Coronavirus, la terapia al plasma non riduce la mortalità

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Utilizzare il plasma iperimmune, ossia quello ottenuto da pazienti guariti dal Coronavirus, sembrerebbe non avere effetti sul decorso della malattia quando viene utilizzato come trattamento per il Covid-19. E’ quanto è emerso da un test condotto in Argentina e pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio

I ricercatori del consorzio PlasmaAr hanno selezionato 228 pazienti, assegnandoli random al trattamento con il plasma o a un placebo. Dopo un mese non sono state notate differenze significative negli esiti della malattia, con la mortalità che è risultata del 10.96% nel gruppo trattato e dell’11,43% nell’altro, mentre gli eventi avversi, sia lievi che gravi, sono risultati simili nei due gruppi.

Le conclusioni

“Nel nostro test – scrivono gli autori nelle conclusioni – l’uso del plasma da convalescente insieme ai trattamenti standard i pazienti con polmonite grave dovuta a Covid-19 non riduce la mortalità o migliora gli esiti clinici dopo 30 giorni rispetto al placebo. Crediamo che l’uso di questa terapia come standard nelle cure di questo tipo di pazienti debba essere rivalutato. Studi ulteriori sul tema dovrebbero essere diretti ad altre popolazioni o ad interventi diversi, come l’uso di immunoglobuline endovena o di anticorpi monoclonali”

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