Salviamo l’Artico per salvare il Pianeta

L'ultimo appello per salvare l'Artico alla Climate Week 2020, che si è aperta ieri a New York. Greenpeace e il Principe Carlo si rivolgono alle potenze mondiali

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E’ appena iniziata a New York la settimana per la tutela del clima (Climate Week New York 2020), il cui focus quest’anno è sull’Artico. La settimana per il Clima è il summit annuale più importante per parlare della salvaguardia del pianeta Terra. Dobbiamo ripensare l’economia globale per le persone e per il Pianeta. La situazione è al tracollo e non si potrà aspettare oltre la prossima decade per diminuire le emissioni di gas nocivi se si vuole salvare la Terra.

I ghiacciai piangono

I ghiacciai si stanno abbassando come non era mai successo prima. Hanno raggiunto la loro minimi estensione il 15 settembre scorso. “E’ la seconda estensione più bassa mai registrata – avverte Greenpeace – la rapida perdita di ghiaccio marino nell’Artico è un indicatore preoccupante che ci dice quanto poco tempo manchi prima che il nostro Pianeta vada a fondo”. I ghiacci dell’Artico hanno raggiunto nell’estate del 2020 la loro seconda estensione minima, 3,74 milioni di chilometri quadrati. Lo rende noto il National Snow and Ice Data Centre, l’istituto Usa di ricerca presso l’Università del Colorado, come riferisce Greenpeace in un comunicato (notizie Ansa).

L’appello di Carlo d’Inghilterra

L’erede al trono d’Inghilterra, il Principe Carlo, ha voluto fare il suo personale appello affinché tutte le potenze mondiali si uniscano per salvare il pianeta Terra. “Stiamo parlando di una catastrofe globale ormai, il cui impatto sarà più distruttivo della pandemia da Coronavirus. In questa fase ormai avanzata non vedo altra via da seguire che l’applicazione di un piano simile a quello Marshall. Un piano internazionale per salvare la Natura, le persone e il pianeta”, ha dichiarato.

Salviamo il Pianeta

Mentre i ghiacci al Polo Nord si sciolgono a una velocità sempre più allarmante, i giganti dei combustibili fossili puntano al petrolio e al gas presenti sotto i fondali dell’Artico.  Greenpeace si sta da tempo mobilitando per la creazione di un’area protetta nelle acque internazionali che circondano il Polo Nord e che prevede lo stop alle attività distruttive nell’Artico. Fino ad ora hanno aderito all’appello 8 milioni di persone in tutto il mondo. L’Artico – casa di orsi polari, trichechi e narvali – sta scomparendo a una velocità spaventosa. Il “condizionatore d’aria” del Pianeta si sta riscaldando due volte di più del resto del mondo a causa dei cambiamenti climatici. Ma non solo. L’Artico è minacciato dalle trivellazioni petrolifere, dall’uso di airgun, dalla pesca industriale. Anche l’uomo in questa catastrofe sta facendo la sua parte. E non per il bene della Terra.

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