L’intelligenza artificiale riconosce la solitudine degli anziani

Un recente studio dell'Associazione di Psichiatria Geriatrica negli USA ha rilevato tassi di depressione molto elevanti negli anziani ospiti delle case di cura.

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Negli ultimi 20 anni la nostra società ha vissuto un aumento consistente di episodi di depressione e solitudine.  Sono aumentati i suicidi e il consumo di oppioidi. Seguiti da perdita di produttività nei più giovani e aumento dei costi sanitari e della mortalità, tra gli anziani. In questi ultimi è stata riscontrata una significativa percezione del livello di solitudine.  L’85% degli anziani che vivono in strutture a loro dedicate (case di riposo) soffrono di questo disturbo. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry e condotto dagli esperti dell’Università della California a San Diego, che hanno utilizzato strumentazioni di intelligenza artificiale (AI) per valutare gli episodi di depressione e solitudine.

I sintomi

Per stabilire se si è affetti di solitudine cronica e quindi si soffra di depressione occorre che 5 o più dei seguenti sintomi siano stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentino un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento (secondo la classificazione della Fondazione Veronesi). Almeno uno dei sintomi dev’essere costituito da umore depresso o perdita di interesse o piacere. Poi perdita di peso; insonnia (o ipersonnia); agitazione o rallentamento psicomotorio; affaticamento o mancanza di energia; autosvalutazione; diminuzione della capacità di concentrarsi; pensieri di morte e tentativi di suicidio.

Lo studio americano

Il team di San Diego ha utilizzato tecnologie di intelligenza artificiale per analizzare i modelli di linguaggio naturale, come la programmazione neuro linguistica (PNL), e discernere i gradi di solitudine negli anziani, valutando in modo imparziale emozioni e sentimenti complessi. “Negli ultimi anni – dichiara la dottoressa  Ellen Lee, ricercatrice dell’Università della California (San Diego) – diversi studi hanno documentato tassi crescenti di solitudine in diverse classi di individui, in particolare tra quelle più vulnerabili, come gli anziani”. 80 i partecipanti alla ricerca, tra i 66 e i 94 anni di età, che sono stati intervistati dagli sperimentatori e le conversazioni sono state analizzate dai software di intelligenza artificiale, che studiano la PNL.

Le previsioni

Dai dati è emerso che gli individui più predisposti a riconoscere il proprio stato di solitudine sono le donne. Capiscono il disagio e lo manifestano utilizzando parole come gioia e tristezza. Secondo i ricercatori americani, i modelli di apprendimento automatico prevedono la percezione della solitudine con un tasso di precisione del 94 percento.
La comprensione di questi fenomeni complessi potrebbe migliorare notevolmente grazie all’intelligenza artificiale. Col tempo si potrebbero prendere in considerazione fattori indiretti come cognizione, mobilità, sonno, attività fisica e salute mentale, e affinare le conoscenze sull’invecchiamento. Così da sviluppare metodologie di approccio specifiche per le varie fasce d’età.

L’Associazione AAGP

L’Associazione Americana per la Psichiatria GeriatricaAmerican Association for Geriatric Psychiatry (AAGP),  è l’unica associazione negli USA con attività e pubblicazioni focalizzate esclusivamente sulla psichiatria geriatrica.  I praticanti, i ricercatori, gli educatori, gli studenti sono tutti specializzati nello studio dei disturbi mentali negli anziani. La AAGP opera dal 1978 ed è considerata dalla comunità scientifica, il pilastro informativo per le cure e i progressi delle malattie geriatriche.

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