Intervento all’avanguardia su un bimbo di 13 mesi all’Ospedale Meyer

Intervento di chirurgia mini-invasiva all'avanguardia all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze su un bambino di 13 mesi per la rimozione di una rara malformazione polmonare diagnosticatagli in utero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17

Intervento di chirurgia mini-invasiva all’avanguardia all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze su un bambino di 13 mesi per la rimozione di una rara malformazione polmonare diagnosticatagli in utero e confermata subito dopo la nascita. Il piccolo, si spiega dall’Aou Meyer, “adesso sta benissimo, dopo soli 4 giorni di ricovero ha fatto ritorno a casa e al controllo successivo è risultato in ottime condizioni”.

La rara malformazione

La malformazione congenita da cui era affetto il bimbo, si spiega sempre dall’ospedale pediatrico, è molto rara (si stima che riguardi meno di 1 bambino su 100.000): è una lesione che prende il nome di ‘sequestro polmonare intradiaframmatico’, ovvero una parte del tessuto polmonare rimane separata dal resto dell’albero bronchiale e dal normale sistema di irrorazione sanguigno dei polmoni. Questa porzione di tessuto anomalo, di aspetto simile a una tumefazione, perde le sue funzioni, non comunica con il resto del sistema respiratorio e riceve sangue da un’arteria ‘sistemica’. anziché dal circolo sanguigno polmonare.

Se non asportato, può esporre allo sviluppo di infezioni anche gravi e, raramente, degenerare in forme tumorali maligne. Per operare il piccolo “si è proceduto a un approccio chirurgico combinato, sia addominale che toracico, impiegando una tecnica mini-invasiva. Questo approccio ha permesso di dominare la maggior parte dei vasi arteriosi dall’addome e di completare l’asportazione della lesione dal torace garantendo la minore aggressività chirurgica possibile.

L’intervento è stato reso possibile grazie a una collaborazione multidisciplinare che ha visto il team di chirurgia neonatale del Meyer – guidato dal professor Francesco Morini – lavorare in tandem con gli anestesisti, che hanno garantito, per tutta la durata dell’operazione, la particolare ventilazione che l’intervento richiedeva. Fondamentale anche il contributo della chirurgia pediatrica, della radiologia e della diagnosi prenatale del Meyer.

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