Vaccini, 15.000 firme al Ministro Speranza per la priorità alle persone fragili

Anche ANED lancia una petizione per la vaccinazione prioritaria di persone trapiantate e dializzate: “Si eviti una strage”.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31
brevetti

Il piano di vaccinazioni contro il Covid-19 è inadeguato. Questa notizia, purtroppo, è già nota, se è vero che ogni giorno diverse categorie di persone lanciano appelli affinché per essere incluse nella campagna di vaccinazione prioritaria.

E così anche ANED OnlusAssociazione nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto, si ha lanciato un appello al ministro della Salute Roberto Speranza, ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità, al CTS, ad AIFA e allo stesso Commissario Domenico Arcuri. La richiesta è quella di programmare una urgente campagna di vaccinazione contro il Coronavirus per le persone che hanno subito un trapianto o vivono con dialisi ed emodialisi.

La campagna per la raccolta di firme è partita attraverso la piattaforma Change.org e in pochi giorni ha superato la soglia delle 15.000 firme: “Il nostro intento – spiega in una nota Giuseppe Vanacore, presidente di ANED è quello di accendere un riflettore su una situazione drammatica: le persone costrette a sottoporsi a dialisi e quelle che hanno subito hanno le stesse probabilità di contrarre il Covid di tutte le altre, ma la mortalità è fino a 4 volte più alta. Questo a causa di un sistema immunitario fortemente compromesso, che spesso non è in grado di opporsi al virus adeguatamente. Il vaccino per queste persone è l’unica speranza di sottrarsi al rischio del contagio e al conseguente maggiore rischio di rimetterci la vita. Altrimenti con la terza ondata si rischia una nuova strage”.

L’auspicio dei vertici di ANED è quello che si possa programmare una seconda campagna di vaccini entro breve, inserendo questa categoria di persone nella fascia di priorità insieme agli over 80 e al personale sanitario.

La situazione in Italia

Attualmente, nei circa 600 centri dialisi, pubblici e privati, presenti sul territorio italiano sono in cura 47.827 persone. Di queste 5.200 in dialisi domiciliare peritoneale. A queste vanno aggiunte circa 9.000 persone in attesa di trapianto e oltre 30.000 trapiantati. Tutti soggetti fragili che, se contagiati, hanno una probabilità di non farcela che oscilla tra il 30 e il 50%.

I sostenitori dell’appello

Ci sono anche nomi autorevoli a fianco di ANED tra i firmatari dell’appello, tra cui numerose personalità della nefrologia e del trapianto. Il Prof. Giuseppe Remuzzi nefrologo di fama internazionale, l’ex Presidente della Società Italiana di Nefrologia, Prof. Antonio Santoro, il Prof. Franco Citterio ex Presidente della Società Italiana di Trapiantologia e la Dottoressa Cinzia Fabbri, Presidente della Società Italiana Infermieri di Area Nefrologica. Accanto alle associazioni del volontariato come ADMO e AIDO, hanno aderito tutte le principali associazioni nazionali dei pazienti. La spinta è forte e autorevole per far giungere al Ministro Speranza la voce dei pazienti e di chi opera ogni giorno per salvare vite umane con le cure e con il trapianto. Si ritiene infatti assurdo che in questa prima fase si sia preferito vaccinare il personale amministrativo degli ospedali, come è avvenuto in Lombardia, e non le persone fragili e a rischio come dializzati e trapiantati di organi e tessuti. 

Una considerazione positiva va fatta: è un dato che in Italia ancora l’orientamento è quello di curare le persone fragili e anziane. Purtroppo, questa scelta, in altri Stati d’Europa non è scontata…

 

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