Speranza: “Sul Covid bisogna tenere ancora alto il livello di attenzione”

Fnomceo: "Un terzo dei medici italiani, potendo, andrebbe subito in pensione, in particolare i più giovani"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:58

“Bisogna tenere ancora alto il livello di attenzione”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in riferimento all’aumento dei contagi che nella giornata di ieri hanno nuovamente sfiorato i 100mila, arrivando oggi alla Conferenza nazionale sulla questione medica organizzata a Roma dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). Quanto all’andamento delle quarte dosi del vaccini anti-Covid, ha rilevato il ministro “stiamo partendo ora e siamo all’inizio”. Rispetto invece all’utilizzo delle mascherine al chiuso, “decideremo – ha detto – nei prossimi giorni”.

Fnomceo: “1/3 medici sogna la pensione, soprattutto i più giovani”

Un terzo dei medici italiani, potendo, andrebbe subito in pensione, in particolare i più giovani: il 25% dei medici tra i 25 e 34 anni e il 31% di quelli tra i 35 e i 44 anni. È questo uno dei dati più eclatanti, e preoccupanti, dell’indagine ‘La condizione dei Medici a due anni dall’inizio della pandemia da Covid-19’, condotta dall’Istituto Piepoli su input della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, e presentata oggi nell’ambito della Conferenza nazionale sulla Questione Medica.

“Noi amiamo questa professione, chiediamo solo di poterla esercitare con l’entusiasmo di chi inizia – è il commento del Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Questa propensione alla pensione anticipata, espressa da tanti giovani, è un dato scioccante che fa riflettere e mostra quanto profonda sia la crisi legata alla perdita di fiducia nel futuro, alla mancanza di speranza di un domani migliore per la nostra professione”. La ricerca è stata realizzata attraverso la somministrazione di 500 interviste, condotte dal 21 al 28 marzo scorso, su un campione rappresentativo di 500 medici. Rilevante l’aumento in pandemia dei carichi di lavoro – oltre il 37% sul territorio, più 28% in ospedale – che ha riguardato la stragrande maggioranza dei medici e degli odontoiatri.

A quanto emerge dalla ricerca, nel corso della pandemia il carico di lavoro è cresciuto per 3 medici su 4, portando quasi 1 ospedaliero su 5 a cambiare reparto. Lo dichiarano mediamente il 75% dei medici del territorio, il 64% dei medici ospedalieri, il 24% degli specialisti ambulatoriali e il 12% negli odontoiatri. Un impegno gravoso che ha avuto ripercussioni – lo pensano il 40% dei medici – anche sul rapporto di fiducia con i cittadini. E che ha provocato, insieme alle difficoltà organizzative, stress e preoccupazione nella stragrande maggioranza dei professionisti, il 71%. Si dichiarano “stressati” il 90% dei medici del territorio, il 72% dei medici ospedalieri, l’80% degli specialisti ambulatoriali, il 62% degli odontoiatri. D’altro canto, il 53% dei medici dichiara che molti cittadini hanno rinunciato a cure importanti, spesso interrompendole dopo averle iniziate, per colpa della pandemia. Il Covid ha inoltre dato impulso ai consulti da remoto: li hanno offerti la metà dei medici, con punte del 65% tra i medici di medicina generale.

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