall’infezione respiratoria altamente trasmissibile, letale e all’epoca sconosciuta. Di conseguenza, Urbani inizia a lavorare instancabilmente per convincere le autorità sanitarie locali della necessità di adottare misure di sicurezza eccezionali, tra cui l’isolamento dei casi sospetti, l’uso di misure protettive da parte del personale medico, lo screening dei viaggiatori e la limitazione dei viaggi internazionali. Queste misure sono state adottate in Vietnam e, con il coordinamento dell’Oms, sono state successivamente estese ai paesi limitrofi, rallentando così il ritmo dell’epidemia nelle sue prime fasi. Mentre l’agente causale dell’infezione era ancora in fase di identificazione e le misure di contenimento venivano intensificate, Carlo Urbani contrasse la Sars e le sue condizioni peggiorarono rapidamente. Morì poche settimane dopo, in seguito al ricovero in ospedale a Bangkok. Il 5 luglio 2003, l’Oms ha dichiarato che la Sars era stata contenuta con successo.

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Foto di Mufid Majnun su Unsplash

Impegno eroico

Nel 2018, il direttore generale dell’OMS, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha svelato una targa in memoria del dottor Urbani presso la sede dell’Oms a Ginevra. Il testo della targa riconosce il ruolo fondamentale da lui svolto nella diagnosi precoce della malattia e nell’attuazione delle misure di contenimento globali, osservando che il dottor Urbani “ha agito nella migliore tradizione dell’Organizzazione mondiale della sanità. E ha dato un esempio ispiratore a tutti coloro che cercano servire l’umanità come professionisti della sanità pubblica”. Il dottor Ibrahima Socé Fall, direttore del Programma globale dell’Oms per le malattie tropicali trascurate spiega: “Il Covid ci ha mostrato fin troppo chiaramente il debito incalcolabile che dobbiamo a persone dedite, coraggiose e perspicaci funzionari della sanità pubblica di fronte a malattie infettive nuove e in rapida diffusione. Il medico Carlo Urbani incarnava gli ideali del servizio pubblico. I suoi precoci e appassionati avvertimenti sulla Sars hanno salvato innumerevoli vite ed è giusto che riconosciamo e ricordiamo il suo sacrificio, così come è giusto che mostriamo gratitudine e rispetto per il coraggio e l’impegno di tutti gli operatori della sanità pubblica che rischiano la propria vita per il bene della nostra famiglia mondiale”. Dopo “In volo sul mondo che amo” (scritto da suor Anna Maria Vissani e don Mariano Piccotti) il medico eroe è raccontato nel libro “Un dialogo d’anime oltre le frontiere”. Suor Anna Maria Vissani descrive la profonda amicizia con il medico eroe Carlo Urbani, nativo di Castelplanio e pioniere della lotta alla Sars (“prova generale” della pandemia di Covid), morto 23 anni fa (come è stato ricordato nella commemorazione nella natia Castelplanio) a causa del nuovo virus che aveva scoperto nel sud-est asiatico.

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@ Centro sul Monte

Epistolario unico

Lettere e email che lo scienziato e la religiosa si scambiarono mentre inquietudini e preoccupazioni scuotevano le coscienze individuali e collettive. Il mondo, infatti, era sull’orlo di una catastrofe sanitaria globale e il medico-missionario si rivolgeva alla sua interlocutrice spirituale. “Negli anni volte ho sperimentato questo mio sapermi chiamare fuori al momento giusto- scrive Carlo Urbani a suor Anna Maria Vissani-. quando qualcosa sembra travolgermi, io trovo una ragione, studio una alternativa, penso alle comunque positive conseguenze, tutto per restare diritto. Ho sempre pensato che se si distrugge una macchina in un incidente, per prima cosa bisogna pensare a come potrebbe essere più bella e più comoda quale che si comprerà poi in sostituzione. Certo poi sopravviene il rammarico grave per l’incidente, il danno economico, le ferite, ma tutto cade già su un sottofondo di positività, ed affrontare i singoli problemi poi è più facile. Crebbi con questo motto: so difendermi. Con gli anni conobbi sempre prove più impegnative, dure, dolorose. Conobbi il dolore di altri, e passai pomeriggi per cercare di trasmettere questo mio pensare positivo all’amico in difficoltà”. Una lezione sull’amicizia nella quale soffia lo spirito evangelico. “Carissima sorella- si rivolge Carlo Urbani a suor Anna Maria-. Spero questa volta il messaggio riesca a trovarti nelle tue peregrinazioni di convento in convento! Sono contento di sapere che stai per partire per l’India, e so quanto questo viaggio ti arricchirà, e arricchirà gli altri che laggiù beneficeranno della tua presenza. Qui la vita scorre, la mia abbastanza comodamente, quella della gente che popola questo paese un po’ meno, a causa della povertà e delle malattie che ne derivano. La fede è molto più che promuovere il sociale, e che tante altre cose sono importanti nella fede oltre a curare i malati e costruire ripari per i poveri”.

 

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