Una nuova tecnica che agisce sul sistema nervoso per regolare il ritmo cardiaco

La tecnica micro invasiva messa a punto dal Fatebenefratelli con il Policlinico Umberto I, ridotte drasticamente le aritmie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:46

Una soluzione più rapida ed efficace nel trattamento delle aritmie ventricolari, le più pericolose e temute: è questa la nuova tecnica chirurgica messa a punto dal Fatebenefratelli-Isola Tiberina con il Policlinico Umberto I, oggi riportata da Ansa.

Gli interventi chirurgici ablativi non sono infatti sempre risolutivi e l’insorgenza ripetuta di episodi aritmici aumenta il rischio di mortalità. Grazie alla tecnica alternativa portata avanti dal Servizio di aritmologia del Fatebenefratelli con le UOC di Chirurgia Toracica e di Anestesia (Centro Trapianti) dell’Umberto I, oggi è possibile agire efficacemente per via chirurgica su questa complessa problematica del cuore con una piccola incisione ed una esecuzione rapida.

I dati fin qui raccolti con una media di più di un anno di osservazione hanno mostrato una drastica riduzione delle aritmie. I risultati di uno studio pilota sono stati pubblicati sulla rivista Journals of the American College of Cardiology: Clinical Electrophysiology (JACC EP)” e i dati saranno presentati ai congressi EHRA (European Heart Rhythm Association) e HRS (Heart Rhythm Society) a Boston (USA).

“Si tratta di un intervento di denervazione cardiaca (simpaticotomia modificata) – spiega il primo autore dello studio, Filippo Maria Cauti, Aritmologo al Fatebenefratelli. “L’approccio mini-invasivo non va a toccare direttamente il cuore, ma, attraverso una piccola incisione sotto l’ascella, tramite una telecamera ed un piccolo strumento chirurgico agisce sul sistema nervoso simpatico denervando e quindi “silenziando” le afferenze nervose responsabili dell’innesco delle aritmie cardiache”.

Stefano Bianchi, direttore UOC di Cardiologia dell’ospedale romano aggiunge: ” Da tempo eseguiamo trattamenti di ablazione in pazienti con aritmia ventricolare. La tecnica fin qui in uso però, malgrado l’altissima tecnologia presente non sempre permette di risolvere la complessa problematica aritmica. La nuova tecnica allo studio è attualmente destinata ai pazienti affetti da tachicardia ventricolare non responsivi ad un primo approccio ablativo”.

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