Il Covid non riduce la fertilità femminile, lo studio

Secondo alcune osservazioni su donne che hanno contratto il virus mentre si sottoponevano a procreazione assistita, il numero di ovuli non si modifica con la malattia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:55

Sono varie le conseguenze negative e anche a lungo termine portate dall’aver contratto il Covid-19. Ma queste non riguardano la fertilità femminile. Come riporta Ansa Salute, infatti nelle donne che si sono ammalate non è stata riscontrata una diminuzione della riserva ovarica a seguito del contagio.

Le probabilità di una donna di restare incinta sono determinate dalla sua riserva ovarica, ovvero dal numero di ovociti presenti nelle ovaie, che notoriamente diminuisce con l’avanzare dell’età, ma può essere condizionata anche da altri fattori.

Come si è svolta la ricerca

La presenza di recettori del virus nell’ovaio ha reso necessario analizzare se il Sars-CoV-2 potesse o meno influenzare la fertilità femminile. Per questo, 46 pazienti in cura presso centri per la fecondazione assistita che avevano contratto e superato il Covid-19, sono state coinvolte in uno studio specifico.

“A tutte, è stata ripetuta l’analisi dell’ormone anti-mülleriano (Amh) che è stata posta in confronto con lo stesso esame effettuato non più di sei mesi prima. I risultati – spiega Antonio Requena, direttore Medico di Ivi – hanno mostrato che l’infezione non ha influito minimamente sullo stato della riserva ovarica delle pazienti. Pertanto, è legittimo ipotizzare che le possibilità di successo di un trattamento di riproduzione assistita rimangano inalterate”. Stessa cosa, quindi, dovrebbe valere per tutte le altre donne. Un nuovo studio si occuperà infatti di verificare i risultati emersi su un campione di donne più ampio.

Una maggior ricerca di figli

Il Covid-19, osserva Daniela Galliano, medico specializzata in Ginecologia e Medicina della Riproduzione, responsabile del Centro Pma di Ivi Roma, “ha riacceso il desiderio di famiglia e il risultato di questa ricerca è fondamentale per dare speranza anche a quelle coppie in cui la partner femminile è stata colpita dal virus”.

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