Lo strano caso dell’infezione di legionella a Busto Arsizio

A Busto Arsizio nelle ultime ore sono stati registrati diversi casi di Legionella, uno dei quali con esito fatale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:30
Legionella nel rubinetto di casa

In un periodo segnato dal coronavirus – con contagi “eccellenti” come quello di Silvio Berlusconi, ricoverato ieri al San Raffaele di Milano – si tende a dimenticare che circolano molte altre malattie, non solo virali. E’ il caso della legionella, un batterio che si stabilisce nei polmoni e che può portare anche alla morte.

La legionella

Lega il suo nome a un fatto tragico: all’epidemia acuta che nell’estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Philadelphia causando ben 34 morti su 221 contagiati, con eziologia ignota a quel tempo.

Solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un batterio, denominato appunto legionella, che fu isolato nel gennaio del 1977 nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.

La legionella è presente nell’aria o nell’acqua ed entra nell’uomo attraverso la bocca. Può dare luogo a due distinti quadri clinici. Il primo è la febbre di Pontiac che si presenta come una malattia acuta che non interessa il polmone e che si risolve in 2-5 giorni.

Il secondo è la malattia dei legionari legionellosi: una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La malattia è letale nel 5-15% dei casi. Tanto per fare qualche paragone, ad oggi la letalità del Covid-19 in Italia si stima sia solo al 2,36%, nonostante abbia già provocato – secondo i dati diffusi giovedì – 35.518 decessi.

Busto Arsizio

A Busto Arsizio nelle ultime ore sono stati registrati diversi casi di Legionella, uno dei quali con esito fatale. “Sono stati accertati nelle scorse ore 16 casi di legionella a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Una delle persone coinvolte è deceduta”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

“Sono in corso gli accertamenti igienici e sanitari previsti dai protocolli di sicurezza. Le autorità sanitarie territoriali – ha spiegato – si sono attivate immediatamente e hanno realizzato i prelievi e la campionatura delle acque nelle abitazioni di residenza, il controllo degli impianti idrici (acquedotto) e delle torri di raffreddamento. Le analisi di laboratorio sono in corso. In via precauzionale è stata altresì eseguita una iperclorazione dell’acqua”. Non bastava il coronavirus…

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